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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38218/2024 del 17/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Adami ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Parma che aveva respinto il riconoscimento della continuazione tra i reati tributari già giudicati e una successiva condotta distrattiva per bancarotta. Il ricorrente sosteneva che sussistesse una continuità ideativa tra le condotte: rilevava la contiguità temporale (circa otto mesi) tra l'ultima violazione tributaria e la distrazione e deduceva che l'uso fraudolento della societa era sistematico e pertanto la condotta distrattiva ne fosse conseguenza naturale.

La decisione

La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il giudice dell'esecuzione avesse compiuto una valutazione di fatto adeguata e motivata, valorizzando l'assenza di concreti indicatori di un disegno criminoso unitario: la condotta distrattiva è stata posta in essere dopo che erano emerse le indagini sui reati tributari e quindi configurata come autonoma e finalizzata a svuotare il patrimonio. Perciò non è ravvisabile la unità di ideazione richiesta per riconoscere la continuazione. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 alla cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 81 c.p., comma 2

    Si richiede un disegno criminoso unitario, cioè una rappresentazione unitaria sin dal momento ideativo delle diverse condotte per poter riconoscere il reato continuato; non è sufficiente la mera reiterazione o l'abitualita della condotta

  • Sez. I, sent. n. 40123 del 22.10.2010 (rv 248862)

    Distinzione tra recidiva/abitualita e unita di ideazione: la semplice ricaduta nel reato non integra il carattere intellettivo del reato continuato

  • Sez. I, sent. n. 12905 del 17.3.2010 (rv 246838)

    Il disegno criminoso puo essere generale e di massima, purche i reati risultino previsti almeno nelle loro linee essenziali e finalizzati al medesimo scopo

  • Sez. Un., sent. n. 28659 del 18.5.2017 (rv 270074)

    Per il riconoscimento della continuazione, anche in sede esecutiva, occorre verificare indicatori concreti quali omogeneita delle violazioni e del bene giuridico tutelato, contiguita spazio-temporale, modalita della condotta, sistematicita e la programmabilità dei reati nelle loro linee essenziali

  • art. 616 c.p.p.

    Prevede la sanzione pecuniaria a carico del ricorrente per ricorso inammissibile, applicata qui con determinazione in euro 3.000

Massime di principio

  • Il riconoscimento della continuazione richiede prova di una unita di ideazione e non puo essere desunto soltanto dalla reiterazione di reati o dalla qualita professionale/ruolo dell'agente
  • La contiguita temporale e la prossimità materiale sono indicatori utili ma non decisivi: devono integrarsi con altri indici come la programmazione, l'omogeneita del bene giuridico e le modalita operative
  • La valutazione sulla sussistenza di un disegno unitario e in gran parte valutazione di fatto del giudice di merito e in Cassazione e sindacabile solo se manifestamente illogica o priva di motivazione
  • Una condotta posta in essere dopo l'emersione di indagini e volta a eludere l'accertamento puo essere considerata autonoma e non parte di un disegno criminoso precedente
  • In sede esecutiva la verifica della continuazione richiede un esame puntuale e motivato degli indici concreti; la difesa deve puntare a dimostrare correlazioni oggettive e programmatorie tra le condotte
  • Il ricorso privo di fondamento in fatto o di rilievo giuridico in presenza di una motivazione adeguata puo essere dichiarato inammissibile e comportare sanzioni economiche

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