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Ordinanza

Ordinanza n. 2326/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per la riforma della sentenza resa in forma semplificata del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Quarta) n. 06484/2026, resa tra le parti;

Giustizia amministrativa202604216

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IVOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Lazio che aveva respinto il ricorso contro la validità di un quesito a risposta multipla somministrato nella prova preselettiva di un concorso per l’ammissione a un corso-concorso dirigenziale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione procedente)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’appellante ha chiesto in via cautelare la sospensione dell’efficacia della sentenza di primo grado, contestando la validità del quesito a risposta multipla somministrato nella prova preselettiva del concorso pubblico per l’ammissione di 144 allievi all’11° corso-concorso selettivo di formazione dirigenziale, finalizzato al reclutamento di 120 dirigenti nelle amministrazioni statali. La censura riguardava, in sostanza, l’erroneità o l’ambiguità della formulazione del quesito e l’individuazione della risposta corretta da parte della Commissione esaminatrice.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l’istanza cautelare. Ha richiamato il principio secondo cui la formulazione dei quesiti a risposta multipla attiene alla discrezionalità tecnica dell’Amministrazione, sindacabile dal giudice di legittimità soltanto quando emergano dalla documentazione profili di evidente superficialità, incompletezza, incongruenza, manifesta disparità di trattamento o abnormità logica, tali da configurare un palese eccesso di potere. Il giudice non può sostituire la propria valutazione a quella della Commissione. Nel caso concreto, a una sommaria delibazione, l’appello non presentava elementi idonei a infirmare la validità del quesito: la risposta fornita dal candidato non risultava corretta in base alle informazioni desumibili dal quesito, mentre la risposta individuata dall’Amministrazione era l’unica logicamente valida sulla base delle informazioni fornite, senza che la Commissione avesse proceduto a una riformulazione del quesito. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    La domanda cautelare in appello è stata esaminata nell’ambito del potere di sospensione dell’efficacia della sentenza impugnata.

Massime di principio

  • La formulazione dei quesiti a risposta multipla nelle prove concorsuali rientra nella discrezionalità tecnica della Commissione esaminatrice, in quanto implica una valutazione prospettica e qualitativa della preparazione dei candidati.
  • Il sindacato giurisdizionale sulla formulazione dei quesiti concorsuali è ammesso soltanto quando dalla documentazione emergano in modo evidente superficialità, incompletezza, incongruenza, manifesta disparità di trattamento o abnormità logica, tali da integrare un palese eccesso di potere.
  • Il giudice amministrativo non può sostituire la propria valutazione a quella della Commissione esaminatrice sulla correttezza dei quesiti, salvo che il quesito e il conseguente giudizio sul candidato risultino manifestamente illegittimi.
  • Non costituisce di per sé riformulazione del quesito la delimitazione, da parte della Commissione, dell’unica risposta logicamente valida sulla base delle informazioni già fornite al candidato.

Come è indicizzato

MaterieConcorsi pubbliciTutela cautelareAppello
RamiPubblico impiego e concorsiProcesso amministrativo
SottomaterieProve e valutazione delle commissioni
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaTutela cautelareEccesso di potere

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