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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15241/2022 del 20/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti, eredi di Ciotola Mario, hanno impugnato l'ordinanza che ha rigettato la loro istanza di revoca o sospensione dell'ordine di demolizione esecutivo della sentenza penale n. 830/1998. Hanno sostenuto che: 1) l'oggetto dell'ordine di demolizione non sarebbe stato sufficientemente precisato e comprenderebbe porzioni non oggetto della sentenza di condanna; 2) la demolizione avrebbe dovuto essere sospesa in attesa dell'esito di un procedimento amministrativo di condono/permesso a costruire; 3) l'esecuzione violerebbe il principio di proporzionalità e il diritto all'abitazione, essendo l'immobile adibito a domicilio dei ricorrenti.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato i ricorsi. Ha ritenuto che l'oggetto dell'ordine di demolizione sia chiaramente riferito alle opere abusive giudicate nella sentenza n. 830/1998, che l'eventuale riferimento all'intero complesso delle opere è ricavabile dal dispositivo della sentenza stessa e non frutto di un'indimostrata affermazione dei ricorrenti. Quanto alla richiesta di sospensione in attesa del condono, la Corte ha ricordato che la revoca richiede l'esistenza di un provvedimento amministrativo già adottato e legittimo, e che la sospensione richiede che l'adozione del provvedimento favorevole appaia plausibilmente prossima: nel caso concreto i ricorrenti non hanno documentato né l'esistenza né la prossimità della definizione favorevole del procedimento amministrativo. Sulla proporzionalità, la Corte ha ritenuto che il bilanciamento tra diritto all'abitazione e interesse pubblico al ripristino dell'ordine giuridico debba considerare, tra l'altro, il lungo periodo trascorso dall'irrevocabilità della sentenza (1999), sicché l'esecuzione non configura violazione del principio di proporzionalità. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • Costituzione della Repubblica Italiana

    Richiamati gli artt. 2 e 3 in ordine alla tutela dei diritti fondamentali come parametro di bilanciamento con altri valori costituzionali nell'applicazione del principio di proporzionalità.

  • Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo

    L'art. 8 CEDU (diritto al rispetto della vita privata e familiare e domicilio) va bilanciato con l'interesse pubblico al ripristino della legalità; il giudice penale deve valutare la proporzionalità dell'esecuzione alla luce della giurisprudenza convenzionale.

  • Codice di procedura penale

    Applicato per condannare i ricorrenti al pagamento delle spese processuali in caso di rigetto del ricorso.

  • Sentenza di condanna n. 830/1998 (Pretore di Napoli, 17/02/1998)

    La Corte ha interpretato il dispositivo della sentenza n. 830/1998 come riferito all'intero insieme delle opere abusive contestate nel procedimento originario, conferendo così chiarezza all'oggetto dell'ordine di demolizione.

  • Giurisprudenza della Corte di cassazione

    es. Sez. III, 18/11/2014, n. 47402; Sez. III, 04/03/2016, n. 9145; Sez. III, 10/12/2018, n. 55028; Sez. III, 26/11/2021, n. 43608; Sez. III, 08/01/2021, n. 423

    Richiamati i principi secondo cui: l'ordine di demolizione può essere revocato in presenza di provvedimenti amministrativi autorizzatori o di condono già adottati e legittimi; la sospensione è possibile solo se l'adozione favorevole del provvedimento amministrativo appare plausibilmente prossima; il giudice deve operare un bilanciamento proporzionato tra diritto all'abitazione e interesse pubblico.

Massime di principio

  • L'oggetto di un ordine di demolizione disposto in esecuzione di una sentenza penale deve essere ricavato dal dispositivo e dalle imputazioni trattate nel giudizio: se la sentenza ha trattato tutte le imputazioni e il dispositivo indica l'insieme delle opere abusive, l'ordine può coprire l'intero complesso oggetto del giudizio.
  • La revoca di un ordine di demolizione richiede l'esistenza di un provvedimento amministrativo favorevole già adottato e, se necessario, legittimo anche ad esame incidentale del giudice penale; la sola prospettazione di un condono non è sufficiente.
  • La sospensione dell'esecuzione in attesa di un provvedimento amministrativo non ancora adottato può essere concessa solo quando l'adozione favorevole appaia plausibilmente verosimile e prossima, e il ricorrente abbia fornito elementi concreti in tal senso.
  • Nel bilanciamento tra diritto all'abitazione e interesse pubblico al ripristino della legalità, il principio di proporzionalità impone una valutazione caso per caso tenendo conto, tra l'altro, della consapevolezza della violazione da parte del trasgressore e dei tempi disponibili dopo l'irrevocabilità della sentenza per sanare l'abuso; ritardi molto lunghi a carico del trasgressore riducono la forza della contestazione sulla proporzionalità.
  • Nei ricorsi contro l'ordine di demolizione è fondamentale produrre documentazione probatoria sull'esistenza/legittimità del provvedimento amministrativo favorevole o su elementi concreti che rendano prossima la sua adozione; l'assenza di tali elementi è spesso decisiva per il rigetto.
  • Le spese processuali possono essere liquidate ai sensi dell'art. 616 c.p.p. a carico dei ricorrenti quando il ricorso viene rigettato.

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