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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 10438/2023 del 19/04/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al non determinabile

La controversia

Non è stato fornito il testo della sentenza. Tipicamente, un ricorso relativo a "oscuramento in fase di valutazione" riguarda l'impugnazione di un provvedimento amministrativo o di una piattaforma che ha disposto l'oscuramento (totale o parziale) di contenuti online in una fase preliminare di verifica. Le censure più frequenti riguardano: presunta violazione della libertà di espressione, insufficiente motivazione del provvedimento, carenza di adeguate garanzie procedurali (mancato contraddittorio o mancanza di riesame tempestivo), eccessiva ampiezza o durata della misura e mancato rispetto dei criteri di proporzionalità e necessità.

La decisione

Non è possibile indicare l'esito della specifica sentenza senza il testo. In linea generale, le decisioni giudiziarie in materia di oscuramento temporaneo tendono a verificare: a) l'esistenza di un rischio concreto e attuale legato alla circolazione del contenuto; b) la proporzionalità della misura rispetto allo scopo perseguito; c) la presenza di adeguate motivazioni e di possibilità di riesame/recupero del contenuto. Se il giudice ritiene che il provvedimento sia motivato, proporzionato e soggetto a garanzie procedurali, confermerà l'oscuramento; in caso contrario annullerà o sospenderà il provvedimento e potrà ordinare la rimozione dell'oscuramento o il ristabilimento dell'accesso.

Norme richiamate

  • Costituzione della Repubblica Italiana, art. 21

    Principio di libertà di manifestazione del pensiero; i provvedimenti di oscuramento devono essere bilanciati con la tutela di questa libertà.

  • Decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70 (e-commerce)

    Regola responsabilità e doveri degli intermediari della rete; prevede limiti e procedure per la rimozione di contenuti illeciti, con riferimento a misure proporzionate e tempistiche.

  • Regolamento (UE) 2022/2065 (Digital Services Act - DSA)

    Stabilisce obblighi di trasparenza, rimedi e garanzie procedurali per le piattaforme digitali, nonché requisiti per misure di moderazione e per l'accesso dei ricorrenti a procedure di reclamo e riesame.

Massime di principio

  • Verificare sempre l'urgenza e la concretezza del danno invocato: l'oscuramento preventivo richiede un rischio attuale e non meramente ipotetico.
  • La misura deve essere proporzionata: preferire misure meno afflittive se efficaci (etichettatura, limitazioni parziali, notifiche) prima dell'oscuramento totale.
  • È essenziale una motivazione chiara e documentata: il provvedimento deve indicare le ragioni fattuali e giuridiche che giustificano l'oscuramento.
  • Devono essere previste garanzie procedurali: diritto di replica, riesame rapido e possibilmente accesso a rimedi giurisdizionali.
  • L'onere della prova spetta a chi chiede l'oscuramento: bisogna dimostrare l'illiceità del contenuto o il pericolo concreto derivante dalla sua persistenza online.
  • Tenere conto del quadro normativo applicabile (nazionale e dell'UE): le piattaforme hanno obblighi specifici di trasparenza e rimedio sotto il DSA.
  • Stabilire limiti temporali e riesami periodici per le misure temporanee di oscuramento per evitare la perpetuazione ingiustificata della limitazione dell'accesso.

Testo integrale

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