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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10929/2023 del 14/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha confermato la misura cautelare degli arresti domiciliari; il ricorrente era indagato per plurime ipotesi di reato in concorso con il sindaco di Roccaforzata (tentata induzione indebita e induzione indebita ai sensi dell'art.319‑quater c.p., tentata concussione ai sensi dell'art.317 c.p., e reati connessi) consistenti nell'aver condizionato o cercato di condizionare affidamenti e assunzioni pubbliche in cambio di utilità o assunzioni, oltre a essere ritenuto intermediario e soggetto con noti legami con il sindaco e altri amministratori

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità e manifesta infondatezza. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse adeguatamente motivato la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza e il pericolo di reiterazione, valorizzando il quadro probatorio complessivo (ripetuti contatti, ruolo di intermediario, coincidenze temporali, anomalie procedurali, precedenti penali e rapporti con l'amministrazione). Conseguentemente il provvedimento di conferma della misura cautelare è stato sostanzialmente confermato e il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art.616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 273 cod. proc. pen.

    Riferimento al parametro per la valutazione dei gravi indizi di colpevolezza; la Corte di Cassazione si limita a verificare la congruenza e l'adeguatezza della motivazione del giudice del riesame, senza riesaminare i fatti come in sede di merito

  • art. 274, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.

    Norma relativa al pericolo di reiterazione; il Tribunale ha ritenuto sussistente il rischio di reiterazione anche dopo la cessazione della carica del sindaco, valutando fattori concreti quali legami consolidati con amministrazioni e precedenti del ricorrente

  • artt. 81, 110, 56, 319‑quater cod. pen.

    Articoli del codice penale richiamati per le ipotesi di induzione indebita e concorso; la decisione ha dato conto che le condotte contestate possono integrare tali fattispecie alla luce del ruolo di intermediario e del vincolo esercitato tramite il sindaco

  • artt. 56 e 317 cod. pen.

    Articolo sull'elemento soggettivo (concorso) e sulla concussione; la Corte ha ritenuto che il quadro indiziario renda plausibile la contestazione di tentata concussione in relazione alla pressione esercitata sulle vittime tramite il collegamento con il sindaco

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la funzione del Tribunale in veste di giudice del riesame; utilizzata per qualificare il ruolo del Tribunale che ha confermato la misura cautelare

  • art. 616, comma 1, cod. proc. pen.

    Previsione della condanna alle spese e del pagamento in favore della Cassa delle ammende per il ricorso inammissibile; applicata per irrogare la somma di euro 3.000

  • Principio giurisprudenziale (Cassazione, Sez. U e altre)

    Sez. U, n. 11 del 22/03/2000, Audino; Sez. 4, n. 26992 del 29/05/2013, Tiana; Sez. 5, n. 2459 del 17/04/2000, Garasto; Sez. 4, n. 18795 del 02/03/2017, Di Iasi

    Principio secondo cui in Cassazione la censura sulla motivazione relativa ai gravi indizi è limitata a verificare se il tribunale del riesame abbia adeguatamente esposto le ragioni della valutazione e la congruenza logico‑giuridica, e non può trasformarsi in una richiesta di rinnovata valutazione del materiale probatorio

Massime di principio

  • La censura in Cassazione sull'insufficienza dei gravi indizi è frequentemente dichiarata inammissibile se si limita a proporre una diversa valutazione degli elementi già esaminati dal giudice del riesame; occorre dimostrare specifici vizi logici o lacune motivazionali
  • Un insieme di condotte apparentemente isolate può assumere rilevanza penale se valutato nel loro complesso, specie quando viene dimostrata una relazione stabile e influente tra privato e pubblico ufficiale
  • La perdita della carica pubblica di un coautore (es. il sindaco) non annulla automaticamente il pericolo di reiterazione: il giudice valuta legami consolidati, precedenti penali e la possibilità di operare presso altre amministrazioni
  • Per contrastare la valutazione del pericolo di reiterazione è necessario fornire elementi concreti e documentati (es. interruzione dei contatti, mancanza di potere reale, cambiamento delle circostanze) e non mere affermazioni generiche
  • In procedimenti cautelari il ruolo di intermediario e la circostanza che le vittime ritengano che l'esito di procedure dipenda da un soggetto possono essere ritenuti elementi idonei a configurare pressione o condizionamento, anche quando formalmente sussistono procedure pubbliche

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