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Cassazione Civile, Ordinanza n. 20062/2023 del 13/07/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

Il ricorrente impugnava il decreto del Tribunale di Lecce che aveva convalidato il suo trattenimento in un Centro di permanenza per i rimpatri disposto dal Questore di Roma, a seguito di un decreto prefettizio di allontanamento dal territorio dello Stato adottato perché egli era rientrato in Italia prima della scadenza del divieto di reingresso conseguente a un precedente allontanamento. Con il primo motivo deduceva la violazione o falsa applicazione dell'art. 27 della direttiva 2004/38/CE, richiamando la giurisprudenza della Corte di giustizia in tema di espulsione di cittadini dell'Unione. Con il secondo motivo lamentava l'omessa verifica dell'esistenza e della legittimità del provvedimento presupposto, sostenendo che il decreto di allontanamento fosse illegittimo perché adottato senza acquisire agli atti la sentenza penale indicata nel provvedimento stesso, e che il Tribunale avesse convalidato la misura senza svolgere tale verifica. La Corte ha esaminato congiuntamente i motivi, rilevando che la tesi del ricorrente presupponeva la necessità di acquisire la sentenza penale nel giudizio di convalida per controllare la legittimità del decreto prefettizio presupposto del trattenimento.

La decisione

La Corte ha ritenuto che il ricorrente non avesse contestato in concreto la legittimità del decreto prefettizio di allontanamento sotto il profilo della mancanza dei suoi presupposti, ma avesse formulato una richiesta di acquisizione della sentenza di condanna in termini meramente esplorativi e con motivi di carattere generale non calati nel caso concreto. Ha quindi escluso che il Tribunale di Lecce fosse incorso in un vizio di omessa verifica e ha ritenuto infondata anche la doglianza di violazione della direttiva 2004/38/CE. Il ricorso è stato rigettato. Non sono state liquidate spese, poiché la parte intimata non ha svolto difese.

Norme richiamate

  • art. 20, commi 10, 11, 14 e 16, d.lgs. n. 30 del 2007

    art. 20, comma 14; art. 20, comma 11; art. 20, comma 16

    Il decreto prefettizio di allontanamento per rientro vietato presuppone l'esistenza di un precedente provvedimento di allontanamento, il rientro in Italia prima della scadenza del divieto di reingresso e, dopo la condanna per il reingresso abusivo, il passaggio in giudicato della sentenza che non abbia sostituito la reclusione con l'allontanamento immediato; salvo tale sostituzione, deve essere adottato un nuovo provvedimento di allontanamento immediatamente esecutivo.

  • art. 27 della direttiva 2004/38/CE

    Richiamato dal ricorrente come parametro europeo; la Corte non ne ricava una violazione nel caso concreto, ritenendo infondate le doglianze proposte.

  • art. 13, comma 4-bis, d.lgs. n. 286 del 1998

    Richiamato nel passaggio sulle condizioni del sindacato giurisdizionale sulla convalida del trattenimento, quale norma evocata dalla giurisprudenza precedente sul controllo dell'esistenza, efficacia e manifesta illegittimità del provvedimento espulsivo presupposto.

  • art. 14, comma 1, d.lgs. n. 286 del 1998

    Richiamato, insieme all'art. 13, comma 4-bis, per delimitare il sindacato sul trattenimento e sul provvedimento espulsivo presupposto.

Massime di principio

  • Nel giudizio di convalida del trattenimento dello straniero il controllo del giudice deve riguardare l'esistenza e l'efficacia del provvedimento espulsivo presupposto e può estendersi alla sua manifesta illegittimità, ma la parte che la deduce deve prospettare in modo concreto i relativi vizi e non limitarsi a richieste esplorative di acquisizione documentale.
  • La censura che invochi la necessità di acquisire un atto penale nel giudizio di convalida è infondata se non chiarisce quale specifico profilo di illegittimità del decreto amministrativo presupposto debba emergere da tale acquisizione.
  • Quando il decreto di allontanamento è emesso in applicazione della disciplina sul reingresso vietato del cittadino dell'Unione, i presupposti normativi vanno verificati in relazione al precedente allontanamento, al rientro anticipato e alla sentenza penale definitiva; tuttavia, la loro contestazione deve essere puntuale e riferita al caso concreto.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniGiurisdizione internazionale
RamiProcesso civileInternazionale privato
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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