Sentenza n. 2481/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Sentenza del TAR Liguria che aveva respinto il ricorso contro il diniego di condono edilizio e il diniego di regolarizzazione relativi alla realizzazione di un seminterrato in un edificio residenziale
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La parte privata ha appellato la sentenza del TAR Liguria deducendo, con i primi due motivi, la violazione e falsa applicazione dell’art. 32 del d.l. n. 269/2003, convertito nella l. n. 326/2003, nonché difetto di istruttoria e di motivazione, violazione degli artt. 2 e 10-bis l. n. 241/1990, contraddittorietà, travisamento dei fatti, illogicità e, con il secondo motivo, omessa pronuncia. Con il terzo motivo ha dedotto la violazione e falsa applicazione dell’art. 48, in relazione all’art. 22-bis, della l.r. n. 16/2008 e dei principi generali in materia di attività soggette a mera comunicazione del privato, richiamando gli artt. 6 e 22 d.P.R. n. 380/2001, gli artt. 19 e 20 l. n. 241/1990 e l’art. 97 Cost., oltre a difetto di presupposto, illogicità e travisamento. I motivi riguardavano il diniego comunale del 22 gennaio 2013, relativo a un’istanza di condono edilizio presentata ai sensi della l. n. 326/2003 per la realizzazione di un seminterrato, e il successivo diniego di regolarizzazione dell’8 ottobre 2015.
La decisione
Il Consiglio di Stato non ha esaminato i motivi di appello nel merito. Ha rilevato che, nelle more del giudizio, l’appellante aveva depositato un’istanza di sopravvenuta carenza di interesse, dichiarando di stare predisponendo una nuova istanza per la regolarizzazione delle opere anche alla luce delle modifiche normative sopravvenute. Ai sensi dell’art. 84 c.p.a. ha quindi dichiarato l’appello improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Le spese di lite sono state integralmente compensate.
Norme richiamate
art. 84 c.p.a.
La sopravvenuta carenza di interesse, dichiarata dall’appellante in ragione della predisposizione di una nuova istanza di regolarizzazione, determina l’improcedibilità dell’appello.
art. 32 d.l. n. 269/2003, convertito in l. n. 326/2003
Norma richiamata nei motivi di appello in relazione al condono edilizio, ma non interpretata dal giudice, che non ha esaminato il merito.
art. 10-bis l. n. 241/1990
Norma richiamata quale parametro di legittimità del procedimento di diniego, senza esame nel merito per la sopravvenuta improcedibilità.
art. 48 l.r. n. 16/2008
Norma richiamata in relazione alla regolarizzazione edilizia e alle attività soggette a mera comunicazione, senza esame nel merito.
Massime di principio
- Quando, nelle more del giudizio di impugnazione, il ricorrente dichiara la sopravvenuta carenza di interesse perché intende presentare una nuova istanza amministrativa sulla medesima situazione sostanziale, l’appello deve essere dichiarato improcedibile ai sensi dell’art. 84 c.p.a., senza esame dei motivi di merito.
- La dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse non comporta automaticamente l’accoglimento o il rigetto delle censure rivolte contro l’atto impugnato, ma determina la definizione del giudizio per improcedibilità quando viene meno l’utilità concreta della decisione.
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