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Ordinanza

Ordinanza n. 147/2026 - Firenze, Sezione 3

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, - del provvedimento del Comune di Orbetello del 17.11.2025, recante il diniego al rilascio dell’accertamento di conformità ai sensi dell’art. 209, L.R. n. 65/2014 e ss.mm.ii., in relazione alla pratica edilizia n. 515/2025, per le opere di trasformazione del pergolato assentito in tettoia, nell’immobile ubicato in località Ansedonia, Via delle Azalee n. 16, identificato al catasto del Comune di Orbetello al foglio 110, particella 1082, sub. 1 e particella n. 1083; - nonché di ogni altro atto connesso, presupposto o conseguenziale.

Giustizia amministrativa202600364

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego dell’accertamento di conformità relativo alla trasformazione di un pergolato assentito in tettoia

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietaria)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha impugnato il provvedimento comunale del 17 novembre 2025, emesso nell’ambito della pratica edilizia n. 515/2025, con cui il Comune di Orbetello ha negato il rilascio dell’accertamento di conformità previsto dall’art. 209 della legge regionale Toscana n. 65/2014 per opere di trasformazione di un pergolato in tettoia. Sono stati impugnati anche gli atti connessi, presupposti o conseguenziali, con domanda incidentale di sospensione dell’efficacia del diniego. Il testo dell’ordinanza non espone analiticamente i singoli motivi di ricorso, ma rileva, in sede cautelare, una possibile contraddittorietà e perplessità del provvedimento, che avrebbe confuso i concetti di nuova superficie coperta e di volume.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare, ritenendo che, a un sommario esame proprio della fase cautelare, il ricorso non fosse privo di fumus boni iuris. In particolare, il provvedimento impugnato appare prima facie perplesso e contraddittorio perché opera una commistione tra i concetti di nuova superficie coperta e volume. L’ordinanza non definisce il merito della controversia e fissa la prima udienza di marzo 2027 per la trattazione del ricorso. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 209 l.r. Toscana n. 65/2014

    accertamento di conformità

    La disposizione costituisce la base normativa della richiesta di accertamento di conformità edilizia oggetto del diniego comunale; l’ordinanza non ne espone ulteriormente l’interpretazione.

  • art. 55 c.p.a.

    domanda di sospensione dell'esecuzione del provvedimento impugnato

    Disciplina la tutela cautelare collegiale; il TAR ha accolto la domanda incidentale ritenendo sussistente, in via sommaria, il fumus boni iuris.

Massime di principio

  • In sede cautelare, il fumus boni iuris può ritenersi sussistente quando il provvedimento edilizio impugnato appare prima facie perplesso e contraddittorio nella qualificazione degli interventi e nella distinzione tra nuova superficie coperta e volume.
  • Un diniego di accertamento di conformità edilizia deve mantenere una distinzione coerente e non contraddittoria tra i concetti di superficie coperta e volume; la loro commistione può integrare un indice preliminare di illegittimità rilevante ai fini della tutela cautelare.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioInvalidità del provvedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
IstitutiEccesso di potereDifetto di motivazioneTutela cautelare

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