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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29634/2025 del 22/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso ordinanza della Corte d'appello di Reggio Calabria del 31/07/2025 che disponeva la consegna temporanea del ricorrente al Regno del Belgio per partecipare a udienze (periodo 2/09/2025-30/09/2025). Il ricorrente, con tre motivi principali, denunciava: 1) nullità dell'ordinanza per incompatibilità di uno dei giudici conforme all'art. 6, par. 3, CEDU; 2) illegittima delimitazione temporale della consegna senza provvedimento formale dell'autorità emittente, in violazione dell'art. 24 legge n. 69/2005 e dei principi della decisione quadro 2002/584; 3) carenza di legittimazione del membro nazionale presso Eurojust a modificare o precisare il mandato di arresto europeo, con riferimento all'art. 9 d.lgs. n. 182/2023 e alla Direttiva 2014/41/UE. Inoltre venivano sollevate eccezioni processuali sulla fissazione dell'udienza in camera di consiglio senza partecipazione dei difensori e sulla mancanza di termini per l'udienza.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. In sintesi: sul primo motivo ha ritenuto che l'asserita incompatibilità del giudice (partecipazione a precedenti Collegi che avevano deciso analogamente) non determina una nullità deducibile in cassazione ma costituisce motivo di ricusazione che il ricorrente doveva proporre nei termini previsti; sul secondo e terzo motivo ha ritenuto che l'art. 24 legge n. 69/2005 non richiede necessariamente un formale provvedimento scritto dell'autorità emittente per le "condizioni concordate" di consegna temporanea e che il membro nazionale presso Eurojust può legittimamente agevolare e fornire certezza sulla delimitazione del periodo richiesto; inoltre, le censure consistono in violazioni di norme non sanzionate da nullità o altre sanzioni processuali rilevanti ai fini dell'art. 606 c.p.p., e quindi non rientrano nei limitati motivi di ricorso consentiti contro le ordinanze ex art. 14, comma 5, legge n. 69/2005. Anche le eccezioni sulla modalità di trattazione (camera di consiglio senza difensori e termini) sono state respinte: la procedura prevista dall'art. 22, comma 5-bis, legge n. 69/2005 consente la decisione senza intervento dei difensori e in termine di sette giorni; la cancelleria aveva comunicato le informazioni rilevanti e la memoria pervenuta via PEC è stata esaminata. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e a versare €3.000 alla cassa delle ammende per colpa processuale.

Norme richiamate

  • art. 14 d.lgs. n. 69 del 2005

    Norma richiamata per l'adozione dell'ordinanza di consegna temporanea; la Corte ha giudicato corretta l'esecuzione del mandato di arresto europeo ai sensi di tale disposizione

  • art. 24 legge n. 69 del 2005

    Prevede che la corte di appello, su richiesta dell'autorità emittente e sentita l'autorità giudiziaria italiana competente, possa disporre il trasferimento temporaneo "alle condizioni concordate"; la Corte ha interpretato che non è richiesto un formale atto scritto dell'autorità emittente quando le condizioni sono chiarite anche tramite interlocuzioni (anche tramite il membro nazionale presso Eurojust)

  • art. 22, comma 5-bis, legge n. 69 del 2005

    Stabilisce la procedura speciale per i ricorsi contro le ordinanze ex art. 14, comma 5 (giudizio in camera di consiglio senza intervento dei difensori e termine breve per la decisione); la Corte ha ritenuto legittima la trattazione senza partecipazione difensiva secondo tale norma

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Limita i motivi utilmente deducibili in ricorso per cassazione (errori di diritto e violazioni di norme processuali previste a pena di nullità ecc.); la Corte ha ritenuto che le censure sollevate non rientrano nelle violazioni sanzionate previste da tale articolo

  • art. 6, par. 3, CEDU

    Richiamato dal ricorrente come garanzia del diritto dell'imputato a partecipare e ad un processo equo; la Corte ha valutato la questione dell'imparzialità/incompatibilità del giudice secondo la giurisprudenza nazionale e ha escluso la nullità deducibile

  • art. 14, terzo comma, lett. d) Patto internazionale sui diritti civili e politici

    Citato dal ricorrente a sostegno del diritto dell'imputato a partecipare al processo; non ha prodotto effetti decisivi sulla decisione di inammissibilità

  • Regolamento (UE) 2018/1727

    Norma sovranazionale che definisce i compiti di Eurojust; la Corte l'ha richiamata per giustificare il ruolo del membro nazionale nell'agevolare l'accordo sulle condizioni della consegna temporanea

  • d.lgs. 23 novembre 2023, n. 182 (art. 9)

    art. 9 d.lgs. n. 182 del 2023

    Disposizione che attribuisce al membro nazionale presso Eurojust il potere di "agevolare" o "sostenere" emissione ed esecuzione di richieste di cooperazione; la Corte ha ritenuto che tale funzione autorizzi l'uso delle comunicazioni del membro nazionale per acquisire certezza sul consenso dell'autorità emittente

  • Regola giurisprudenziale sulla ricusazione (Sez. U e altre pronunce)

    Il Collegio ha confermato l'orientamento consolidato secondo cui l'esistenza di una causa di incompatibilità non determina nullità impugnabile in cassazione, salvo casi di interesse proprio e diretto del giudice; la parte doveva proporre istanza di ricusazione nei termini

  • Decisione quadro 2002/584/JHA del Consiglio

    decisione quadro 584/2002 del 13/06/2002

    Richiamata dal ricorrente in riferimento ai principi di cooperazione e fiducia reciproca; la Corte ha ritenuto le censure su interpretazione/formalità della richiesta belga non ammissibili in cassazione

Massime di principio

  • La presunta incompatibilità di un giudice, derivante da partecipazione a precedenti collegi con decisioni analoghe, non genera automaticamente nullità deducibile in cassazione: si tratta di motivo di ricusazione che la parte deve proporre tempestivamente secondo le regole di rito
  • Controversie sulla legittimità formale di intese tra autorità giudiziarie estere e corti nazionali (ad es. durata della consegna temporanea) richiedono, per essere efficacemente impugnate in cassazione, la sussistenza di una violazione di norme processuali sanzionate con nullità o altra sanzione prevista dall'art. 606 c.p.p.; altrimenti sono inammissibili
  • Le "condizioni concordate" per la consegna temporanea ex art. 24 legge n. 69/2005 non richiedono necessariamente un atto formale dell'autorità emittente; è possibile fare affidamento su interlocuzioni e comunicazioni (anche tramite il membro nazionale presso Eurojust) purché il consenso dell'autorità emittente sia certo
  • Il membro nazionale presso Eurojust può, nell'ambito delle sue funzioni di agevolazione, fornire indicazioni che diano certezza pratica sulle condizioni richieste dall'autorità emittente e tali indicazioni possono essere utilizzate dalla corte di appello per fissare i limiti della consegna temporanea
  • I ricorsi contro ordinanze adottate ai sensi dell'art. 14, comma 5, legge n. 69/2005 sono soggetti a una procedura accelerata (art. 22, comma 5-bis) e i motivi ammissibili in cassazione sono limitati: le istanze di rinvio e le eccezioni procedurali generiche saranno difficilmente accolte se ostano al rispetto dei termini di cooperazione
  • Per tutelare efficacemente la nullità o l'incompatibilità del giudice è necessario agire tempestivamente con istanza di ricusazione e documentare l'interesse proprio e diretto del giudice quando si pretende la nullità

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