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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22513/2024 del 04/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di riesame che aveva confermato la custodia cautelare in carcere emessa dal GIP di Pisa per concorso nell'omicidio premeditato di Kalaveri Elson. Il ricorrente deduce violazione di legge e vizio di motivazione per travisamento della prova, contestando in particolare la qualificazione dell'aggravante della premeditazione rispetto alla sua posizione: sostiene l'assenza di gravità indiziaria sulla premeditazione rispetto a Capone, l'assenza di prova della sua partecipazione agli atti preparatori e la mancata individuazione del momento "dell'effettiva conoscenza dell'altrui premeditazione"

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza e carenza di interesse. Ha ritenuto che il ricorso mirava a contestare solo la configurabilità di un'aggravante (premeditazione) senza incidere sulla sussistenza del quadro indiziario o sulle esigenze cautelari, fattore che rende inammissibile il ricorso per mancanza di interesse quando l'assenza della circostanza aggravante non incide sulla legittimità della misura. Inoltre la Corte ha sottolineato i limiti del sindacato in sede di legittimità sulle valutazioni di fatto e ha richiamato l'art. 606, lett. e) c.p.p. sul "travisamento del fatto". Per questi motivi il ricorso è stato dichiarato inammissibile; il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Disposizioni esecutive per la cancelleria ai sensi dell'art. 94, comma 1-ter disp. att. c.p.p. Decisione del 23 gennaio 2024.

Norme richiamate

  • art. 606, lett. e) cod. proc. pen.

    Il vizio di "travisamento del fatto" è sindacabile in cassazione solo se rientra nelle ipotesi tassativamente previste dall'art. 606, lett. e). Occorre che il ricorrente dimostri che davanti al giudice della fase precedente siano stati rappresentati gli elementi dai quali quest'ultimo avrebbe dovuto rilevare il travisamento, così da permettere alla Corte di desumerne l'errore dal testo del provvedimento impugnato

  • Sez. 3, n. 20891 del 18/06/2020, Rv. 279508 - 01 (giurisprudenza richiamata)

    Principio secondo cui è inammissibile il ricorso per cassazione contro un provvedimento "de libertate" quando mira solo a contestare la configurabilità di determinate circostanze aggravanti e l'eventuale esclusione di tali circostanze non incida sulla legittimità della misura cautelare

  • Sez. U, n. 6402 del 30/04/1997, Dessimone, Rv. 207945 - 01 (giurisprudenza richiamata)

    Precisa i limiti del sindacato in sede di legittimità sul travisamento del fatto: la Corte può valutare tale vizio solo se il ricorrente dimostra che gli elementi utili erano stati rappresentati al giudice della fase precedente e risultano dal testo del provvedimento impugnato

  • Corte costituzionale, n. 186 del 2000 (richiamata)

    Richiamata in relazione alla legittimità e congruità della somma inflitta in favore della Cassa delle ammende per i profili di colpa connessi a ricorsi inammissibili

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata per gli adempimenti della cancelleria successivi alla pronuncia

Massime di principio

  • Un ricorso in Cassazione contro un provvedimento "de libertate" è inammissibile se mira soltanto a contestare aggravanti che non incidono sulla legittimità della misura cautelare: se l'eventuale esclusione dell'aggravante non modifica l'an o il quomodo della cautela, manca interesse a impugnare in Cassazione
  • La Corte di cassazione ha limiti nel sindacare le valutazioni di fatto; il "travisamento del fatto" è sindacabile solo nei casi tassativamente previsti dall'art. 606, lett. e) c.p.p. e richiede che gli elementi siano stati prospettati al giudice di merito e risultino dal provvedimento impugnato
  • Contestare la qualificazione di un'aggravante (es. premeditazione) richiede che il ricorrente dimostri che la sua esclusione avrebbe effetti sulla legittimità della misura cautelare; altrimenti il rimedio processuale è spesso inammissibile
  • Ricorsi privi di profili di rilevante novità o che non superano i limiti del sindacato di fatto possono comportare condanne alle spese e somme a favore della Cassa delle ammende per responsabilità del ricorrente
  • Nelle ipotesi di contestazione della premeditazione, è utile puntare su elementi specifici e concreti relativi agli atti preparatori o al momento di conoscenza della premeditazione, poiché l'assenza di tali elementi giustifica il rigetto o l'inammissibilità dell'impugnazione

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