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Sentenza

Sentenza del 18/07/2018 n. 3045 - Comm. Trib. Reg. per la Sicilia

Tarsu - detenzione di locali - presunzione legale di produzione di rifiuti - onere della prova.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La presunzione legale di produzione dei rifiuti è stata ritenuta relativa e quindi superabile, ma l'onere della prova grava sul contribuente. Non è sufficiente affermare genericamente di non utilizzare i locali o di non produrre rifiuti: occorre dimostrarne l'inidoneità oggettiva o l'inutilizzabilità attraverso dichiarazioni tempestive, accertamenti amministrativi ed elementi documentali concreti.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguarda l'obbligo di pagare la TARSU per la semplice occupazione o detenzione di locali e aree scoperte. La detenzione dei locali fa presumere, fino a prova contraria, che siano prodotti rifiuti e che il tributo sia dovuto. Il contribuente può superare tale presunzione dimostrando che i locali sono oggettivamente inidonei a produrre rifiuti in quantità apprezzabile oppure inutilizzabili. Tale circostanza deve essere indicata nella denuncia originaria o nella denuncia di variazione e deve risultare da elementi obiettivi direttamente verificabili o da documentazione idonea.

Norme richiamate

  • Articolo 58 del d.lgs. n. 507/1993

    Individua il presupposto della TARSU nell'occupazione o detenzione di locali e aree scoperte esistenti nel territorio comunale, salvo le specifiche esclusioni previste dalla legge.

  • Articolo 59 del d.lgs. n. 507/1993

    Disciplina il servizio di smaltimento dei rifiuti e il collegamento tra la disponibilità dei locali e la produzione presunta di rifiuti.

  • Articolo 62 del d.lgs. n. 507/1993

    Stabilisce l'assoggettamento al tributo dei locali e delle aree detenuti o occupati e consente di escludere quelli oggettivamente inidonei a produrre rifiuti, purché tale condizione sia provata dal contribuente.

  • Cassazione n. 21213/2004

    Conferma il carattere relativo della presunzione di produzione dei rifiuti derivante dalla detenzione dei locali.

  • Cassazione n. 19459/2003

    Ribadisce che l'esclusione dal tributo richiede la prova dell'inidoneità oggettiva del locale a produrre rifiuti.

  • Cassazione n. 19521/2003

    Attribuisce al contribuente l'onere di dimostrare le condizioni che giustificano l'esenzione o l'esclusione dalla TARSU.

  • Cassazione n. 14770/2000

    Esclude che la mera dichiarazione soggettiva di non utilizzo sia sufficiente a vincere la presunzione legale.

  • Cassazione n. 23802/2004

    Richiede che l'inutilizzabilità o l'inidoneità dei locali siano accertate sulla base di elementi obiettivi o di idonea documentazione.

Massime di principio

  • La semplice disponibilità o detenzione di un locale normalmente fa presumere che il tributo sui rifiuti sia dovuto.
  • La presunzione può essere superata solo dimostrando l'inidoneità oggettiva del locale a produrre rifiuti o la sua concreta inutilizzabilità.
  • L'onere della prova grava sul contribuente e non sull'ente impositore.
  • La prova deve essere concreta, obiettiva e documentata; la sola dichiarazione di non utilizzo, il mancato svolgimento di attività o la produzione ridotta di rifiuti non sono normalmente sufficienti.
  • La condizione di inutilizzabilità o inidoneità deve essere dichiarata tempestivamente nella denuncia originaria o in una denuncia di variazione e sottoposta alla verifica dell'amministrazione.
  • In casi analoghi è quindi opportuno raccogliere documenti e fatti verificabili, come inagibilità, assenza di utenze, lavori impeditivi, divieti di accesso o altre circostanze che rendano oggettivamente impossibile l'uso del locale.

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