Cassazione Penale, Sentenza n. 40681/2024 del 06/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava per cassazione la sentenza della Corte d'appello di Brescia sostenendo: 1) errata individuazione del reato più grave nell'ambito della continuazione (la Corte avrebbe indicato come reato più grave il capo B della sentenza del Tribunale di Cremona anziché il furto oggetto della sentenza del Tribunale di Como) senza fornire motivazione per il reato satellite di Como; 2) mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, con censura di motivazione sostanzialmente immotivata e contrastante con la valutazione favorevole espressa dal Tribunale di Como in altro giudizio (per il percorso terapeutico).
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibile per difetto di interesse la doglianza relativa alla scelta del reato più grave, poiché l'eventuale accoglimento avrebbe potuto comportare una reformatio in peius. Ha altresì dichiarato infondati gli altri profili: la motivazione sulla determinazione della pena in continuazione è stata ritenuta adeguata (non è richiesto motivare ogni singolo aumento quando è chiara la quantificazione della pena-base e gli aumenti rispettano i limiti di legge); il diniego delle attenuanti generiche è stato motivato con la personalità negativa dell'imputato (precedenti) e la scaltrezza delle condotte, e la diversa valutazione in altro giudizio non implica incongruenza. Conseguentemente è stata confermata la pena complessiva definitiva (anni 5 di reclusione ed euro 1.500 di multa) e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
Norma sul tentativo: i reati contestati comprendevano anche il tentativo (capo A) e la sentenza ha tenuto conto della qualificazione del fatto come tentativo ai fini della responsabilità e della determinazione della pena.
Norma che disciplina il furto in abitazione: i reati principali per cui è stato condannato il ricorrente rientrano nelle fattispecie di furto aggravato, valutate ai fini della determinazione della pena e della continuazione.
Codice penale, art. 625 co. 1 n. 2
Comma che prevede aggravanti per il furto (es. commesso in abitazione o con altre circostanze aggravanti): rilevante per la qualificazione dei singoli capi e per la determinazione della pena.
Codice penale, art. 81, comma 1
Principio del limite legale (triplo) della pena in caso di continuazione: la Corte ha verificato che gli aumenti di pena applicati rientravano nei limiti di legge.
Massime di principio
- Chi impugna la qualificazione del reato più grave nel contesto della continuazione può essere dichiarato privo di interesse (inammissibile) se l'eventuale accoglimento comporterebbe un peggioramento della posizione sanzionatoria (reformatio in peius).
- Nel reato continuato non è necessario fornire motivazione separata per ogni singolo aumento di pena: è sufficiente motivare la quantificazione della pena-base e mostrare che gli aumenti rispettano i limiti legali e risultano congrui rispetto alla serialità e omogeneità delle condotte.
- Il diniego delle attenuanti generiche può essere fondato su elementi della personalità (precedenti, scaltrezza delle condotte) e la diversa valutazione espressa in altro procedimento non annulla la legittimità della decisione: occorre che il ricorrente indichi con sufficiente specificità quali elementi concreti non sono stati considerati.
- Nel formulare ricorso è importante specificare con precisione gli elementi di fatto e diritto che si ritengono omessi o travisati, perché motivi vaghi o generici possono essere dichiarati inammissibili o infondati.
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