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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25781/2022 del 05/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di rimessione ad altra sede ai sensi dell'art. 45 c.p.p. per presunta mancanza di imparzialità degli uffici giudiziari di Gela nell'ambito del procedimento n. 930/2016 R.G.N.R. L'istante, rappresentante legale e presidente di varie associazioni ambientaliste, deduce che i numerosi atti di denuncia, esposti e richieste (anche di avocazione) posti da lui contro magistrati e funzionari locali, non dettati da interessi personali ma da finalità associative, avrebbero incrinato il rapporto con la Procura e il G.I.P. di Gela. Per tale motivo Di Blasi sostiene che sussisterebbe un legittimo sospetto di assenza di imparzialità e di ostilità nei suoi confronti, con rischio per la serenità e l'obiettività del giudizio. Inoltre è fatto rilevare che la richiesta è stata notificata al P.M. oltre il termine di sette giorni previsto dall'art. 46 c.p.p.

La decisione

La Corte ha dichiarato la richiesta di rimessione inammissibile per due motivi: (1) tardiva notificazione al Pubblico Ministero oltre il termine di sette giorni previsto dall'art. 46, comma 1, c.p.p.; (2) manifestata infondatezza della domanda sul merito. La Corte ha richiamato la giurisprudenza che considera la rimessione uno strumento eccezionale e da interpretare restrittivamente: è necessario dimostrare un rischio concreto, attuale e obiettivamente rilevante di compromissione della serenità del giudizio. Le deduzioni di Di Blasi, consistenti in una serie di denunce, critiche e tensioni pregresse, non sono state ritenute dotate di sufficiente consistenza oggettiva per giustificare lo spostamento del processo; la semplice pendenza di altri procedimenti o le tensioni personali non bastano. Anche i comportamenti attribuiti a singoli appartenenti alle Forze dell'Ordine non implicano automaticamente un coinvolgimento dell'ufficio giudiziario. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 45 cod. proc. pen.

    L'art. 45 disciplina la rimessione ad altra sede (translatio ludicii) come misura eccezionale atta a salvaguardare l'imparzialità e la serenità del giudizio. La Corte la interpreta in senso restrittivo: occorre un rischio concreto, attuale e obiettivamente dimostrabile di inquinamento del processo, non semplici sospetti o tensioni derivanti da denunce pregresse.

  • art. 46, comma 1, cod. proc. pen.

    art. 46, comma 1, cod. proc. pen.

    Prevede il termine di notifica della richiesta di rimessione al P.M. (setti giorni). La mancata osservanza del termine comporta l'inammissibilità della richiesta, come applicato nel caso di specie.

Massime di principio

  • La rimessione ad altra sede (art. 45 c.p.p.) è un rimedio eccezionale e va interpretata restrittivamente: richiede prove di un rischio concreto, attuale e obiettivamente documentato di compromissione della serenità del giudizio.
  • La semplice pendenza di procedimenti tra l'istante e magistrati o la presentazione di denunce/querela non è di per sé idonea a giustificare la rimessione; occorrono fatti concreti e dimostrabili che coinvolgano l'ufficio giudiziario nella sua funzione.
  • Le tensioni o l'ostilità personale percepita da un singolo verso l'imputato, se non supportate da elementi oggettivi e univoci, non bastano a fondare la translatio ludicii.
  • I comportamenti di singoli appartenenti alle Forze dell'Ordine non implicano automaticamente l'invalidità del giudizio se non emergono elementi che colleghino tali comportamenti all'ufficio giudiziario competente.
  • È fondamentale rispettare i termini formali previsti (es. notifica al P.M. entro sette giorni ai sensi dell'art. 46 c.p.p.): il loro mancato rispetto può determinare l'inammissibilità della richiesta a prescindere dal merito.
  • In situazioni simili conviene documentare con precisione e oggettività ogni elemento che potrebbe configurare un rischio concreto di condizionamento (atti specifici, date, comportamenti ripetuti e il loro collegamento diretto all'ufficio giudiziario), allegando prove incisive e tempestive.

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