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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44180/2023 del 03/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti hanno proposto opposizione avverso decreto penale di condanna (pena sostitutiva di 20.500,00 euro ciascuno) per reati edilizi e di tutela dei beni culturali. Il GIP ha dichiarato le opposizioni inammissibili ritenendole irrituali e tardive perché, secondo l'ordinanza, il deposito presso la cancelleria del Giudice di Pace non sarebbe più consentito in ragione dell'abrogazione del comma 2 dell'art. 582 c.p.p. con decorrenza 30/12/2022. I ricorrenti hanno impugnato in Cassazione sostenendo violazione di legge (artt. 461 e 582 c.p.p., art. 87 d.lgs. 150/2022) e vizio di motivazione, deducendo che le opposizioni erano tempestive e rituali, che si sarebbe dovuta applicare la disciplina anteriore (principio tempus regit actum) e che l'informazione sulle modalità di impugnazione era rilevante ai fini della nullità.

La decisione

La Cassazione ha accolto i ricorsi nei limiti indicati. Ha ritenuto applicabile, in base all'art. 87, comma 4, d.lgs. n. 150/2022, il testo dell'art. 461 c.p.p. anteriore alla riforma fino alla pubblicazione dei regolamenti attuativi (non ancora pubblicati). Sulla base di tale disciplina le opposizioni presentate presso la cancelleria del Giudice di Pace di Sorrento il 4 gennaio 2023 erano tempestive (entro 15 giorni dalla notificazione del 29/12/2022) e regolari. Perciò l'ordinanza che aveva dichiarato l'inammissibilità è stata annullata senza rinvio e gli atti sono stati trasmessi al GIP di Torre Annunziata per il prosieguo; la Cassazione non ha esaminato il merito delle opposizioni, riservando tale valutazione al giudizio di opposizione.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 380 del 2001 (norme edilizie)

    Norma sostanziale rilevata come titolo del reato contestato nel decreto penale; non oggetto di decisione nella presente sede

  • d.P.R. n. 380 del 2001 (altre disposizioni citate)

    capo b: artt. 64, 71, 65 e 72; capo c: artt. 83 e 95

    Indicazione dei singoli capi di imputazione nel decreto penale; non valutati nel merito dalla Cassazione in questa fase

  • d.lgs. n. 42 del 2004

    capo d: art. 181, comma 1

    Norma sui beni culturali indicata come base di uno dei capi di imputazione nel decreto penale

  • L. n. 689 del 1981

    Richiamata in relazione alla determinazione della pena sostitutiva prevista nel decreto penale

  • codice di procedura penale

    art. 461, comma 1 (testo anteriore alla modifica del d.lgs. n. 150/2022): "Nel termine di quindici giorni dalla notificazione del decreto, l'imputato e la persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria, personalmente o a mezzo del difensore eventualmente nominato, possono proporre opposizione mediante dichiarazione ricevuta nella cancelleria del giudice per le indagini preliminari che ha emesso il decreto ovvero nella cancelleria del tribunale o del giudice di pace del luogo in cui si trova l'opponente"

    La Corte ha ritenuto che, in assenza dei regolamenti attuativi previsti dal d.lgs. 150/2022, si applica il testo anteriore che consentiva il deposito anche presso la cancelleria del Giudice di Pace

  • codice di procedura penale

    art. 582, comma 2 (richiamato come abrogato dal 30/12/2022)

    Il comma consentiva il deposito dell'impugnazione presso la cancelleria del Giudice di Pace; la Corte ha rilevato che la disciplina transitoria (art. 87 d.lgs. 150/2022) fa riferimento al testo anteriore fino alla pubblicazione dei regolamenti, quindi il richiamo all'abrogazione non poteva precludere il deposito effettuato nei termini

  • d.lgs. n. 150 del 2022

    Stabilisce che, fino al quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione dei regolamenti attuativi, si applica il testo anteriore dell'art. 461 c.p.p.; la Corte ha usato tale disposizione per affermare l'applicabilità della disciplina che autorizzava il deposito presso il Giudice di Pace

  • codice di procedura penale

    Richiamata in relazione alla disciplina del decreto penale di condanna e della relativa opposizione

Massime di principio

  • In presenza di riforme procedurali che rinviano ad atti regolamentari (art. 87 d.lgs. 150/2022), fino alla pubblicazione dei regolamenti attuativi si applica la disciplina anteriore: le modalità di deposito previste prima della riforma restano operative nel periodo transitorio
  • La proposizione dell'opposizione al decreto penale è tempestiva se effettuata entro quindici giorni dalla notificazione e, ove il testo applicabile lo permetta, il deposito presso la cancelleria del Giudice di Pace è valido anche se successivamente vi è stata una modifica normativa
  • L'abrogazione formale di una norma procedurale non sempre impedisce il valido esercizio di un diritto processuale se il periodo considerato rientra nella disciplina transitoria o antecedente alla modifica
  • La Corte di Cassazione può annullare senza rinvio un provvedimento di inammissibilità quando la questione è meramente di diritto e i fatti rilevanti sono pacifici, rimettendo gli atti all'autorità adita per il prosieguo
  • La correggibilità o la nullità per mancata informazione sulle modalità di impugnazione richiede valutazione concreta: ove la modalità effettivamente seguita sia conforme alla disciplina applicabile, l'opposizione non è nulla
  • La decisione di legittimità su questioni procedurali non entra nel merito del decreto penale; la valutazione del merito dell'opposizione resta riservata al giudizio di opposizione davanti al GIP

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