Ordinanza n. 347/2026 - Roma, Sezione 1B
per l'annullamento - del provvedimento del 3 giugno 2025, adottato dal RUP, Gen. B. Rosario Drago, con il quale è stata disposta l’aggiudicazione alla Catapano S.r.l. della procedura negoziata ai sensi dell’art. 50 del D.lgs. 36/2023 mediante RDO n. 5265946, per l’approvvigionamento di n. 4.075 pantaloni tecnici invernali (C.I.G. B679C5E84D) (all. A); - della comunicazione prot. 1502/7/17/02 ricevuta dalla Sinergy Group in data 4.6.2025 con la quale è stato dato avviso della predetta aggiudicazione (All. B); - del contratto di appalto concluso fra l’Amministrazione Appaltante e la Catapano S.r.l. in esecuzione della predetta aggiudicazione, sottoscritto in data non nota, ma del quale è stata data notizia mediante pubblicazione nella medesima data del 4.6.2024 del documento di stipula allegato (All. C); - di tutti gli ulteriori atti presupposti, consequenziali e/o comunque connessi, ancorché non conosciuti che comunque incidano sui diritti e/o interessi legittimi della ricorrente nonché per la dichiarazione di invalidità ed inefficacia del predetto contratto di appalto stipulato con la Catapano S.r.l., ed altresì per il risarcimento del danno da disporsi, in forma specifica mediante subentro nel contratto sottoscritto nelle more, qui dichiarandosi la disponibilità in tal senso della ricorrente ai sensi dell’art. 122 c.p.a,. e riservata la proposizione, in caso di accertata impossibilità di esecuzione anche solo parziale del contratto, di motivi aggiunti o di successivo giudizio volto ad ottenere il risarcimento per equivalente per le prestazioni non eseguite dalla ricorrente.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: aggiudicazione a favore dell'impresa controinteressata della procedura negoziata per la fornitura di 4.075 pantaloni tecnici invernali, con relativo contratto di appalto
Esito
La controversia
L'impresa ricorrente ha impugnato l'aggiudicazione e gli atti conseguenti, chiedendone l'annullamento, la dichiarazione di invalidità e inefficacia del contratto e il risarcimento in forma specifica mediante subentro. La censura oggetto dell'approfondimento istruttorio riguarda l'omessa verifica di congruità dell'offerta dell'aggiudicataria, pari a euro 37,70 per pezzo. La ricorrente ha sostenuto che tale prezzo fosse economicamente insostenibile, anche perché inferiore al prezzo di euro 41,27 da essa offerto in una precedente procedura del 2022 per prodotti analoghi, prezzo che era stato ritenuto anomalo e troppo basso dall'Amministrazione. Ha inoltre richiamato gli elementi dedotti dalla stessa aggiudicataria nel precedente giudizio, secondo cui il costo minimo del filato necessario alla produzione sarebbe stato compreso tra euro 18,75 ed euro 20,88, con conseguente costo complessivo di produzione non inferiore a euro 39,9598 per pezzo. L'Amministrazione e l'aggiudicataria hanno contestato l'automatica comparabilità tra le due procedure, evidenziando la diversa epoca economica, i differenti criteri di aggiudicazione, quantità e qualità della fornitura, termini di consegna e durata del rapporto contrattuale.
La decisione
Il TAR, senza assumere alcuna decisione definitiva né in rito né nel merito, ha ritenuto necessario approfondire mediante verificazione la sostenibilità economica dell'offerta dell'aggiudicataria. Ai sensi degli artt. 19 e 66 c.p.a., ha incaricato l'Università della Tuscia, con il coinvolgimento dei dipartimenti competenti, di esaminare nel contraddittorio tra le parti la congruità del prezzo di euro 37,70 per pezzo, considerando i costi d'impresa relativi all'approvvigionamento delle materie prime, alla produzione e alla consegna, nonché la congiuntura economica dell'epoca dell'offerta e dell'adempimento, le quantità, i termini di consegna e la durata del rapporto. Il verificatore dovrà indicare analiticamente le componenti di costo e l'utile conseguibile e depositare la relazione entro il 31 marzo 2026. È stato posto provvisoriamente a carico della ricorrente un acconto di euro 2.000,00 oltre accessori, con riserva di determinazione definitiva delle spese; l'udienza pubblica è stata fissata al 6 maggio 2026.
Norme richiamate
art. 50 d.lgs. 36/2023
La procedura di affidamento è stata indetta ai sensi dell'art. 50 del d.lgs. 36/2023; il testo non sviluppa uno specifico principio interpretativo sulla disposizione.
art. 122 c.p.a.
La ricorrente ha dichiarato la propria disponibilità al subentro nel contratto, richiamando l'art. 122 c.p.a.; la decisione non esamina nel merito i presupposti della dichiarazione.
art. 19 c.p.a.
La disposizione è richiamata quale base per disporre la verificazione istruttoria.
art. 66 c.p.a.
La disposizione è richiamata quale base per la verificazione, per la disciplina delle operazioni e per la successiva liquidazione delle competenze del verificatore.
Massime di principio
- Quando la congruità dell'offerta aggiudicataria dipende da complesse valutazioni economiche sui costi delle materie prime, della produzione e della consegna, il giudice amministrativo può disporre una verificazione tecnica prima di decidere nel merito, assicurando il contraddittorio tra le parti.
- La valutazione della sostenibilità di un prezzo offerto deve considerare il concreto assetto della singola procedura, inclusi l'epoca economica di riferimento, le quantità e qualità dei prodotti, i termini di consegna e la durata del rapporto; il confronto con una precedente gara non è automaticamente decisivo.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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