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Sentenza

Sentenza n. 3035/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 6

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria n. 844/2025.

Giustizia amministrativa202507718

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Liguria n. 844/2025, che aveva annullato i provvedimenti di autotutela relativi al certificato di avvenuta spedizione, all’attestato di libera circolazione e alla licenza di esportazione definitiva di due comò storici

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (privati appellati)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Una società aveva ottenuto nel 2008 un certificato di avvenuta spedizione per l’importazione temporanea dalla Gran Bretagna di una coppia di comò intarsiati attribuiti a Giuseppe Maggiolini, certificato più volte rinnovato. Nel 2024 erano stati rilasciati l’attestato di libera circolazione “a scarico” e la licenza di esportazione definitiva. La Soprintendenza aveva successivamente annullato tali atti, ritenendo i beni appartenenti al patrimonio pubblico, già facenti parte dell’arredo del Palazzo Reale di Milano e illecitamente esportati dall’Italia; il Ministero aveva inoltre annullato d’ufficio l’autorizzazione all’ulteriore rinnovo quinquennale del certificato di avvenuta spedizione. Il TAR aveva accolto il ricorso dei privati, ritenendo che, una volta rilasciato il certificato di temporanea importazione, l’amministrazione dovesse autorizzare l’esportazione definitiva dopo il solo accertamento dell’identità fisica del bene e che le eventuali carenze originarie non fossero più rimuovibili in autotutela. Il Ministero ha appellato deducendo violazione e falsa applicazione degli artt. 65 e 72 del d.lgs. 42/2004, degli artt. 3 e 5 del d.m. 17 maggio 2018, n. 246, nonché degli artt. 21-octies e 21-nonies della l. 241/1990, contestando la ricostruzione del TAR sui presupposti e sui limiti dell’autotutela. Nel corso dell’appello, l’amministrazione ha adottato, all’esito di un nuovo procedimento svolto in contraddittorio, un provvedimento del 31 ottobre 2025 che ha annullato anche il certificato originario di avvenuta spedizione e i suoi rinnovi, oltre all’attestato e alla licenza già oggetto del precedente annullamento. I privati hanno quindi chiesto dichiararsi l’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha riformato la sentenza del TAR e ha dichiarato improcedibile il ricorso di primo grado per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Il nuovo provvedimento del 31 ottobre 2025 non è stato ritenuto meramente confermativo, poiché aveva oggetto più ampio, comprendendo anche il certificato di avvenuta spedizione e i successivi rinnovi, e aveva confermato l’annullamento dell’attestato di libera circolazione e della licenza per vizi ulteriori e diversi, inclusa l’invalidità derivata dai vizi del certificato e dei rinnovi. Poiché il nuovo atto era stato adottato nell’ambito di un autonomo procedimento in contraddittorio e non in esecuzione della sentenza del TAR, l’eventuale annullamento del precedente provvedimento impugnato non avrebbe procurato alcuna utilità concreta agli originari ricorrenti. Il loro interesse si era trasferito sulla contestazione del nuovo provvedimento, già impugnato davanti al TAR competente. L’interesse a ricorrere, quale condizione dell’azione, deve permanere per tutta la durata del giudizio, anche in appello; la sua sopravvenuta carenza impone la declaratoria di improcedibilità. Le spese sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Consente di dichiarare improcedibile il ricorso quando, nel corso del giudizio, viene meno l’interesse alla decisione; la disposizione è stata applicata perché il nuovo provvedimento amministrativo aveva sostituito e superato quello impugnato.

  • artt. 65 e 72 d.lgs. 42/2004

    Norme richiamate dall’amministrazione nei motivi d’appello in relazione alla disciplina della circolazione ed esportazione dei beni culturali; il Consiglio di Stato non ne ha esaminato il merito a causa dell’improcedibilità.

  • artt. 3 e 5 d.m. 17 maggio 2018, n. 246

    Norme richiamate nei motivi d’appello in relazione al certificato di avvenuta spedizione e alle procedure di circolazione dei beni culturali; non esaminate nel merito per la sopravvenuta carenza di interesse.

  • artt. 21-octies e 21-nonies l. 241/1990

    Norme richiamate dall’appello in tema di annullabilità e annullamento d’ufficio; la sentenza non definisce nel merito i relativi presupposti, limitandosi a rilevare l’effetto processuale del nuovo provvedimento di autotutela.

Massime di principio

  • L’interesse a ricorrere deve permanere per tutta la durata del giudizio amministrativo, compreso il grado d’appello; se sopravviene un atto amministrativo nuovo che elimina ogni utilità concreta derivante dalla decisione sull’atto originariamente impugnato, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
  • Un provvedimento di autotutela non è meramente confermativo quando amplia l’oggetto del precedente atto, incide anche su provvedimenti presupposti e conferma l’annullamento degli atti consequenziali sulla base di vizi ulteriori o dell’invalidità derivata; in tal caso il nuovo atto costituisce il nuovo centro dell’interesse a ricorrere.
  • L’adozione, nel corso del giudizio, di un nuovo provvedimento autonomo, adottato all’esito di un rinnovato procedimento in contraddittorio e non in esecuzione della sentenza impugnata, può determinare il trasferimento dell’interesse del ricorrente sull’impugnazione del nuovo atto e rendere improcedibile il ricorso originario.
  • La sopravvenuta carenza di interesse sussiste quando l’eventuale annullamento dell’atto impugnato non potrebbe procurare al ricorrente alcuna utilità concreta, poiché il nuovo provvedimento mantiene effetti sostanzialmente pregiudizievoli o li fonda su una base motivazionale più ampia e autonoma.

Come è indicizzato

MaterieCircolazione e prelazione dei beni culturaliEstinzione, perenzione e improcedibilitàAutotutela
RamiBeni culturali e paesaggioProcesso amministrativoProcedimento amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseLegittimazione e interesse a ricorrereAutotutela decisoria

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