Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24896/2023 del 08/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Sequestro preventivo finalizzato alla confisca del profitto del reato (equisvalente) per euro 4.023,44 e sequestro di immobili; il GIP aveva motivato il periculum in mora con riferimento alla confisca obbligatoria ex art. 322-ter cod. pen. e alla possibilità di occultamento da parte dell'indagato; il Tribunale del riesame ha ritenuto sufficiente la mera confiscabilità del bene. Il ricorrente ha dedotto carenza e insufficienza motivazionale sul periculum in mora (richiesta di motivazione specifica) e violazione del principio di proporzionalità per il sequestro di un immobile del valore molto superiore al profitto contestato (298.000 euro vs 4.023,44 euro).

La decisione

La Corte di legittimità ha ritenuto il ricorso fondato: ha affermato che il sequestro preventivo funzionale alla confisca ex art. 321, comma 2-bis, cod. proc. pen. richiede una motivazione concisa anche sul periculum in mora (salvo l'eccezione delle cose la cui fabbricazione, uso, porto, detenzione o alienazione costituisce reato). Ha censurato la motivazione tautologica del GIP e l'integrazione insufficiente del Tribunale del riesame, nonché la mancata verifica adeguata della proporzione tra valore dei beni sequestrati e profitto del reato. L'ordinanza impugnata è stata annullata e i provvedimenti di merito devono essere riesaminati alla luce delle indicazioni (motivazione puntuale sul periculum e verifica della proporzionalità), con conseguente rimessione per nuovo esame ai giudici di merito competenti.

Norme richiamate

  • art. 321 cod. proc. pen., comma 2 e comma 2-bis

    art. 321, comma 2 e comma 2-bis, cod. proc. pen.

    Il provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca deve contenere una concisa motivazione anche sul periculum in mora; la Corte precisa che l'onere motivazionale vale anche per il comma 2-bis (reati dei pubblici ufficiali), salvo l'eccezione delle cose la cui fabbricazione, uso, porto, detenzione o alienazione costituisce reato

  • art. 322-ter cod. pen.

    Norma che prescrive la confisca del profitto del reato nei delitti dei pubblici ufficiali; la Corte chiarisce che la previsione di confisca obbligatoria non esime dal motivare il periculum in mora del sequestro preventivo finalizzato alla confisca

  • art. 240 cod. pen.

    art. 240 cod. pen., primo e secondo comma

    Disciplina della confisca (facoltativa e obbligatoria); la giurisprudenza distingue i beni intrinsecamente pericolosi (secondo comma) per i quali la motivazione sul periculum può limitarsi all'appartenenza al novero dei beni confiscabili

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Norma sulle impugnazioni avverso provvedimenti di sequestro e sulla restituzione dei beni; richiamata in relazione all'istanza originaria e all'impugnazione del provvedimento di sequestro

Massime di principio

  • Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca (anche ai sensi dell'art. 321, comma 2-bis) richiede sempre, salvo il caso delle cose la cui fabbricazione/uso/porto/detenzione/alienazione costituisce reato, una motivazione specifica e congrua sul periculum in mora: il giudice deve spiegare perché il bene potrebbe essere modificato, disperso, deteriorato, utilizzato o alienato prima della sentenza.
  • La mera asserzione della confiscabilità del bene non è sufficiente a giustificare il sequestro preventivo: occorre un giudizio prognostico adeguato e modulato in relazione alla natura del bene (particolare rigore per i beni immobili).
  • Il tribunale del riesame può integrare carenze motivazionali del GIP, ma l'integrazione deve essere effettiva e fornire elementi concreti che attestino il pericolo di vanificazione della futura confisca; non è ammessa un'integrazione meramente descrittiva o tautologica.
  • Nel sequestro per equivalente va sempre verificata la proporzione tra valore dei beni sottoposti a vincolo e profitto/ prezzo del reato: il giudice deve accertare sulla base di documentazione e deduzioni delle parti che l'oggetto del sequestro sia effettivamente pertinente e proporzionato alla misura ablativa finale.
  • In situazioni simili, il difensore dovrebbe sollevare specifiche eccezioni motivazionali e produrre elementi che dimostrino l'assenza di rischio di dispersione o offrire misure alternative (garanzie, ipoteche limitate, sequestro di valori più direttamente attinenti) per evitare una compressione sproporzionata del diritto di proprietà.
  • I giudici devono bilanciare l'esigenza anticipatoria della confisca con i principi di proporzionalità, adeguatezza e gradualità, evitando che la misura cautelare si trasformi in strumento eccessivamente vessatorio rispetto ai diritti costituzionali e convenzionali.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.