Cassazione Penale, Sentenza n. 4813/2023 del 03/02/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno proposto ricorso per cassazione avverso l'ordinanza della Corte d'appello di Roma che aveva respinto la loro istanza di ricusazione del GUP dott.ssa Roberta Conforti. Essi sostenevano che il giudice fosse incompatibile perché, nella stessa udienza preliminare, aveva rigettato la richiesta di patteggiamento concordata con il PM (entrando nel merito e valutando gravità del fatto, circostanze attenuanti e dosimetria della pena) e successivamente aveva emesso il decreto che disponeva il giudizio, configurando un "doppio" o pregiudizievole giudizio da parte dello stesso magistrato. In via subordinata chiedevano la rimessione alla Corte Costituzionale dell'art. 34 c.p.p. per presunta conflittualità con principi costituzionali ed internazionali.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi ritenendoli infondati. Ha confermato che, secondo il consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità (tra cui sent. n. 20744/2016 richiamata), l'art. 34 c.p.p. non prevede l'incompatibilità del GUP che, dopo aver rigettato la richiesta di patteggiamento nell'ambito della stessa udienza preliminare, pronunci il decreto che dispone il giudizio. Le cause di incompatibilità sono di natura eccezionale e tassativa e devono essere interpretate restrittivamente; le garanzie si attuano tramite gli strumenti di ricusazione/astensione quando ricorrano i presupposti previsti dagli artt. 36-37 c.p.p. La Corte ha precisato che, se la ricusazione fosse accolta, l'atto del giudice sarebbe dichiarato inefficace ai sensi dell'art. 42 c.p.p., ma tale rimedio non è qui applicabile perché la fattispecie non rientra nelle cause di incompatibilità previste. Ha inoltre osservato che eventuali ampliamenti applicativi dovranno provenire dalla Corte Costituzionale o da un distinto sviluppo giurisprudenziale; non è stata accolta la richiesta di riferimento costituzionale.
Norme richiamate
art. 34 c.p.p.
Non contempla l'incompatibilità del GUP che, nella stessa udienza preliminare, rigetta la richiesta di patteggiamento e poi emette il decreto che dispone il giudizio; le ipotesi di incompatibilità sono tassative ed interpretate restrittivamente
art. 37 c.p.p.
Strumento procedurale per la ricusazione; le cause di incompatibilità riferite dall'art. 34 possono dar luogo a ricusazione ai sensi dell'art. 37, ma qui la fattispecie non rientra nei casi previsti
art. 36 c.p.p.
Disciplina dell'astensione; richiamata nella distinzione tra incompatibilità endoprocedimentali e situazioni da valutare con astensione/ricusazione
art. 42 c.p.p.
Se la ricusazione viene accolta, gli atti del giudice risultati incompatibili possono essere dichiarati inefficaci; non costituiscono necessariamente nullità assoluta
art. 444 c.p.p.
Richiamato come norma che regola l'applicazione della pena su richiesta delle parti (patteggiamento); il rigetto ex art. 444 è al centro del contrasto sulla presunta incompatibilità
art. 133 c.p.
Riferito alla dosimetria della pena: la valutazione del GUP sulla congruità della pena concordata è parte della motivazione del rigetto del patteggiamento, ma non determina di per sé incompatibilità ai sensi dell'art. 34
art. 3 Cost.
Richiamato nella prospettiva costituzionale (uguaglianza) nella domanda subordinata di questione di legittimità; la Corte non ha ritenuto necessario il rinvio
art. 24 Cost.
Richiamato tra i diritti costituzionali invocati (difesa in giudizio) nella prospettiva della questione subordinata; non è stata sollevata alcuna lesione ritenuta meritevole di rimessione
art. 111 Cost.
Principio del giudice terzo e imparziale; la Corte ha ritenuto che il quadro normativo-processuale vigente e la giurisprudenza interpretativa garantiscano l'imparzialità attraverso gli istituti previsti
art. 6 CEDU
Riferimento alla garanzia di un giusto processo e di un giudice imparziale; la Corte ha valutato che l'assetto normativo andava interpretato nel senso restrittivo delle cause di incompatibilità, con possibilità di valutazione costituzionale solo in casi specifici
art. 14 Patto internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR)
Richiamato come parametro di garanzia internazionale dell'imparzialità; non ha condotto la Corte a rilevare l'illegittimità dell'art. 34 c.p.p.
Massime di principio
- Il rigetto di una richiesta di patteggiamento da parte del GUP nell'ambito della stessa udienza preliminare non determina automaticamente l'incompatibilità del giudice ai sensi dell'art. 34 c.p.p.
- Le cause di incompatibilità previste dal codice sono eccezionali e tassative: non sono soggette a interpretazione estensiva o analogica e vanno invocate attraverso gli specifici strumenti (ricusazione/astensione).
- Se si ritiene che il giudice abbia espresso valutazioni pregiudizievoli in altra fase o in altro procedimento, la ricusazione può trovare spazio; la distinzione fattuale tra provvedimenti adottati nella stessa fase e provvedimenti adottati in fasi o procedimenti diversi è cruciale.
- L'accoglimento della ricusazione non annulla automaticamente gli atti compiuti, ma ne può dichiarare l'inefficacia (art. 42 c.p.p.); pertanto la contestazione dell'imparzialità deve essere tempestiva e fondata sui presupposti normativi.
- Per questioni di costituzionalità dell'art. 34 c.p.p. o per un ampliamento delle tutele dell'imparzialità, la via è la rimessione alla Corte Costituzionale o un mutamento dell'orientamento giurisprudenziale, non l'interpretazione analogica della norma processuale.
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