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Sentenza

Sentenza n. 2501/2026 - Milano, Sezione 4

per l’ottemperanza del giudicato formatosi sulla sentenza n. 587/2025 del Tribunale di Monza - Sezione Lavoro, pubblicata in data 08.05.2025.

Giustizia amministrativa202504611

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IVSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Monza - Sezione Lavoro, relativa al pagamento di € 1.500,00 mediante assegnazione della carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l’esatta esecuzione della sentenza del Tribunale di Monza - Sezione Lavoro, passata in giudicato e notificata al Ministero, che aveva condannato l’Amministrazione a corrisponderle complessivamente € 1.500,00 per gli anni scolastici 2018/2019, 2019/2020 e 2020/2021, mediante assegnazione della carta elettronica prevista dall’art. 1, comma 121, della legge n. 107/2015. Poiché il Ministero non aveva inizialmente adempiuto, la ricorrente ha chiesto l’ordine di conformazione al giudicato, la preventiva nomina di un commissario ad acta per l’eventuale persistente inottemperanza e la condanna alle spese. Nel corso del giudizio il Ministero ha depositato l’ordine di pagamento e la ricorrente ha dichiarato l’avvenuto accreditamento dell’importo.

La decisione

Il TAR ha preso atto che, nelle more del giudizio, la pretesa sostanziale azionata era stata integralmente soddisfatta mediante l’accreditamento dell’importo dovuto. Ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, non essendo più necessario impartire ordini esecutivi né nominare il commissario ad acta. Poiché l’adempimento è intervenuto solo dopo la proposizione del ricorso, il Collegio ha applicato il criterio della soccombenza virtuale e ha posto le spese a carico del Ministero, liquidandole in € 800,00 per compensi, oltre IVA, CPA e 15% per spese generali, con distrazione in favore dei difensori antistatari. Ha inoltre ordinato l’esecuzione della sentenza da parte dell’autorità amministrativa.

Norme richiamate

  • art. 1, comma 121, l. 107/2015

    la carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente

    Costituisce il fondamento normativo del beneficio economico oggetto della condanna contenuta nel giudicato da eseguire.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Richiamato nel contesto della definizione del giudizio a seguito della sopravvenuta soddisfazione della pretesa.

  • art. 93 c.p.c.

    Consente la distrazione delle spese in favore dei difensori dichiaratisi antistatari.

  • artt. 26 e 39 c.p.a.

    Richiamati per la disciplina delle spese del giudizio amministrativo e per il rinvio alle disposizioni del codice di procedura civile.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, l’integrale soddisfazione della pretesa consacrata nel giudicato, intervenuta nelle more del processo, determina la cessazione della materia del contendere.
  • Quando l’amministrazione adempie al giudicato soltanto dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza, le spese del giudizio possono essere poste a suo carico in applicazione del principio della soccombenza virtuale.
  • L’avvenuto adempimento nelle more del giudizio rende non necessario l’ordine di esecuzione e priva di attualità la richiesta di nomina del commissario ad acta, ferma restando la decisione sulle spese in ragione del comportamento processuale delle parti.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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