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Sentenza

Sentenza n. 536/2020 - Consiglio Di Stato, Sezione 2

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania, Napoli (Sezione Quinta), n. 19494 dell’11 novembre 2008, resa tra le parti sul ricorso n. 4852/2007 R.G., proposto per l’annullamento dell’ordinanza prot. n. 626 del 16 luglio 2007, con la quale il Sindaco del Comune di Napoli ha ordinato al ricorrente, in qualità di amministratore dello stabile sito in via del Parco Grifeo n. 30/M di far eseguire ad horas gli opportuni accertamenti tecnici e tutte le opere provvisionali di assicurazione necessarie per scongiurare lo stato di pericolo esistente, e di ogni altro atto premesso, connesso e consequenziale.

Giustizia amministrativa200900918

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Campania, Napoli, che aveva annullato un'ordinanza sindacale contingibile e urgente diretta all'amministratore condominiale per l'esecuzione immediata di accertamenti tecnici e opere provvisionali di messa in sicurezza di una scala in stato di pericolo

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il Comune di Napoli ha appellato la sentenza con cui il TAR aveva annullato, per difetto di istruttoria e motivazione, l'ordinanza sindacale adottata ai sensi dell'art. 54 d.lgs. n. 267/2000. In primo luogo, il Comune ha riproposto l'eccezione di inammissibilità del ricorso introduttivo, sostenendo che l'amministratore del condominio, privo di preventiva autorizzazione assembleare, non avrebbe potuto sanare il difetto di rappresentanza mediante una delibera intervenuta dopo la scadenza del termine per impugnare l'ordinanza. In secondo luogo, ha contestato la statuizione del TAR secondo cui il Comune avrebbe dovuto svolgere un rigoroso accertamento sulla proprietà della scala, quale presupposto per indirizzare al condominio l'ordine di messa in sicurezza. Nel corso del giudizio d'appello le scale sono state riparate e messe in sicurezza; il condominio ha quindi eccepito la sopravvenuta carenza di interesse dell'appellante.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l'eccezione di improcedibilità dell'appello, ritenendo persistente l'interesse del Comune a ottenere una pronuncia sull'individuazione del soggetto tenuto ai lavori, anche in funzione preventiva rispetto a possibili pretese risarcitorie. Ha respinto anche il primo motivo d'appello: la regolarizzazione della rappresentanza dell'amministratore condominiale mediante autorizzazione o ratifica assembleare può intervenire in qualsiasi fase e grado del giudizio, con effetti ex tunc, salvo che si tratti di cause per le quali l'amministratore sia già autonomamente legittimato ai sensi degli artt. 1130 e 1131 c.c. Ha invece accolto il secondo motivo. In presenza di un pericolo conclamato per l'incolumità pubblica, ai fini della legittimità dell'ordinanza contingibile e urgente è sufficiente che il destinatario disponga del bene e si trovi nella condizione materiale di eliminare il pericolo; non è necessario un approfondito e definitivo accertamento della proprietà né una puntuale ripartizione degli oneri economici tra tutti i soggetti eventualmente obbligati. Poiché non era contestata la disponibilità e l'uso della scala da parte del condominio, l'istruttoria comunale era sufficiente. L'appello è stato accolto, la sentenza del TAR è stata riformata e il ricorso di primo grado è stato respinto. Le spese di entrambi i gradi sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 54 d.lgs. n. 267/2000

    Nelle ordinanze contingibili e urgenti dirette a eliminare un pericolo per l'incolumità pubblica, il destinatario può essere individuato sulla base della disponibilità materiale del bene e della concreta possibilità di eseguire gli interventi necessari, senza che occorra un definitivo accertamento della proprietà o una preventiva ripartizione degli oneri economici.

  • art. 1130 c.c.

    La necessità di autorizzazione o ratifica assembleare per la rappresentanza processuale dell'amministratore riguarda soltanto le controversie non comprese tra quelle per le quali egli è autonomamente legittimato.

  • art. 1131 c.c.

    La regolarizzazione della rappresentanza dell'amministratore condominiale privo di preventiva autorizzazione assembleare può intervenire in qualsiasi fase e grado del giudizio, con effetti ex tunc, quando l'autorizzazione o ratifica sia necessaria.

Massime di principio

  • Nelle ordinanze contingibili e urgenti adottate per fronteggiare un pericolo concreto e attuale per l'incolumità pubblica, l'amministrazione può indirizzare l'ordine di eseguire gli interventi al soggetto che abbia la disponibilità materiale del bene e la concreta possibilità di eliminare il pericolo, senza dover previamente definire in modo rigoroso la titolarità dominicale.
  • La funzione dell'ordinanza contingibile e urgente è l'eliminazione immediata della situazione di pericolo; resta distinta e successiva la questione dell'imputazione definitiva dei costi dell'intervento tra i soggetti responsabili.
  • Quando più soggetti possano essere astrattamente obbligati a concorrere all'eliminazione del pericolo, la legittimità dell'ordine non richiede una puntuale ripartizione preventiva dei rispettivi oneri, purché il destinatario sia concretamente in grado di eseguire le opere necessarie.
  • La regolarizzazione della rappresentanza processuale dell'amministratore condominiale mediante autorizzazione o ratifica assembleare può intervenire in qualsiasi fase e grado del giudizio e produce effetti retroattivi, salvo le controversie per le quali l'amministratore è autonomamente legittimato ad agire.

Come è indicizzato

MaterieOrdinanze contingibili e urgentiInvalidità del provvedimentoLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiEnti locali e organizzazione amministrativaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereDifetto di istruttoriaProporzionalità e ragionevolezza

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