Ordinanza n. 2416/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sentenza del TAR Lazio che aveva respinto il ricorso contro il diniego di concessione della cittadinanza italiana
Esito
Favorevole al ricorrente (richiedente cittadinanza)
Prevale il privato
La controversia
La cittadina straniera ha appellato la sentenza del TAR Lazio e ha chiesto la sospensione della sua efficacia. Il diniego di concessione della cittadinanza ai sensi dell’art. 9 della legge n. 91 del 1992 risultava fondato essenzialmente sui precedenti penali del coniuge, condannato per i reati di cui agli artt. 110 c.p. e 73 del d.P.R. n. 309 del 1990, commessi nell’ottobre 2016, prima del matrimonio celebrato nell’aprile 2018 e per fatti verificatisi in acque albanesi. L’appellante ha dedotto la propria incensuratezza, la stabile e regolare permanenza in Italia dal 2008, lo svolgimento di attività lavorativa lecita e la presenza di quattro figli minori nati e inseriti nel percorso scolastico in Italia.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha accolto l’istanza cautelare soltanto quanto alla sollecita fissazione dell’udienza di merito, ritenendo che tale misura fosse la più idonea alla tutela dell’interesse dell’appellante ai sensi dell’art. 55, comma 10, c.p.a. Non ha quindi disposto una sospensione sostanziale della sentenza o del diniego, né ha anticipato una valutazione definitiva sulla legittimità del provvedimento amministrativo. L’udienza di merito dovrà essere fissata nel primo semestre del 2027 con separato decreto presidenziale. Le spese del grado cautelare sono state compensate.
Norme richiamate
art. 9 l. 91/1992
Il diniego di concessione della cittadinanza italiana è stato adottato nell’ambito del potere previsto dalla disposizione; la legittimità del diniego, fondato su precedenti penali riferibili al coniuge, sarà esaminata nel merito.
art. 98 c.p.a.
Richiamato quale base normativa dell’appello cautelare.
art. 55, comma 10, c.p.a.
Consente, quando la tutela cautelare più idonea è la sollecita definizione del giudizio, di fissare con priorità l’udienza di merito; il Collegio ha applicato tale forma di tutela.
art. 110 c.p.
Richiamato con riguardo alla condanna penale del coniuge dell’appellante.
art. 73 d.P.R. 309/1990
Richiamato con riguardo alla condanna penale del coniuge dell’appellante per reati in materia di stupefacenti.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Posto a fondamento dell’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi dell’appellante.
art. 10 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato, unitamente alla disciplina nazionale, a tutela dei diritti e della dignità dell’interessata in relazione al trattamento dei dati personali connessi a condanne penali.
Massime di principio
- Nel giudizio cautelare d’appello, quando la tutela immediata mediante sospensione dell’efficacia della sentenza non è ritenuta la misura più idonea, il giudice può accordare tutela attraverso la sollecita fissazione dell’udienza di merito ai sensi dell’art. 55, comma 10, c.p.a.
- Nelle controversie sul diniego di concessione della cittadinanza fondato su precedenti penali riferibili al coniuge, assumono rilievo, ai fini della valutazione cautelare, anche la condotta personale incensurata del richiedente, la durata e regolarità del soggiorno in Italia, l’attività lavorativa lecita e l’inserimento dei figli minori nel territorio nazionale; la rilevanza concreta di tali elementi deve essere verificata nel giudizio di merito.
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