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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34427/2024 del 12/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso in cassazione avverso la conferma di condanna per tentato omicidio aggravato e per detenzione/porto di pistola. La difesa ha dedotto vizi di motivazione e travisamento della prova riferiti soprattutto all'identificazione della tipologia dell'arma utilizzata: la perizia balistica, svolta su sole fotografie in bianco e nero e senza reperti sequestrati, avrebbe espresso un giudizio in termini di probabilità ("assai verosimilmente" un revolver cal. 22), mentre la Corte territoriale avrebbe affermato con certezza l'uso di un revolver tralasciando l'ipotesi alternativa (pistola Flobert o arma giocattolo). La difesa ha inoltre richiamato l'assenza di accertamenti sui residui da sparo sull'imputato, il mancato sequestro dell'auto e la possibilità che alcuni colpi fossero esplosi da distanza più ravvicinata, elementi che, secondo il ricorrente, avrebbero reso la conclusione sull'idoneità letale dell'arma incerta e il giudizio contraddittorio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che il travisamento della prova invocato non fosse "macroscopico" né evidente: i giudici di merito, valorizzando complessivamente perizia e dichiarazioni testimoniali (rumore di esplosione, assenza di bossoli, cratere di 5 mm sulla carrozzeria, direzione del colpo, pluralità dei colpi, atteggiamento e dichiarazioni dell'imputato), hanno ritenuto verosimile e prevalente l'ipotesi del revolver cal. 22 idoneo a cagionare la morte. La Corte ha ricordato il principio per cui la scelta, fra diverse ipotesi tecniche offerte dai consulenti, rientra nel giudizio di fatto dei giudici di merito e non è sindacabile in cassazione se adeguatamente motivata. Conseguentemente è stata confermata la condanna inflitta in primo grado (pena di cinque anni di reclusione per tentato omicidio aggravato e reati connessi).

Norme richiamate

  • Principio giurisprudenziale sul vizio di travisamento della prova

    il vizio di travisamento della prova può essere dedotto con il ricorso per cassazione in ipotesi di doppia conforme ... e deve emergere in forma di tale macroscopica o manifesta evidenza da imporre in termini inequivocabili, il riscontro della non corrispondenza delle motivazioni di entrambe le sentenze di merito rispetto al compendio probatorio

    La Corte ha richiamato che il travisamento deve essere evidente e macroscopico per essere rilevante in cassazione; se giudici di merito hanno valutato conformemente elementi istruttori comuni, la censura è preclusa salvo manifesta evidenza del travisamento

  • Principio giurisprudenziale sulla valutazione delle consulenze tecniche

    costituisce giudizio di fatto, incensurabile in sede di legittimità, la scelta operata dal giudice, tra le diverse tesi prospettate dal perito e dai consulenti delle parti, di quella che ritiene maggiormente condivisibile, purché la sentenza dia conto, con motivazione accurata e approfondita, delle ragioni di tale scelta

    La Corte conferma che la scelta motivata del giudice tra pareri tecnici concorrenti è valutazione di fatto non sindacabile in cassazione, a condizione che la motivazione spieghi il perché della preferenza

Massime di principio

  • Per ottenere l'annullamento per travisamento della prova in Cassazione è necessario dimostrare una discrepanza macroscopica e manifesta tra le motivazioni dei giudici di merito e il compendio probatorio: mere argomentazioni alternative o dubbi non sono sufficienti
  • La valutazione della tipologia e dell'idoneità di un'arma sulla base di una perizia è un giudizio tecnico che i giudici di merito possono preferire ad altre tesi purché motivino la scelta e considerino il quadro indiziario complessivo (dichiarazioni, segni sulla scena, assenza di bossoli, rumore, pluralità dei colpi)
  • In fase di impugnazione è determinante indicare con precisione le parti della perizia o degli atti che, a parere della difesa, sono state travisate: critiche generiche alla perizia sono meno efficaci
  • L'assenza del reperto (arma, bossoli) e di esami sui residui non esclude necessariamente la prova del reato se esiste un quadro indiziario unitario e coerente che rende l'ipotesi alternativa priva di riscontro concreto
  • Per la difesa, quando si contesta l'idoneità lesiva dell'arma, è utile proporre controperizie anch'esse supportate da elementi oggettivi e, se possibile, evidenziare omissioni istruttorie rilevanti (es. mancato sequestro dell'auto, mancati accertamenti sui vestiti) con chiari riferimenti alle parti del verbale e della consulenza

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