Sentenza del 04/05/2017 n. 719 - Comm. Trib. Reg. per il Piemonte
Reddito imponibile - Costi - Obbligo di documentazione - Art. 109 TUIR.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza della CTP di Novara che aveva ritenuto deducibili alcune spese di ristorazione e vitto. L'Ufficio ha sostenuto che tali costi non erano adeguatamente documentati né risultava dimostrata la loro inerenza all'attività professionale, in violazione dell'art. 109 TUIR. In particolare, gli scontrini fiscali erano privi di elementi idonei a identificare il soggetto che aveva sostenuto la spesa e le fatture relative ai pasti, da sole, non dimostravano il collegamento funzionale con l'attività professionale.
La decisione
La Commissione tributaria regionale ha accolto l'appello dell'Agenzia delle Entrate limitatamente alle spese di ristorazione. Ha ritenuto indeducibili euro 1.434,28 relativi a ristoranti con IVA non detraibile, documentati mediante scontrini non parlanti, ed euro 311,59 relativi a pasti indicati nella voce ristoranti e alberghi. La sentenza di primo grado è stata confermata quanto alla deducibilità della parcella dell'avvocato di euro 4.590,00, poiché l'Ufficio aveva prestato acquiescenza su tale punto. Le spese di entrambi i gradi di giudizio sono state integralmente compensate.
Norme richiamate
Art. 109 TUIR
pone a carico del contribuente l'onere della idonea documentazione dell'inerenza dei costi dedotti
La deducibilità dei costi richiede non solo che la spesa sia potenzialmente inerente all'attività, ma anche che sia certa, determinabile e adeguatamente documentata. Scontrini privi dell'identificazione del soggetto che ha sostenuto la spesa e fatture relative a pasti, considerate isolatamente, non sono sufficienti a provare l'inerenza professionale.
Artt. 53 e 54 TUIR
Sono stati richiamati dall'Ufficio come fondamento del recupero a tassazione dei costi ritenuti non deducibili nell'ambito della determinazione del reddito professionale.
Massime di principio
- Nel processo tributario il giudice deve decidere in base alla legge e non può riconoscere la deducibilità di un costo per ragioni di buon senso, equità o per la modesta entità dell'imposta recuperata.
- Il contribuente che deduce un costo deve dimostrarne documentalmente la certezza, la determinabilità e l'inerenza all'attività esercitata; non è sufficiente una mera compatibilità astratta della spesa con l'attività professionale.
- Per le spese di ristorazione è necessario conservare documentazione idonea a identificare il soggetto che ha sostenuto la spesa e, ove occorra, il collegamento con l'attività professionale. Gli scontrini privi di dati identificativi possono essere considerati insufficienti.
- Una fattura o uno scontrino relativo a un pasto non dimostra automaticamente che la spesa sia professionale: occorrono ulteriori elementi oggettivi che provino l'inerenza.
- Le limitazioni percentuali alla deducibilità delle spese non sostituiscono l'obbligo di provare previamente l'esistenza, la sostenibilità e l'inerenza del costo.
- L'assenza di contestazione o l'acquiescenza dell'Amministrazione su una specifica voce può comportare la conferma della deducibilità di quella voce, anche se altre categorie di costi vengono ritenute indeducibili.
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