Sentenza del 16/10/2019 n. 26158 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Agenzia ha impugnato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia che aveva escluso la responsabilità solidale del contribuente per i diritti doganali relativi a importazioni effettuate negli anni 1989-1991. Le merci erano state dichiarate come reagenti di laboratorio, soggetti a dazi inferiori, ma erano risultate vaccini per uso zootecnico privi della necessaria autorizzazione ministeriale. L'Amministrazione ha contestato, da un lato, l'erronea applicazione degli articoli 44, 68 e 188 del Regolamento CEE n. 450/2008 e, dall'altro, l'erronea esclusione della responsabilità del dipendente ai sensi dell'articolo 38 del T.U.L.D., sostenendo che egli avesse fornito o falsificato dati e documenti necessari alle dichiarazioni doganali.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo, stabilendo che gli articoli 44 e 68 del Regolamento CEE n. 450/2008 non erano applicabili ai fatti, poiché non ancora entrati in vigore e comunque successivi alle importazioni contestate. Ha accolto anche il terzo motivo, affermando che la responsabilità doganale non riguarda soltanto l'importatore o il rappresentante, ma può estendersi a chiunque abbia partecipato alle formalità doganali e abbia contribuito al perfezionamento dell'operazione, purché sia verificata la sua effettiva ingerenza e consapevolezza. Il secondo motivo è stato dichiarato assorbito, mentre il quarto è stato dichiarato inammissibile perché riferito a un'argomentazione svolta dalla CTR ad abundantiam e non decisiva. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, in diversa composizione, anche per le spese.
Norme richiamate
Regolamento CEE n. 450/2008, articoli 44, 68 e 188
Tutte le altre disposizioni sono applicabili al momento dell'adozione delle disposizioni di applicazione... Le disposizioni... si applicano al più tardi il 1 novembre 2013
Gli articoli 44 e 68 non erano immediatamente applicabili nel 2009 e non potevano disciplinare importazioni compiute nel periodo 1989-1991. Inoltre, una norma che amplia la responsabilità soggettiva del contribuente incide sostanzialmente sulla sua posizione e deve essere valutata in base alla disciplina vigente al momento dei fatti.
Regolamento CEE n. 2913/1992, articolo 201, comma 3
Le persone che hanno fornito i dati necessari alla stesura della dichiarazione e che erano o avrebbero dovuto essere a conoscenza della loro erroneità possono essere parimenti considerate debitori
La responsabilità doganale può coinvolgere anche chi, pur non essendo formalmente importatore o rappresentante, abbia fornito dati errati per la dichiarazione e fosse consapevole, o dovesse ragionevolmente esserlo, della loro erroneità.
D.P.R. n. 43/1973, articolo 38, T.U.L.D.
La disposizione vincola all'obbligazione doganale, in termini generali, tutti coloro che si siano ingeriti nell'operazione doganale. Il mero ruolo di dipendente o di esecutore materiale non esclude automaticamente la responsabilità: occorre verificare il concreto contributo prestato.
D.P.R. n. 43/1973, articolo 84, T.U.L.D.
La disciplina della prescrizione delle pretese doganali connesse a un reato deve essere valutata secondo la normativa applicabile ratione temporis. Nel caso concreto, la questione non è stata esaminata nel merito perché la CTR l'aveva trattata solo ad abundantiam.
Codice civile, articoli 2043 e 2055
Le norme sulla responsabilità per fatto illecito e sulla responsabilità solidale dei concorrenti possono concorrere a fondare la responsabilità di chi abbia contribuito causalmente alla sottrazione della merce al controllo doganale o alla formazione di una dichiarazione irregolare.
Massime di principio
- Nelle controversie doganali si applica, di regola, la disciplina vigente al momento dell'operazione contestata; una norma successiva che amplia la platea dei soggetti responsabili non può essere applicata retroattivamente in assenza di una specifica disposizione transitoria.
- La responsabilità per i dazi non è necessariamente limitata all'importatore formale o al rappresentante doganale: può riguardare anche chi abbia concretamente fornito dati, documenti o collaborazione determinante per una dichiarazione errata.
- La qualifica di semplice dipendente, nuncius o esecutore materiale non esclude automaticamente la responsabilità; il giudice deve accertare il ruolo effettivamente svolto, l'ingerenza nell'operazione e la conoscenza, o conoscibilità, dell'irregolarità.
- Per contestare in cassazione una motivazione è necessario che essa costituisca una reale ratio decidendi. Le argomentazioni formulate solo in via subordinata o ad abundantiam, prive di influenza sul dispositivo, non sono normalmente censurabili per difetto di interesse.
- Quando la sentenza viene cassata con rinvio, la controversia non è definitivamente decisa: il giudice di rinvio deve riesaminare i fatti applicando i principi stabiliti dalla Corte di cassazione.
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