Cassazione Penale, Sentenza n. 45581/2024 del 11/12/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna l'ordinanza che ha confermato la custodia cautelare in carcere, contestando: (1) la sussistenza dei gravi indizi per il reato di associazione mafiosa ex art. 416-bis c.p., sostenendo che il gruppo coagulato attorno a Greco Emanuele sarebbe una 'mafia storica' o una 'mafia nuova' e che non sono stati dimostrati tutti gli elementi costitutivi dell'art. 416-bis (Greco non sarebbe stato condannato e misure preventive sue erano state annullate); (2) la motivazione circa le estorsioni contestate (artt. 513-bis e 629 c.p.), sostenendo che non sarebbe stata dimostrata l'efficacia causale della reputazione criminale di Greco nella determinazione degli imprenditori a concludere rapporti commerciali e che l'art. 513-bis punirebbe solo condotte concorrenziali illegittime e non condotte dirette a coartare la libera concorrenza.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il sindacato di legittimità sia limitato a verificare la congruenza e la logica della motivazione del giudice di merito e non a riesaminare i fatti o rivalutare le fonti di prova. Ha confermato che il Tribunale del riesame ha adeguatamente motivato la sussistenza di gravi indizi per l'art. 416-bis, valorizzando convergenza delle dichiarazioni dei collaboratori, intercettazioni telefoniche e ambientali che descrivono il ruolo imprenditoriale e di controllo del gruppo collegato a Cosa Nostra e il contributo operativo del ricorrente. Ha ritenuto inoltre corretta la valutazione secondo cui le condotte contestate integrarebero estorsione 'contrattuale' e reato di illecita concorrenza (art. 513-bis) nel caso in cui sussistano gli elementi di entrambe le fattispecie, con possibile concorso formale. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 416-bis cod. pen.
La Corte ha ritenuto che, sulla base della convergenza delle dichiarazioni dei collaboratori e delle intercettazioni, risultino gravi indizi della sussistenza di un'associazione di tipo mafioso e della operatività del gruppo; il giudizio di cassazione è limitato a verificare la logicità e la completezza della motivazione, non a riconsiderare i fatti.
art. 513-bis cod. pen.
Il giudice ha affermato che il delitto di illecita concorrenza con violenza o minaccia può coesistere con l'estorsione contrattuale quando ricorrano gli elementi di entrambe le fattispecie; l'alterazione della concorrenza è tutelata autonomamente e, se presenti gli elementi, si configura concorso formale.
art. 629 cod. pen.
Riferimento alla fattispecie di estorsione: la Corte ha condiviso la qualificazione delle condotte come estorsive contrattuali o 'ambientali' in presenza di imposizione o costrizione a rapporti economici a danno della autonomia negoziale delle vittime.
artt. 110, comma 2, 4 e 7 legge 895/1967
Norme richiamate nel capo di imputazione (specificazione di concorso e partecipazione); la sentenza ne menziona l'iniziale contestazione senza svolgere un'interpretazione normativa autonoma nel dispositivo di cassazione.
art. 273 cod. proc. pen.
Richiamato nel quadro del controllo di Cassazione sulla sussistenza dei gravi indizi: la Corte precisa che l'insussistenza dei gravi indizi è rilevabile in cassazione solo se derivante da violazione di legge o da manifesta illogicità o assenza di motivazione.
art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.
Norma procedurale richiamata per gli adempimenti conseguenti alla decisione della Corte (indicazione della cancelleria per gli adempimenti).
Massime di principio
- Il controllo di legittimità sulle misure cautelari è circoscritto a verificare la congruenza, la logicità e la sufficienza della motivazione del giudice di merito; non è consentito riesaminare i fatti o rinnovare la valutazione delle fonti probatorie.
- Per la custodia cautelare il giudice deve accertare una qualificata probabilità di colpevolezza (gravi indizi); la motivazione può fondarsi su convergenza di dichiarazioni dei collaboratori, intercettazioni e altri indizi sinergici.
- La qualificazione mafiosa di un gruppo può essere fondata anche su riscontri indiziari convergenti (collaborazioni, captazioni, controllo economico del territorio), non è necessario che tutti gli esponenti siano già stati condannati per mafia.
- L'estorsione contrattuale (art. 629) può coesistere con il reato di illecita concorrenza (art. 513-bis): se sussistono gli elementi di entrambe le fattispecie si realizza il concorso formale di reati.
- La nozione di 'estorsione ambientale' e il rilievo della reputazione criminale del soggetto che impone rapporti economici possono giustificare la tipizzazione delle condotte come estorsive anche quando la costrizione sia indiretta o basata su una pressione contestuale.
- Per impugnare con successo in Cassazione una misura cautelare occorre dimostrare la violazione di norme o la manifesta illogicità o carenza della motivazione; mere alternative valutazioni sul fatto o sulla credibilità delle prove non sono ammissibili in sede di legittimità.
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