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Sentenza

Sentenza n. 6240/2026 - Roma, Sezione 5Q

per il risarcimento ex art. 30 c.p.a. di tutti i danni patiti e patiendi dalla Sig.ra -OMISSIS- a seguito della decisione del 25 giugno 2022, notificata alle parti e pubblicata sul sito federale in data 28.06.2022, con la quale il Tribunale Federale FISE ha, inter alia, comminato all'odierna ricorrente la sospensione ex art. 6.1 n. IV, VI, VIII R.D.G. FISE per n. 6 (sei) mesi oltre all'ammenda ex art. 6.1 n. III R.D.G. FISE di euro 3.000,00 (tremila/00), le quali sono state annullate dalla Corte Federale di Appello FISE con la decisione del 7 settembre 2022, pubblicata il 12 settembre 2022 e notificata ai difensori in pari data.

Giustizia amministrativa202300317

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I terSentenzaAzione risarcitoria

Atto impugnato: Domanda risarcitoria relativa ai danni asseritamente derivanti dalla decisione del Tribunale Federale FISE del 25 giugno 2022, con sospensione per sei mesi e ammenda di 3.000 euro, sanzioni successivamente annullate dalla Corte Federale di Appello FISE il 7 settembre 2022

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (federazione sportiva)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La parte ricorrente aveva proposto domanda di risarcimento ex art. 30 c.p.a. per tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali asseritamente patiti e patiendi in conseguenza della decisione del Tribunale Federale FISE del 25 giugno 2022, che aveva comminato la sospensione per sei mesi e l'ammenda di 3.000 euro. Le sanzioni erano state successivamente annullate dalla Corte Federale di Appello FISE con decisione del 7 settembre 2022. Nel corso del giudizio, la parte ricorrente ha dichiarato che la FISE aveva eliminato il nominativo della minore dai procedimenti che la accostavano ad altro soggetto e che, per tale ragione, non sussisteva più interesse alla prosecuzione del giudizio, ritenendosi risolte le questioni oggetto del ricorso.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto della dichiarazione della parte ricorrente secondo cui, a seguito dell'eliminazione del nominativo dai procedimenti federali, erano state risolte le questioni oggetto del giudizio. La pronuncia non contiene una decisione nel merito della domanda risarcitoria né una valutazione sulla sussistenza dell'illegittimità, del danno, della colpa o del nesso causale. In ragione della natura preliminare della decisione, le spese di giudizio sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 30 c.p.a.

    per il risarcimento ex art. 30 c.p.a. di tutti i danni patiti e patiendi

    La disposizione è indicata quale fondamento della domanda risarcitoria, ma il giudice non ne esamina i presupposti perché dichiara il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato con riguardo allo svolgimento dell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato; il testo non attribuisce alla disposizione uno specifico rilievo decisorio.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio amministrativo, il ricorrente dichiara che le questioni oggetto del ricorso sono state risolte e che non sussiste più un interesse concreto e attuale alla decisione, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
  • La dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse preclude la decisione sul merito della domanda risarcitoria e, quindi, l'accertamento dell'illegittimità dell'azione amministrativa, del danno, della colpa e del nesso causale.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàDanno da provvedimento illegittimoGiustizia sportiva e giurisdizione
RamiProcesso amministrativoResponsabilità della pubblica amministrazioneSport
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseRisarcimento del danno da attività amministrativa

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