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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18925/2022 del 12/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la conferma di condanna per bancarotta fraudolenta distrattiva e preferenziale. I motivi principali: (1) contestazione della non applicabilita' ratione temporis dell'art. 438, comma 5-bis, c.p.p. (introdotto dalla L. 23/06/2017, n.103); (2) censura per il rigetto della richiesta di giudizio abbreviato condizionato per l'escussione di testi ritenuti necessari; (3) vizio motivazionale per il mancato esame analitico, in appello, delle prove e degli argomenti sviluppati nell'atto di impugnazione, con particolare riguardo alla distinzione tra i capi di imputazione e alla circostanza aggravante di cui all'art. 219, comma 2, n.1 L. fall.; (4) richiesta di applicazione dell'art. 131-bis c.p. relativamente alla bancarotta preferenziale; (5) censura del diniego delle circostanze generiche favorevoli.

La decisione

La Corte di Cassazione ha: (a) rilevato che il reato di bancarotta preferenziale si e' estinto per prescrizione (termine spirato il 05/05/2018) e ha annullato senza rinvio la sentenza limitatamente a tale reato; (b) ritenuto infondato il motivo relativo all'applicabilita' dell'art. 438, comma 5-bis, c.p.p., affermando la natura processuale della norma e la sua applicazione secondo il principio tempus regit actum (quindi non applicabile se il termine per la richiesta principale non era pendente); (c) respinto la censura sul rigetto dell'abbreviato condizionato nella parte riferita alla bancarotta distrattiva; (d) invece ha accolto il motivo relativo alla carenza motivazionale della Corte d'appello circa l'idoneita' delle prove (scrittura senza data certa e dichiarazioni testimoniali) a dimostrare la debenza delle somme, constatando motivazione apparente; per questo ha annullato il resto della sentenza e disposto il rinvio alla Corte d'appello di Perugia per nuovo giudizio. Alcuni motivi sono stati assorbiti in conseguenza delle decisioni.

Norme richiamate

  • art. 438, comma 5-bis, cod. proc. pen.

    introdotto dall'art. 1, comma 42, L. 23/06/2017, n.103

    La norma ha natura processuale; si applica secondo il principio tempus regit actum e pertanto e' operativa solo nei procedimenti in cui e' ancora pendente il termine per formulare la richiesta principale (non applicabile retroattivamente se tale termine non era pendente).

  • art. 131-bis cod. pen.

    Causa di non punibilita' per estinzione del reato; la sua applicazione puo' essere preclusa dai limiti edittali previsti per il reato (valutazione collegata ai limiti di pena previsti dalla legge fallimentare).

  • art. 157, primo comma, e art. 161, secondo comma, cod. pen.

    Norme utilizzate per il calcolo del termine ordinario di prescrizione; applicando tali norme e tenendo conto dei giorni di sospensione (147), la prescrizione del reato di bancarotta preferenziale e' risultata maturata il 05/05/2018.

  • art. 219, secondo comma, n. 1, Legge fallimentare

    Prevede una circostanza aggravante collegata a determinate condotte; la Corte ha rilevato che la sentenza ha omesso di seguire la distinzione tra i capi di imputazione, mettendo in dubbio la fondatezza della circostanza aggravante laddove non adeguatamente motivata.

  • art. 216, terzo comma, Legge fallimentare

    Fissa i limiti edittali delle pene per i reati fallimentari; questi limiti sono rilevanti per verificare se sia possibile l'applicazione di istituti estintivi o attenuativi come l'art. 131-bis c.p.

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alle cause di non punibilita'; la Corte ha preliminarmente escluso l'esistenza di cause evidenti di non punibilita' ai sensi di tale norma.

Massime di principio

  • Le modifiche processuali (es. nuove modalita' di chiedere il giudizio abbreviato) sono applicate secondo il principio tempus regit actum: si considerano applicabili solo se, al momento utile, sono ancora pendenti i termini per esercitare la facolta'.
  • La richiesta di giudizio abbreviato condizionato puo' essere ammessa solo se la prova richiesta e' davvero nuova e decisiva: deve sussistere un'oggettiva prognosi di utilita' dell'escussione per il completo accertamento dei fatti.
  • Il giudice d'appello non incorre in vizi se motivazioni diverse rispetto al primo giudice risolvono correttamente la questione di diritto; tuttavia ogni decisione deve essere adeguatamente e specificamente motivata quando riguarda l'apprezzamento delle prove presentate in appello.
  • Se si contesta in appello l'idoneita' della documentazione o delle dichiarazioni testimoniali a provare un determinato fatto (es. l'effettiva debenza di pagamenti), la Corte d'appello deve spiegare in modo puntuale per quale motivo tali elementi non sono ritenuti idonei; una motivazione generica puo' determinare l'annullamento per motivazione apparente.
  • Il calcolo della prescrizione deve tener conto delle norme sul termine di prescrizione e degli eventuali periodi di sospensione: la maturazione della prescrizione puo' portare all'annullamento senza rinvio per il reato estinto.
  • La possibilita' di beneficiare di istituti estintivi o attenuativi (es. art. 131-bis c.p.) puo' essere influenzata dai limiti edittali del reato; occorre verificare la compatibilita' normativa prima di escluderne l'applicazione.

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