Cassazione Penale, Sentenza n. 24598/2022 del 24/06/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la conferma della condanna per bancarotta fraudolenta documentale specifica (art. 216, comma 1, n. 2 legge fall.), deducendo: 1) errata applicazione della norma per mancanza del dolo specifico, posto che Vischetti era stato nominato liquidatore quando la società era già inattiva e non avrebbe ricevuto le scritture contabili; 2) manifesta illogicità e travisamento dei fatti, in quanto l'assenza di attivo sarebbe stata ritenuta elemento indicativo di dolo; 3) richiesta di derubricazione o ricondizionamento alla violazione di art. 220 legge fall. (inosservanza dell'obbligo di deposito delle scritture) perché la fattispecie del deposito non sarebbe applicabile al liquidatore.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto che i primi due motivi fossero, di fatto, richieste di rivalutazione del materiale probatorio vietate in sede di legittimità e che la sentenza di merito, confermata in doppia conforme, avesse fornito motivazione congrua e non manifestamente illogica circa l'esistenza del dolo specifico. La Corte ha rilevato che il liquidatore ha obblighi di ricevere, custodire e consegnare i libri e le scritture contabili fino alla formale cessazione dell'impresa e che l'approvazione di bilanci in assenza delle scritture o la mancata consegna al curatore sono elementi plau sibili di dolo. Quanto al terzo motivo, è stata confermata l'assorbimento o comunque la non autonoma rilevanza penale rispetto alla fattispecie di bancarotta documentale; inoltre la Cassazione ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e a versare €3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 216, comma 1, n. 2 legge fall.
Norma che configura la bancarotta fraudolenta documentale specifica; richiede dolo specifico volto a cagionare pregiudizio ai creditori mediante occultamento o mancata tenuta delle scritture. La Corte ha ritenuto provato il dolo quando il liquidatore approva bilanci senza disponibilità delle scritture o non consegna queste ultime al curatore.
art. 220 legge fall.
Sanziona l'inosservanza degli obblighi di deposito delle scritture; la Cassazione ha precisato che la fattispecie relativa al deposito è in parte assorbita dalla bancarotta documentale ai sensi della clausola di riserva e per identità dell'offesa, mentre altri profili (es. mancata comparizione personale) possono coesistere se lesivi di interessi diversi.
art. 2214 cod. civ.
Richiama l'obbligo dell'imprenditore di tenere le scritture contabili fino alla formale cessazione dell'impresa; la Corte ha ritenuto che anche il liquidatore sia tenuto a tali obblighi fino alla cancellazione dal registro delle imprese.
art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.
Limiti del sindacato di legittimità: la Cassazione verifica solo la congruità effettiva, la non manifesta illogicità e la non contraddittorietà della motivazione; non può rivedere libremente la valutazione probatoria svolta dal giudice di merito.
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Vincoli di enunciazione dei motivi nel ricorso per cassazione; il ricorso aveva motivi esposti nei limiti richiesti.
art. 16, n. 3 e art. 49 legge fall.
Art.16 n.3 riguarda l'obbligo di deposito delle scritture; art.49 tutela l'acquisizione di informazioni da parte degli organi della procedura (comparizione), che può costituire reato distinto rispetto all'omesso deposito.
art. 616 cod. proc. pen.
Prevede la condanna alle spese e sanzioni verso il ricorrente per ricorso inammissibile; applicata per il pagamento delle spese e della somma alla Cassa delle ammende.
Massime di principio
- Il liquidatore ha l'obbligo di ricevere, custodire e consegnare libri e scritture contabili fino alla formale cessazione dell'impresa; lo stato di inattività dell'impresa non lo esonera automaticamente.
- L'approvazione di bilanci senza la disponibilità delle scritture contabili o la mancata consegna delle stesse al curatore può costituire prova del dolo specifico richiesto per la bancarotta fraudolenta documentale.
- In sede di ricorso per Cassazione non è consentita una libera rivalutazione del materiale probatorio: i motivi che chiedono una diversa valutazione dei fatti sono inammissibili salvo che si tratti di nuova, specificamente dedotta, valutazione introdotta per la prima volta in grado d'appello (doppia conforme, limitazioni applicative).
- Quando la fattispecie di bancarotta documentale speciale ricorre, alcune violazioni relative al deposito delle scritture possono esser assorbite dalla fattispecie più grave; occorre valutare l'identità dell'offesa e la clausola di riserva prevista dalla legge fallimentare.
- Per ottenere la derubricazione da dolo a colpa è necessario fornire elementi di fatto nuovi o decisivi che dimostrino l'assenza di intenzionalità; la mera deduzione teorica non è sufficiente davanti alla valutazione motivata del giudice di merito.
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