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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12702/2025 del 02/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Barberio ha chiesto che fosse riconosciuto il vincolo della continuazione tra due sentenze di condanna per tentativi di furto in abitazione commessi il 7/11/2013 a Volla e il 20/11/2013 a Pollena Trocchia. La difesa ha sostenuto che la contiguità temporale (13 giorni), la prossimità geografica (circa 6 km), l'omogeneità delle modalità e il medesimo bene giuridico tutelato dimostravano l'esistenza di un unico disegno criminoso, lamentando violazioni di legge (art. 606 lett. b) ed e) c.p.p. in relazione all'art. 81 c.p.) e la manifesta illogicità e insufficienza della motivazione del Tribunale che aveva escluso la continuazione.

La decisione

La Cassazione ha respinto il ricorso ritenendolo infondato. Ha richiamato il principio secondo cui la continuazione richiede un progetto criminoso originario e predisposto antecedentemente alla commissione dei reati (art. 81, comma 2, c.p.), non riducibile alla mera propensione del reo o alla somiglianza materiale delle condotte. Ha confermato che il Tribunale di Nola ha effettuato una valutazione logica e congrua degli elementi di fatto (modalità di esecuzione differenti nei dettagli, assenza di dati estrinseci che indichino preordinazione) e ha legittimamente ritenuto che gli elementi di somiglianza e la breve distanza temporale/spaziale, isolati, non provassero la programmazione originaria richiesta per il riconoscimento del reato continuato. L'ordinanza impugnata è dunque confermata.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen. (comma 2)

    La continuazione richiede un disegno criminoso originario e precedente alla commissione dei fatti; il disegno non può essere confuso con una generale propensione a delinquere; la verifica è sul momento ideativo e non solo sull'esecuzione.

  • art. 606 c.p.p.

    art. 606, lett. b) e lett. e) c.p.p.

    I motivi invocati in cassazione (vizi di motivazione, illogicità e erronea applicazione della norma penale) possono essere valutati, ma nel caso di specie la Corte ha ritenuto la motivazione del giudice dell'esecuzione logica e sufficiente.

Massime di principio

  • Per riconoscere il reato continuato serve dimostrare che esisteva, prima dei fatti, un progetto criminoso unitario che prevedeva la commissione di più reati; non basta la somiglianza delle condotte.
  • Gli indicatori utili sono: omogeneità delle violazioni e del bene protetto, contiguità spazio-temporale, analogie nelle modalità di esecuzione, sistematicità e segni di premeditazione; la presenza di alcuni indicatori può essere sufficiente se significativi e comprovati.
  • La vicinanza temporale e spaziale è un elemento probativo rilevante ma non decisivo: può favorire il riconoscimento della continuazione, ma da sola non prova la preordinazione originaria se mancano altri elementi.
  • Non è ammissibile ricondurre automaticamente la continuazione alla semplice tendenza o scelta di vita criminale del reo; occorre accertare la programmazione iniziale, anche se non necessariamente dettagliata.
  • In sede di impugnazione la Corte di legittimità verifica la logicità e la sufficienza della motivazione del giudice di merito; un'apprezzamento dei fatti ben motivato e non manifestamente illogico non viene sovvertito.

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