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Sentenza

Sentenza n. 163/2026 - Milano, Sezione 4

per l'annullamento previa sospensione cautelare del provvedimento prot. -OMISSIS- emesso dalla Questura della Provincia di -OMISSIS- in data 2.11.2023, notificato il 29.02.2024, con cui è stato disposto il rigetto dell’istanza presentata dal ricorrente per il rilascio del primo permesso di soggiorno per lavoro subordinato, ai sensi dell'articolo 103, comma 1, del D.L. n. 34/2020.

Giustizia amministrativa202400990

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del primo permesso di soggiorno per lavoro subordinato conseguente alla procedura di emersione dal lavoro irregolare

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego fondato sulla ritenuta falsità del rapporto di lavoro domestico dichiarato nella procedura di emersione. La Questura aveva effettuato un sopralluogo presso l’indirizzo del datore di lavoro indicato nel contratto di soggiorno, rilevando l’irreperibilità del lavoratore e del datore e deferendoli per il reato previsto dall’art. 5, comma 8-bis, d.lgs. 286/1998. Sono state dedotte la violazione e falsa applicazione dell’art. 103 d.l. 34/2020 e della l. 241/1990, nonché degli artt. 2, 3, 24 e 97 Cost., l’erronea presupposizione, il difetto di istruttoria e motivazione, l’illogicità, l’ingiustizia manifesta, lo sviamento, la disparità di trattamento e l’omessa valutazione dell’effettiva prestazione lavorativa. Il ricorrente aveva segnalato, nelle osservazioni al preavviso di rigetto ex art. 10-bis l. 241/1990, che il datore di lavoro si era trasferito dal precedente indirizzo già dal 16 ottobre 2020, producendo un’autocertificazione. Il TAR ha inoltre rilevato la tardività della memoria difensiva depositata due giorni prima dell’udienza, dichiarandola inutilizzabile ai fini della decisione.

La decisione

Il ricorso è stato accolto nei limiti della riedizione del potere. Il TAR ha ritenuto incompleta e lacunosa l’istruttoria, poiché il sopralluogo del 24 aprile 2023 era stato effettuato presso un indirizzo non più attuale, mentre l’amministrazione era stata informata del trasferimento del datore di lavoro nelle osservazioni procedimentali. L’autocertificazione prodotta costituiva un principio di prova sufficiente su un dato, quale la residenza anagrafica, che la Questura avrebbe potuto e dovuto verificare d’ufficio. L’indirizzo originariamente indicato nel contratto di soggiorno non rendeva irrilevante la successiva rettifica comunicata nel procedimento. Gli ulteriori accertamenti svolti dopo l’adozione del diniego non sono stati considerati, perché sopravvenuti e riferiti a presupposti diversi da quelli posti a fondamento dell’atto; inoltre, non potevano integrare postumamente la motivazione mediante la relazione amministrativa o gli scritti difensivi, né potevano essere utilizzati senza previo contraddittorio procedimentale. L’amministrazione è stata quindi obbligata a riesaminare la domanda, in contraddittorio con l’interessato, svolgendo le ulteriori verifiche necessarie e valutando tutti gli elementi acquisiti. Sono stati assorbiti gli ulteriori motivi non esaminati e le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 103, comma 1, d.l. 34/2020

    Disciplina la procedura di emersione dal lavoro irregolare e costituisce il parametro legale per la domanda di rilascio del permesso di soggiorno conseguente all’emersione.

  • art. 5, comma 8-bis, d.lgs. 286/1998

    È il reato per il quale lavoratore e datore di lavoro erano stati deferiti in relazione alla ritenuta falsità del rapporto di lavoro dichiarato.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    Impone all’amministrazione di considerare le osservazioni del privato sul preavviso di rigetto; nel caso concreto le osservazioni contenevano un principio di prova che avrebbe dovuto attivare verifiche d’ufficio.

  • art. 73 c.p.a.

    Prevede il termine di trenta giorni liberi antecedenti l’udienza per il deposito delle memorie; la sua violazione ha comportato l’inutilizzabilità della memoria tardiva.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ha costituito il presupposto per l’oscuramento delle generalità del ricorrente.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati quale ulteriore base per la tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando il diniego di un titolo di soggiorno conseguente a una procedura di emersione si fonda sull’irreperibilità del lavoratore e del datore presso l’indirizzo indicato come sede di lavoro, l’amministrazione deve verificare l’attualità dell’indirizzo qualora il privato segnali tempestivamente nel procedimento il trasferimento del datore di lavoro e fornisca un principio di prova, anche mediante autocertificazione, su tale circostanza.
  • La pubblica amministrazione deve verificare d’ufficio i dati anagrafici rilevanti per la decisione quando il privato abbia fornito un principio di prova e la verifica sia ordinaria e non complessa; non può considerare irrilevante la circostanza senza svolgere tale accertamento.
  • La legittimità di un provvedimento amministrativo deve essere valutata sulla base dell’istruttoria svolta e dei presupposti esistenti prima della sua adozione. Accertamenti successivi, riferiti a indirizzi o fatti diversi, non possono sanare l’incompletezza originaria dell’istruttoria.
  • Nel processo amministrativo non è consentita l’integrazione postuma della motivazione mediante relazioni amministrative o scritti difensivi, quando gli elementi nuovi non risultino già dagli atti del procedimento o da un autonomo provvedimento di convalida e non siano stati sottoposti al contraddittorio procedimentale.
  • La violazione del termine perentorio previsto dall’art. 73 c.p.a. per il deposito delle memorie comporta l’inutilizzabilità processuale della memoria tardiva, che deve essere considerata tamquam non esset.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoPartecipazione al procedimentoMotivazione del provvedimentoDecisione e riti speciali
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiDifetto di istruttoriaPartecipazione procedimentaleDifetto di motivazioneTermini del procedimento

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