Sentenza del 25/09/2019 n. 23855 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Agenzia delle Entrate aveva rettificato la dichiarazione relativa al 2004, contestando costi non documentati e recuperando a tassazione maggiori importi ai fini IRPEG, IRAP e IVA. La società ha impugnato la decisione, sostenendo principalmente che: la fattura dello studio legale fosse deducibile nel 2004; la documentazione prodotta successivamente alla verifica fosse utilizzabile; il giudice d'appello avesse omesso di esaminare la tardività dell'eccezione dell'Ufficio; le spese di vitto e alloggio per clienti, agenti e fornitori fossero spese di pubblicità e non di rappresentanza. L'Agenzia ha proposto ricorso incidentale sostenendo che le spese di trasferta dei dipendenti non fossero sufficientemente provate quanto all'inerenza all'attività d'impresa.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato sia il ricorso principale della società sia quello incidentale dell'Agenzia. Ha confermato che i costi per prestazioni professionali sono deducibili nell'esercizio in cui la prestazione è ultimata, indipendentemente dalla data della fattura o del pagamento. Ha ritenuto inammissibili le censure sulla documentazione, poiché la CTR aveva escluso la sua attendibilità per il ritardo e per l'assenza di data certa, profili non adeguatamente contestati. Ha confermato la qualificazione delle spese di vitto e alloggio come spese di rappresentanza, non essendo stata dimostrata una diretta finalità promozionale e commerciale. Ha inoltre confermato la deducibilità delle trasferte dei dipendenti, ritenendo sufficiente, nel caso concreto, la documentazione esaminata dalla CTR. Le spese processuali sono state integralmente compensate. La società deve versare l'ulteriore contributo unificato previsto dalla legge.
Norme richiamate
D.P.R. n. 917 del 1986, art. 109 (già art. 75 TUIR)
I costi relativi a prestazioni di servizio sono di competenza dell'esercizio in cui le prestazioni medesime sono ultimate.
Si applica il principio di competenza: il costo va imputato all'esercizio in cui sorge il titolo giuridico e, per i servizi, in quello di ultimazione della prestazione, non in quello della fattura o del pagamento. È ammessa un'imputazione successiva quando l'esistenza del costo o il suo ammontare diventano certi e obiettivamente determinabili.
D.P.R. n. 600 del 1973, art. 32, comma 3
La documentazione non esibita tempestivamente può essere esclusa dal giudizio tributario, ma la valutazione deve riguardare concretamente l'attendibilità e le circostanze della produzione. Nel caso esaminato, l'esclusione è stata giustificata dal grande ritardo e dalla mancanza di data certa, non dalla mera produzione successiva alla verifica.
D.P.R. n. 917 del 1986, art. 108 (già art. 74 TUIR)
La distinzione tra spese di pubblicità e spese di rappresentanza dipende dalla finalità perseguita: sono di pubblicità quelle direttamente orientate alla promozione e all'incremento commerciale di specifici prodotti o attività; sono di rappresentanza quelle dirette a rafforzare l'immagine, il prestigio e le relazioni dell'impresa. Le spese di vitto e alloggio per ospiti non sono automaticamente pubblicitarie.
Art. 2697 c.c.
L'onere di provare l'esistenza, la natura, i fatti giustificativi e l'inerenza del costo grava sul contribuente che intende dedurlo.
Artt. 2225 e 2233 c.c.
Per le prestazioni professionali il compenso, salvo pattuizioni diverse, matura secondo la regola della postnumerazione, cioè dopo l'esecuzione della prestazione tecnicamente idonea a raggiungere il risultato previsto.
D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, commi 1-bis e 1-quater
In caso di rigetto del ricorso, sussiste l'obbligo per il ricorrente di versare un ulteriore importo pari al contributo unificato già dovuto.
Massime di principio
- Ai fini fiscali, una fattura non determina da sola l'esercizio di deducibilità: per i servizi conta normalmente il momento di ultimazione della prestazione.
- Il contribuente deve conservare ed esibire tempestivamente documenti dotati di adeguata attendibilità, data certa e collegamento con l'operazione; una produzione tardiva o poco verificabile può essere disattesa.
- La deducibilità di un costo richiede la prova non solo del pagamento, ma anche dell'esistenza, della natura e dell'inerenza concreta all'attività d'impresa.
- Le spese sostenute per clienti, agenti o fornitori sono spese di rappresentanza quando mirano a mantenere o accrescere l'immagine aziendale; per qualificarle come pubblicità occorre dimostrare una diretta funzione promozionale o di incremento delle vendite.
- In cassazione non è possibile ottenere una nuova valutazione dei fatti o delle prove semplicemente formulando una censura come violazione di legge; occorre dimostrare un effettivo errore nell'interpretazione o applicazione della norma.
- Le note spese dei dipendenti possono concorrere a provare l'inerenza, ma la loro sufficienza dipende dal contenuto complessivo della documentazione e dal giudizio di merito.
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