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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17456/2022 del 04/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la sentenza del Giudice di Pace del 27/05/2021, con cui era stato condannato per non aver ottemperato all'ordine di espulsione (art. 14, comma 5-ter, d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286) relativo al periodo 17-30 giugno 2020. Il motivo di ricorso denunciava nullità per violazione di legge e omessa motivazione (art. 606, comma 1, lett. b), c) ed e) c.p.p.), sostenendo che in udienza la difesa aveva richiesto, anche in subordine, l'applicazione dell'art. 34 d.lgs. n. 274/2000 (esclusione della procedibilità per particolare tenuità del fatto) e che il giudice, pur dovendo considerare tale richiesta alla luce della giurisprudenza, non aveva dato alcuna motivazione in proposito.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso ritenendolo fondato: ha rilevato che il difensore aveva effettivamente chiesto l'applicazione dell'art. 34 d.lgs. n. 274/2000 e che il giudice di primo grado non aveva valutato né motivato su tale richiesta, benché l'istituto sia applicabile, ove ricorrano i presupposti, anche al reato di ingresso e soggiorno illegale (richiamata Sez. 1, n. 28077 del 15/9/2020). Ne è conseguito l'annullamento della sentenza impugnata e il rinvio degli atti al Giudice di Pace di Ancona per nuovo esame della richiesta, davanti a diverso magistrato.

Norme richiamate

  • d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286, art. 14, comma 5-ter

    Norma invocata per la contestazione (inosservanza dell'ordine di espulsione); la Corte conferma che il fatto è inquadrato come violazione di tale disposizione

  • d.lgs. 28 agosto 2000, n. 274, art. 34

    Riguarda l'esclusione della procedibilità per particolare tenuità del fatto; la Corte ha ritenuto che, se ne ricorrono i presupposti, l'istituto è applicabile anche ai reati di ingresso e soggiorno illegale e doveva essere valutato dal giudice di primo grado

  • cod. proc. pen., art. 129

    Norma che disciplina l'obbligo di motivazione delle decisioni giudiziarie; il ricorso denunciava omessa motivazione in relazione a quanto richiesto dalla difesa

  • cod. proc. pen., art. 606, comma 1, lett. b), c) ed e)

    Motivi di impugnazione in Cassazione per violazione di legge e omessa motivazione, utilizzati dal ricorrente per ottenere l'annullamento

  • Giurisprudenza: Sez. 1, n. 28077 del 15/9/2020

    Precedente richiamato dalla Corte secondo cui l'istituto dell'esclusione della procedibilità per particolare tenuità è applicabile anche al reato di ingresso e soggiorno illegale, se ne ricorrono i presupposti

Massime di principio

  • Il giudice è tenuto a motivare espressamente sulla richiesta difensiva, anche se formulata in via subordinata; l'omessa valutazione può costituire motivo di annullamento
  • L'esclusione della procedibilità per particolare tenuità (art. 34 d.lgs. n. 274/2000) può essere applicata, se ricorrono i presupposti, anche ai reati di ingresso e soggiorno illegale
  • Se la difesa richiede l'applicazione di istituti estintivi o di particolare tenuità, è opportuno spiegare e documentare i fatti e le circostanze rilevanti (durata breve del soggiorno, limitata offensività, assenza di pericolo per l'ordine pubblico) perché il giudice possa valutarli
  • In caso di omissione motivazionale su questioni rilevanti per la decisione, il rimedio può essere l'annullamento con rinvio per nuovo esame da parte di diverso giudice
  • La parte pubblica (Procura) può opporsi chiedendo il rigetto, ma la Corte verifica l'osservanza degli obblighi di motivazione e l'applicabilità degli istituti normativi in base alla giurisprudenza consolidata

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