Sentenza del 25/03/2022 n. 1433 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
Finanza locale- Ici-Imu - Potere di accertamento - Decadenza - "Dies a quo" - Omesso versamento dell'imposta - Immobile oggetto di condono edilizio - Attribuzione della rendita in via definitiva - Rilevanza.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Il contenzioso riguarda la decadenza del potere di accertamento ex art. 1, comma 161, L. n. 296/2006 in relazione all'omesso versamento dell'imposta (Ici/Imu) su un fabbricato oggetto di regolarizzazione edilizia (condono ai sensi dell'art. 32 del D.L. n. 269/2003 conv. L. n. 326/2003). La questione centrale era determinare il "dies a quo" del termine quinquennale di decadenza: se il termine decorreva dalla data dell'illecito, dalla presentazione della procedura DOCFA o dalla scadenza del versamento a saldo una volta che la rendita catastale fosse stata attribuita definitivamente.
La decisione
La Corte ha stabilito che, per i fabbricati regolarizzati mediante condono, il termine quinquennale di decadenza del potere di accertamento previsto dall'art. 1, comma 161, L. n. 296/2006 decorre dalla scadenza del versamento a saldo dell'imposta, ma solo allorché la rendita catastale sia stata stabilita in via definitiva a seguito della presentazione della procedura DOCFA. In pratica il dies a quo è la scadenza del pagamento a saldo, purché entro tale momento la rendita sia divenuta definitiva mediante l'attribuzione catastale risultante dalla procedura DOCFA; se la rendita non è ancora definitiva il termine non può iniziare a decorrere in modo utile per l'ente impositore.
Norme richiamate
art. 1, comma 161, L. n. 296 del 2006
Stabilisce il termine quinquennale di decadenza del potere di accertamento per tributi locali; la Corte interpreta il decorso del termine riferendolo alla scadenza del versamento a saldo quando la rendita catastale sia stata definitivamente determinata con la procedura DOCFA.
art. 32, D.L. n. 269 del 2003 conv. con L. n. 326 del 2003
Norma di riferimento per la regolarizzazione degli illeciti edilizi (condono). La Corte considera rilevante che l'immobile sia stato regolarizzato ai sensi di tale disposizione e che, conseguentemente, la rendita catastale potesse essere fissata in via definitiva provocando l'inizio del periodo di decadenza.
procedura DOCFA (attribuzione rendita catastale)
La definitiva determinazione della rendita catastale tramite DOCFA è condizione essenziale perché possa iniziare a decorrere il termine quinquennale: senza la rendita definitiva manca il presupposto necessario per calcolare e stabilire in modo definitivo l'obbligo tributario e quindi per far partire il termine di decadenza.
Massime di principio
- Per immobili oggetto di condono, il termine quinquennale di decadenza per l'accertamento tributario non decorre automaticamente dalla regolarizzazione o dalla presentazione della pratica, ma dalla scadenza del versamento a saldo, e solo se la rendita catastale è stata attribuita in via definitiva tramite DOCFA.
- Se la rendita catastale non è stata ancora definitivamente stabilita, l'ente impositore non può far decorrere utilmente il termine di decadenza: l'azione accertativa rischia di essere dichiarata decaduta qualora inizi più di cinque anni dalla scadenza del saldo successiva alla rendita definitiva.
- La pubblica amministrazione deve verificare che la procedura catastale (DOCFA) abbia prodotto effetti definitivi prima di notificare accertamenti basati su nuova rendita; in caso contrario il contribuente può eccepire la decadenza.
- Per il contribuente è importante conservare documentazione comprovante la data di presentazione DOCFA, gli atti di aggiornamento catastale e le ricevute di pagamento del saldo, per poter calcolare correttamente il dies a quo e difendersi da accertamenti tardivi.
- In situazioni analoghe, quando vi siano modifiche catastali o regolarizzazioni edilizie, occorre determinare con precisione l'evento che rende stabile il presupposto impositivo (qui: rendita catastale definitiva) per stabilire l'inizio del periodo di decadenza; non è sufficiente la mera esistenza di un illecito sanato o di un'istanza presentata.
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