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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6595/2022 del 23/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore generale ha impugnato la sentenza del G.i.p. di Perugia che aveva applicato all'imputata la pena concordata per il delitto di truffa aggravata (art. 640, comma 2, n. 1 c.p.), deducendo un'unica violazione di legge: l'omessa statuizione sulla confisca delle somme indebitamente percepite. Il ricorso sosteneva che, ai sensi dell'art. 640‑quater c.p., la confisca del provento del reato è obbligatoria, diretta e per equivalente, e pertanto la mancata pronuncia costituisce un'illegalità che va rettificata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato la sentenza limitatamente all'omessa statuizione sulla confisca obbligatoria. Ha disposto il rinvio al G.i.p. del Tribunale di Perugia perché valuti la sussistenza delle condizioni per procedere alla confisca e ne determini le modalità e la misura dell'ablazione. La Corte ha inoltre richiamato la giurisprudenza che ammette il ricorso in Cassazione contro l'omessa statuizione sulla confisca anche nelle sentenze di applicazione della pena, quando si tratti di confisca obbligatoria.

Norme richiamate

  • art. 640, comma 2, n. 1 cod. pen.

    Individua la fattispecie di truffa aggravata contestata all'imputata; il reato contestato rientra nelle ipotesi che, per effetto di altre norme (es. art. 640‑quater), possono comportare confisca del provento.

  • art. 640‑quater cod. pen.

    Stabilisce la confisca obbligatoria del provento del reato per talune fattispecie di truffa; la Corte ha ritenuto che, trattandosi di confisca obbligatoria, la mancata statuizione sulla confisca nella sentenza comporti annullamento limitato e rinvio.

  • art. 322‑ter cod. pen.

    Norma richiamata nel ricorso (come parte delle censure) ma non centrale nella motivazione decisoria; indicata dal ricorrente con riferimento a principi di obbligatorietà della confisca in alcune fattispecie.

  • art. 12‑bis d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74

    Citato dalla giurisprudenza richiamata come esempio di ipotesi in cui la confisca obbligatoria determina l'ammissibilità del ricorso per omessa statuizione; la Corte ha richiamato precedenti consistentemente orientati.

  • art. 11 L. 146/2006

    Citato dalla giurisprudenza richiamata come ulteriore esempio di confisca obbligatoria in specifiche materie; utilizzato per argomentare la possibilità di censurare in Cassazione l'omessa statuizione sulla confisca nelle sentenze di applicazione della pena.

Massime di principio

  • Nelle sentenze di applicazione della pena (patteggiamento) la mancata pronuncia sulla confisca obbligatoria può essere impugnata in Cassazione: l'omissione costituisce un'illegalità rilevante che giustifica annullamento limitato e rinvio.
  • Quando la fattispecie di reato rientra nelle ipotesi previste da norme che prevedono la confisca obbligatoria del provento (es. art. 640‑quater per talune truffe), il giudice deve comunque statuire sulla confisca; l'omissione non è sanata dal mero accordo sulla pena.
  • Se la confisca non è disposta in sentenza e il Pubblico Ministero non impugna, è comunque possibile procedere in sede esecutiva con incidente di esecuzione per ottenere la confisca per equivalente del profitto del reato.
  • In caso di annullamento limitato per omessa confisca, il giudice di rinvio deve verificare le condizioni per la confisca, individuare la misura dell'ablazione e, se necessario, disporre la confisca per equivalente secondo le modalità previste dalla legge.
  • Per chi redige accordi o valutazioni difensive, è fondamentale verificare espressamente la disciplina della confisca prevista per il reato concordato e sollevare tempestivamente le questioni relative alla necessità o meno della confisca in sentenza.

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