Sentenza n. 310/2026 - Firenze, Sezione 1
per l'ottemperanza del giudicato formatosi sulla sentenza n. 295/24 del Tribunale di Grosseto, Sezione Lavoro, pubblicata in data 4 settembre 2024.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Grosseto che aveva riconosciuto il diritto alla carta del docente per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024
Esito
Favorevole al ricorrente (docente di ruolo)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha agito per l'ottemperanza alla sentenza n. 295/2024 del Tribunale di Grosseto, Sezione Lavoro, notificata al Ministero ai fini esecutivi e successivamente passata in giudicato. La pronuncia aveva accertato il diritto della docente a ottenere la carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione, nella misura di euro 500,00 per ciascuno degli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024, condannando il Ministero ad adottare gli atti necessari a consentire il godimento del beneficio. Dedotta l'inottemperanza dell'amministrazione, la ricorrente ha chiesto che fosse ordinato l'accreditamento degli importi dovuti. Il ricorso per ottemperanza è stato notificato dopo il decorso del termine dilatorio di centoventi giorni previsto dall'art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996.
La decisione
Il TAR ha accolto la domanda di ottemperanza, rilevando che la sentenza del Tribunale di Grosseto era stata notificata al Ministero, era passata in giudicato e che il termine dilatorio di centoventi giorni per l'avvio dell'esecuzione era stato rispettato. Poiché l'inottemperanza del Ministero non era contestata, ha ordinato all'amministrazione di dare immediata e integrale esecuzione al giudicato, accreditando alla ricorrente mediante la carta del docente euro 500,00 per ciascuno degli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024, entro trenta giorni dalla comunicazione amministrativa o dalla notificazione della sentenza. Per l'eventuale ulteriore inadempimento ha nominato commissario ad acta il Direttore generale dell'Ufficio centrale di Bilancio del Ministero, o un funzionario delegato, con termine di sessanta giorni. Il Ministero è stato condannato alle spese del giudizio, liquidate in euro 800,00 oltre accessori, da distrarsi in favore dei difensori antistatari della ricorrente. La decisione è stata trasmessa alla Procura regionale della Corte dei conti per le valutazioni di competenza.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Costituisce la base normativa dell'azione di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare all'amministrazione l'esecuzione del giudicato e di nominare, in caso di ulteriore inadempimento, un commissario ad acta.
art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996
Il termine dilatorio di centoventi giorni per l'avvio dell'esecuzione nei confronti delle amministrazioni è stato ritenuto rispettato, essendo decorso tra la notifica della sentenza ai fini esecutivi e la notifica del ricorso per ottemperanza.
art. 1, comma 121, l. n. 107/2015
È richiamato quale disposizione istitutiva della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo.
Massime di principio
- Il giudizio di ottemperanza è fondato quando il provvedimento giurisdizionale da eseguire è stato notificato all'amministrazione, è passato in giudicato e il termine dilatorio previsto per l'avvio dell'esecuzione è decorso senza che l'amministrazione abbia adempiuto.
- In presenza di un giudicato che impone all'amministrazione un'attività esecutiva determinata e dell'inottemperanza non contestata, il giudice amministrativo può ordinare l'adempimento entro un termine perentorio e indicare puntualmente le modalità di esecuzione.
- Il giudice dell'ottemperanza può nominare preventivamente un commissario ad acta, destinato a operare in caso di ulteriore inerzia dell'amministrazione, fissandone il termine e consentendogli di avvalersi di un funzionario delegato.
Come è indicizzato
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