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Sentenza

Sentenza del 01/04/2019 n. 1907 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Riscossione e misure cautelari - Estinzione di società di capitali - Responsabilità dei soci nei confronti del fisco - Condizioni - Onere della prova a carico dell'amministrazione finanziaria- Allegazione in sede di appello della distribuzione occulta di utili- Contestazione estranea all'atto di accertamento- Inammissibilità

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La pretesa nei confronti del socio è stata ritenuta non dimostrata e la nuova allegazione sulla distribuzione occulta di utili è stata dichiarata inammissibile perché estranea all'atto di accertamento e introdotta tardivamente in giudizio. Ne consegue l'accoglimento della posizione del ricorrente e il rigetto della pretesa dell'Amministrazione nei suoi confronti.

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

A seguito della cancellazione della società dal registro delle imprese, l'Amministrazione finanziaria ha sostenuto la responsabilità del socio per i debiti tributari societari. Tuttavia, per agire nei confronti del socio ai sensi dell'art. 2495 c.c., l'Amministrazione deve dimostrare che il socio abbia concretamente riscosso somme o beni risultanti dall'attivo di liquidazione, entro il limite di quanto ricevuto. Non è sufficiente presumere tale responsabilità e non è possibile introdurre per la prima volta in appello la diversa contestazione relativa a una distribuzione occulta di utili extracontabili, se tale circostanza non era contenuta nell'atto di accertamento.

Norme richiamate

  • Art. 2495 del codice civile

    I soci possono essere chiamati a rispondere dei debiti sociali nei limiti delle somme da essi riscosse in base al bilancio finale di liquidazione.

    La responsabilità del socio dopo l'estinzione della società è sussidiaria e limitata a quanto concretamente ricevuto dal socio in sede di liquidazione. L'Amministrazione deve provare sia l'esistenza di una distribuzione dell'attivo sia l'effettiva riscossione da parte del socio.

  • Art. 36 del d.P.R. n. 602/1973

    La norma disciplina la responsabilità tributaria connessa alla liquidazione e all'estinzione della società, ma tale responsabilità non esonera l'Amministrazione dall'onere di provare i presupposti concreti della pretesa nei confronti dei soci.

  • Cassazione civile, sentenza n. 23916/2016

    Il principio richiamato conferma che la responsabilità del socio di una società estinta richiede la prova dell'effettiva riscossione di somme derivanti dalla liquidazione e non può fondarsi su allegazioni nuove o su una distribuzione occulta di utili introdotta soltanto nel corso del giudizio.

Massime di principio

  • Dopo la cancellazione di una società di capitali, il socio non risponde automaticamente dei debiti fiscali della società: l'Amministrazione deve dimostrare che abbia ricevuto somme o beni dalla liquidazione.
  • La responsabilità del socio è limitata all'importo effettivamente riscosso e non può eccedere tale valore.
  • L'onere della prova dei presupposti della responsabilità del socio grava sull'Amministrazione finanziaria.
  • L'Amministrazione deve indicare nell'atto di accertamento tutti i fatti costitutivi della pretesa; non può introdurre per la prima volta in appello una diversa causa di responsabilità, come la distribuzione occulta di utili extracontabili.
  • In una situazione analoga, occorre verificare sia il contenuto dell'atto di accertamento sia la prova concreta dell'avvenuta distribuzione dell'attivo e della riscossione da parte del socio.

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