Sentenza n. 3571/2026 - Milano, Sezione 3
per l'ottemperanza alla sentenza n. 185/2025 del Tribunale di Milano Sezione Lavoro del 17.01.2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: inottemperanza del Ministero alla sentenza del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il beneficio economico della Carta Docente per gli anni scolastici 2019/20 e 2021/22
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza deducendo che la sentenza del Tribunale di Milano, notificata al Ministero il 21 gennaio 2025, era passata in giudicato e che, decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997, l'Amministrazione non aveva eseguito il comando giudiziale. Ha chiesto l'erogazione della Carta Docente per complessivi euro 1.000,00, nonché la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inadempimento. Il Ministero si è costituito con una memoria di stile, senza contestare l'esistenza o l'ammontare del credito e senza fornire indicazioni sull'adempimento.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, accertando l'inottemperanza del Ministero a una sentenza passata in giudicato e ritualmente notificata. Ha rilevato che era decorso il termine dilatorio di 120 giorni per il pagamento e che l'Amministrazione non aveva effettuato neppure pagamenti parziali; inoltre, il credito non era stato contestato nell'an o nel quantum. Ha ordinato al Ministero di effettuare integralmente il pagamento entro 90 giorni dalla pubblicazione della sentenza. Per l'eventuale ulteriore inottemperanza ha nominato sin d'ora commissario ad acta il Direttore della Ragioneria territoriale dello Stato di Milano, con facoltà di delega, incaricandolo di provvedere entro 60 giorni dalla comunicazione dell'inottemperanza. Il Ministero è stato condannato alle spese di lite, liquidate in euro 800,00 oltre accessori, oltre al rimborso del contributo unificato, con distrazione in favore dei difensori antistatari.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Costituisce la base processuale del giudizio di ottemperanza, nel quale il giudice accerta l'inottemperanza al titolo e impartisce le prescrizioni necessarie per l'esecuzione.
art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30
termine dilatorio di 120 giorni
Il pagamento delle somme dovute da un'amministrazione in forza di un titolo esecutivo può essere richiesto, nel caso esaminato, solo dopo il decorso del termine dilatorio di 120 giorni; decorso tale termine senza adempimento, può essere accertata l'inottemperanza.
art. 1, comma 121, l. n. 107/2015
beneficio economico di euro 500,00 annui tramite la “carta elettronica”
È la disposizione richiamata dal titolo giudiziale posto in esecuzione, relativo al riconoscimento del beneficio economico della Carta Docente.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza a una sentenza di condanna al pagamento di somme, il decorso del termine dilatorio previsto dall'art. 14 del d.l. 669/1996, unitamente alla mancata esecuzione del pagamento, consente al giudice amministrativo di accertare l'inottemperanza e ordinare all'amministrazione l'adempimento entro un termine assegnato.
- Quando l'amministrazione, pur costituita in giudizio, non contesta né l'an né il quantum del credito risultante dal titolo esecutivo e non fornisce prova di pagamenti, il giudice può ritenere accertata l'inottemperanza sulla base della documentazione e delle dichiarazioni della parte ricorrente.
- Nel giudizio di ottemperanza, il giudice può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, destinato a intervenire in caso di inutile decorso del termine assegnato all'amministrazione, precisandone poteri, termine di intervento e imputazione delle spese all'amministrazione inadempiente.
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