Sentenza n. 638/2020 - Consiglio Di Stato, Sezione 4
per la riforma della sentenza del T.A.R. per la Campania, Sezione staccata di Salerno, Sezione I, n. -OMISSIS-, resa tra le parti;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego del riconoscimento della dipendenza da causa di servizio di una cardiopatia e della concessione dell’equo indennizzo; in appello, la sentenza del TAR Campania, Sezione staccata di Salerno, che aveva annullato il diniego per difetto di istruttoria e motivazione
Esito
Favorevole al ricorrente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il militare, in servizio nell’Arma dei Carabinieri, aveva chiesto il 26 aprile 2008 il riconoscimento della causa di servizio e l’equo indennizzo per una cardiopatia. La C.M.O. di Caserta, con verbale del 9 giugno 2011, aveva accertato un’infermità con postumi permanentemente invalidanti, classificati nella VIII categoria della tabella A del d.P.R. n. 834/1981. Il Comitato di verifica delle cause di servizio aveva espresso parere negativo sulla dipendenza dal servizio, recepito dal decreto ministeriale del 12 febbraio 2008, che aveva respinto entrambe le richieste. Il TAR aveva accolto il ricorso per carenza di istruttoria e motivazione. Il Ministero ha appellato la sentenza sostenendo che il parere del Comitato fosse adeguatamente motivato e che il giudizio medico-legale, fondato sull’esame degli elementi relativi al servizio prestato, non fosse viziato. L’appellato si è costituito per resistere.
La decisione
Il Consiglio di Stato accoglie l’appello e riforma la sentenza del TAR, respingendo il ricorso originario. Il parere del Comitato di verifica ha natura essenzialmente vincolante: l’amministrazione può chiederne motivatamente il riesame una sola volta e, successivamente, deve provvedere in conformità. Trattandosi di valutazione di discrezionalità tecnica, il parere è sindacabile per travisamento dei fatti e manifesta illogicità. Nel caso concreto, la motivazione non è risultata viziata: il Comitato ha spiegato che i processi fisiopatologici che causano ispessimento, restringimento e occlusione delle arterie coronarie non sono ordinariamente correlati all’attività lavorativa, quale che sia. Il ragionamento è stato ritenuto sufficiente, logicamente coerente e conforme alle comuni conoscenze ed esperienze; il rilievo del TAR circa la possibilità di una nuova pronuncia dopo un’istruttoria più approfondita non dimostrava l’esistenza di gravi errori o manifesta illogicità nel parere. Spese di entrambi i gradi compensate.
Norme richiamate
art. 1, comma 1, d.P.R. 461/2001
per l’art. 1, comma 1, del d.P.R. n. 461 del 2001, l’autorità competente ad emanare il provvedimento conclusivo può chiederne motivatamente il riesame, ma solo per una volta, dopo di che è tenuta a provvedere in conformità al parere.
Il parere del Comitato è essenzialmente vincolante: l’autorità conclusiva può chiedere una sola volta il riesame motivato e, dopo di esso, deve conformarsi al parere.
Massime di principio
- In materia di riconoscimento della causa di servizio e di concessione dell’equo indennizzo, il parere del Comitato di verifica delle cause di servizio è essenzialmente vincolante: l’amministrazione può chiederne motivatamente il riesame una sola volta e, successivamente, deve adottare il provvedimento conclusivo in conformità al parere.
- Il parere del Comitato di verifica delle cause di servizio, in quanto espressione di discrezionalità tecnica, è sindacabile dal giudice amministrativo per travisamento dei fatti e manifesta illogicità.
- La motivazione di un parere medico-legale può essere ritenuta sufficiente e logicamente coerente quando esponga le ragioni scientifiche per cui, secondo le conoscenze ed esperienze comuni nella materia, la patologia non è ordinariamente riconducibile all’attività lavorativa; la mera possibilità di un ulteriore approfondimento non dimostra di per sé l’esistenza di errori gravi o manifesta illogicità.
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