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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 10475/2023 del 19/04/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione delle delibere Consob n.19604 (violazione art.94 T.U.F. per carenze del prospetto informativo) e n.19605 (violazione art.187-ter/187-quater T.U.F. per market abuse) in relazione a operazioni di aumento di capitale di Investimenti e Sviluppo S.p.a.; censure sulla tardività della contestazione connessa alla conduzione di indagini penali parallele (termine di contestazione ex art.187-septies e art.187-decies T.U.F.), sulla violazione del contraddittorio e altri vizi procedurali e di motivazione; dedotta inoltre, in memoria, applicazione della lex mitior dopo la sentenza Corte Costituzionale n.63/2019 relativamente ai limiti edittali delle sanzioni per market abuse.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i motivi posti nel ricorso principale di Bassi (ritenendo legittima la valutazione della Corte d'appello in ordine alla tempestività della contestazione, giustificata dalla collaborazione e sospensione delle indagini amministrative in presenza di indagini penali e dalla disponibilità effettiva degli atti acquisiti da Consob), ma ha accolto il ricorso incidentale promosso da Consob sul punto del principio di assorbimento tra le fattispecie contestate, ritenendo errata l'applicazione dell'assorbimento da parte della Corte d'appello. Inoltre ha ritenuto applicabile il principio della lex mitior in favore dell'imputato in ragione della pronuncia della Corte Costituzionale n.63/2019 e ha cassato la sentenza impugnata limitatamente alla quantificazione della sanzione, rinviando la causa alla Corte d'Appello di Milano, in diversa composizione, per ridefinire il rapporto tra le fattispecie sanzionatorie e per ricalcolare il quantum della sanzione alla luce della normativa più favorevole.

Norme richiamate

  • T.U.F. art.94 (prospetto informativo)

    Articolo invocato per la carenza di informazioni nel prospetto; la Corte ha valutato che tale ipotesi è distinta da quella di market abuse e non automaticamente assorbibile da quest'ultima.

  • T.U.F. art.187-ter (market abuse / manipolazione del mercato)

    Norma che punisce le manipolazioni del mercato; la Corte ha confermato che la fattispecie è più ampia e comprende manipolazioni informative e operative rispetto alla fattispecie dell'art.94, e non sussiste automaticamente rapporto di specialità con quest'ultima.

  • T.U.F. art.187-quater

    Richiamato nella contestazione amministrativa; la decisione ricomprende il quadro normativo del market abuse utilizzato da Consob.

  • T.U.F. art.187-quinquies

    Norma relativa a sanzioni a carico della società per il market abuse commesso nell'interesse della stessa; invocata da Consob nella fase amministrativa.

  • T.U.F. art.187-septies

    Disciplina i termini per la contestazione in presenza di indagini penali parallele; la Corte ha interpretato che il termine decorre dal momento in cui l'autorità di vigilanza è in concreto in possesso degli elementi necessari per l'accertamento.

  • T.U.F. art.187-decies, comma 3

    Previsione che consente lo scambio di informazioni tra autorità; la Corte ha ritenuto legittima la sospensione dell'attività istruttoria amministrativa su richiesta del PM e la collaborazione con la Procura come causa giustificativa del differimento della contestazione.

  • Legge n.689/1981 art.9 (assorbimento)

    L'art.9 prevede l'applicazione del criterio dell'assorbimento tra fattispecie sovrapposte a condizione di identità del fatto e rapporto di specialità; la Corte ha precisato che tale requisito non ricorreva tra le fattispecie contestate, rendendo illegittima l'applicazione dell'assorbimento da parte della Corte d'appello.

  • D.Lgs. n.72/2015 art.6 comma secondo (disposizione transitoria)

    Disposizione riformatrice delle sanzioni amministrative che contiene regole transitorie; la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale parte della disciplina transitoria con la sentenza n.63/2019, rendendo applicabili retroattivamente i limiti edittali più favorevoli.

  • Sentenza Corte Costituzionale n.63/2019

    Dichiarando l'illegittimità costituzionale della disposizione transitoria che escludeva la retroattività delle modifiche, ha reso applicabili in sede di giudizio i nuovi limiti edittali più favorevoli (lex mitior) alle sanzioni per market abuse; la Cassazione ha imposto la ricalcolazione del quantum alla Corte di Appello.

Massime di principio

  • La decorrenza del termine per la contestazione amministrativa, in presenza di indagini penali parallele, va calcolata dal momento in cui l'autorità di vigilanza è effettivamente in possesso degli elementi necessari per adottare le decisioni: non automaticamente dalla mera conclusione formale delle indagini penali.
  • La collaborazione e lo scambio di informazioni tra Procura e autorità di vigilanza possono giustificare una sospensione dell'attività istruttoria amministrativa se ciò evita interferenze con le indagini penali; tale scelta è valutabile dal giudice del merito secondo criteri di ragionevolezza e congruità temporale.
  • Il giudice in sede di opposizione deve limitarsi a verificare l'eventuale ingiustificata o artificiosa protrazione dei tempi investigativi, senza riformulare ex post l'opportunità di singoli atti istruttori adottati dall'autorità di vigilanza.
  • Il criterio dell'assorbimento tra fattispecie sanzionatorie (art.9 L.689/1981) è applicabile solo se sussiste identità di fatto e un rapporto di specialità/gerarchia tra le norme: in assenza di tali requisiti le distinte fattispecie possono essere entrambe rilevanti.
  • La regola della lex mitior si applica anche in materia di sanzioni amministrative: norme sopravvenute che disciplinino un trattamento sanzionatorio più favorevole devono essere applicate anche d'ufficio in sede di legittimità, con conseguente necessità di ricalcolare il quantum delle sanzioni.

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