Ordinanza n. 2015/2026 - Catania, Sezione 1
per l'annullamento 1. della nota del 19 aprile 2023 n. 0007405 con la quale il Dirigente Responsabile UO2 ed il Soprintendente ai Beni Culturali e Ambientali di -OMISSIS- hanno reso parere contrario, ordinando la rimessione in pristino dello stato dei luoghi, all’accoglimento dell’istanza di condono edilizio, art. 32 L. 326/03 ed art. 23 L.r. n. 37/85, presentata dal ricorrente al Comune di -OMISSIS-, il 10/12/2004 n. 6581 di prot., per la sanatoria di talune opere realizzate abusivamente, site in via -OMISSIS- s.n., fg. 13 particelle 892, 894, 414,419, 987, 988, 989, 990 di sua proprietà. 2. del provvedimento del Comune di -OMISSIS-, Servizio Tecnico, del Responsabile del Settore Urbanistica, del 2 maggio 2023 n. 3627 prot., n. 56 di pratica, con il quale è stata rigettata l’istanza di condono edilizio inoltrata dal Sig. -OMISSIS-, ai sensi della L. n. 326/03 ed introitata con prot. n. 6581 del 10.12.2004, relativa costruzione di un fabbricato adibito a civile abitazione, sito in località -OMISSIS-, via -OMISSIS-, nel Comune di -OMISSIS- ed identificato in catasto alle particelle nn. 988-990 (ex n.418) del foglio di mappa n. 13. “Visto il parere contrario al mantenimento delle opere espresso dalla Soprintendenza ai BB.CC.AA. di -OMISSIS- con nota prot. n.7405 del 19.04.2023 e la contestuale ordinanza di rimessa in pristino dei luoghi; nonché di ogni ulteriore atto presupposto, preparatorio, connesso, conseguente e o consequenziale lesivo degli interessi del ricorrente.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: parere contrario della Soprintendenza, con ordine di rimessione in pristino, e provvedimento comunale di rigetto dell'istanza di condono edilizio
Esito
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il parere contrario espresso dalla Soprintendenza competente sull'istanza di condono edilizio presentata nel 2004 ai sensi dell'art. 32 della legge n. 326/2003 e dell'art. 23 della legge regionale siciliana n. 37/1985, nonché il conseguente provvedimento comunale di rigetto della domanda di sanatoria relativa a un fabbricato destinato a civile abitazione e ad altre opere realizzate abusivamente. Il testo dell'ordinanza non riporta in dettaglio i singoli motivi di illegittimità dedotti, limitandosi a precisare che la parte ha contestato il rigetto della pratica da parte della Soprintendenza e del Comune.
La decisione
Il TAR non ha definito il merito del ricorso. Ha ritenuto necessario acquisire documentazione dal Comune e dalla Soprintendenza per poter decidere, imponendo di depositare: l'istanza di condono del 10 dicembre 2004 con tutti gli allegati; l'istanza di compatibilità paesaggistica e di sanatoria presentata ai sensi dell'art. 36 del d.P.R. n. 380/2001 per le cosiddette opere minori; gli atti e i documenti posti a fondamento dei provvedimenti impugnati, quelli richiamati negli stessi e quelli ritenuti utili dalle amministrazioni. Gli adempimenti sono stati posti a carico dei responsabili degli uffici comunale e della Soprintendenza entro trenta giorni dalla comunicazione amministrativa dell'ordinanza o dalla notificazione, se anteriore. Il medesimo termine è stato assegnato anche al ricorrente, ove in possesso della documentazione, in applicazione del principio di cooperazione. È stata fissata l'ulteriore udienza straordinaria del 23 novembre 2026. Non è stata adottata alcuna pronuncia sull'annullamento degli atti impugnati né sulle spese.
Norme richiamate
art. 32 l. 326/2003
Indicato quale base normativa dell'istanza di condono edilizio oggetto del provvedimento comunale di rigetto.
art. 23 l.r. Sicilia n. 37/1985
Indicato quale ulteriore fondamento normativo dell'istanza di condono edilizio.
art. 36 d.P.R. 380/2001
Richiamato con riferimento all'istanza di compatibilità paesaggistica e di sanatoria per opere minori, da acquisire agli atti.
artt. 63 e seguenti c.p.a.
Richiamati quale base normativa dei poteri istruttori esercitati dal giudice.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato per le modalità di svolgimento dell'udienza straordinaria dedicata allo smaltimento dell'arretrato.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale presupposto per l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte ricorrente e delle persone menzionate.
Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato, insieme alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata.
Massime di principio
- Quando la decisione su un ricorso contro il rigetto di un'istanza di condono edilizio e contro il presupposto parere paesaggistico richiede la ricostruzione completa della pratica amministrativa, il giudice può disporre l'acquisizione dell'istanza, dei relativi allegati, degli atti istruttori e dei documenti posti a fondamento dei provvedimenti impugnati.
- Gli incombenti istruttori possono essere posti, nel rispetto del principio di cooperazione processuale, sia a carico delle amministrazioni che detengono gli atti sia a carico della parte privata quando questa risulti eventualmente in possesso della documentazione richiesta.
- L'ordinanza istruttoria che dispone l'acquisizione documentale e fissa una nuova udienza non definisce il merito della domanda di annullamento e non consente di individuare una parte prevalente.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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