Cassazione Penale, Sentenza n. 39532/2022 del 19/10/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso la conferma della condanna per usura aggravata. Tre motivi: 1) nullita' per prescrizione del reato, sostenendo che l'usura sia reato istantaneo consumato con l'accordo usurario (fino a novembre 2008); 2) mancata rinnovazione dell'istruttoria e delibera di nuovo esame delle persone offese (Giuliano Giulia e Bocola Angelo) per verificare presunte discrasie nelle loro dichiarazioni; 3) violazione dell'art.192 c.p.p. e vizio di motivazione per aver ritenuto attendibili le dichiarazioni delle persone offese nonostante discrasie e mancanza di documentazione di supporto.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sulla prescrizione ha confermato il principio secondo cui l'usura puo' essere reato a consumazione protratta: i pagamenti eseguiti in esecuzione del patto usurario integrano il momento consumativo sostanziale, per cui la prescrizione decorre dall'ultimo pagamento, salvo le ipotesi in cui il reato si perfezioni con la sola accettazione della promessa se non vi e' stata dazione. Il motivo relativo alla rinnovazione dell'istruttoria e' stato ritenuto generico e privo di specificita' (art.581 c.p.p.), mentre il terzo motivo e' stato respinto poiche' la valutazione di attendibilita' delle persone offese e' fondata su motivazione logica e su riscontri documentali (tassi elevatissimi, vendita della casa). Per l'inammissibilita' e' stata disposta la condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende (art.616 c.p.p.).
Norme richiamate
art. 606 cod. proc. pen.
Definisce i parametri di ammissibilita' del ricorso per cassazione; motivi manifestamente infondati o carenti di specificita' comportano inammissibilita'.
art. 192 cod. proc. pen.
Stabilisce la necessita' di riscontri esterni per alcune prove; la Corte afferma che la deposizione della persona offesa puo' da sola essere prova valida se sottoposta a vaglio di attendibilita', ma quando la persona offesa e' parte civile il controllo deve essere piu' rigoroso e puo' richiedere riscontri.
art. 581, comma 1, lett. d) cod. proc. pen.
Richiede la specificita' delle censure relative alla prova testimoniale o alle discrasie delle deposizioni: l'assenza di indicazioni precise rende la censura inammissibile.
art. 616 cod. proc. pen.
Prevede la condanna alle spese processuali e il pagamento di una somma alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilita' del ricorso; applicata per imporre euro 3.000 al ricorrente.
Massime di principio
- L'usura puo' essere reato a consumazione protratta: la prescrizione decorre generalmente dall'ultimo pagamento usurario, salvo il caso in cui il reato si sia perfezionato con la sola accettazione della promessa di interessi qualora non vi siano state dazioni.
- In cassazione le censure devono rispettare i requisiti di specificita' previsti dagli artt. 581 e 606 c.p.p.; rilievi generici sulla prova o sulla attendibilita' sono inammissibili.
- La rinnovazione dell'istruttoria in appello e' rimedio eccezionale: occorre indicare con precisione le discrepanze rilevanti che giustificano il nuovo esame, non semplici sospetti o insinuazioni.
- La deposizione della persona offesa puo' costituire prova sufficiente se valutata positivamente dal giudice; quando la persona offesa e' parte civile il giudice deve adottare un controllo di attendibilita' piu' stringente e, se necessario, cercare riscontri.
- In sede di legittimita' non si rimettono valutazioni di fatto se non in presenza di manifeste contraddizioni o deduzioni puramente congetturali non verificabili empiricamente.
- Ricorsi manifestamente infondati o non specifici possono comportare oltre al rigetto anche la condanna alle spese e l'imposizione di una somma alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art.616 c.p.p.
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