Cassazione Penale, Sentenza n. 8931/2025 del 04/03/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso contestava la sentenza che aveva ritenuto sussistenti le condizioni per l'estradizione richiesta dagli USA per i capi "mail fraud" e "aiding and abetting". La difesa ha sostenuto: (i) carenza della doppia incriminazione perché le offerte erano servizi di cartomanzia leciti in Italia e l'eventuale mancato adempimento è atto civilistico; (ii) ineffettività del principio di specialità negli USA e quindi impossibilità di tutela dell'estradando; (iii) rischio di trattamenti inumani e degradanti nelle carceri dello Stato richiedente (Essex, New Jersey); (iv) violazione del diritto di difesa per mancato rilascio del fascicolo processuale statunitense.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che dalla descrizione dei fatti emergevano artifici e raggiri idonei a integrare il reato di truffa ai sensi dell'art. 640 c.p. (presentazione ingannevole del servizio come personalizzato e gratuito, richieste di pagamento con avvisi di fatturazione fraudolenti), superando le obiezioni difensive sulla lecita attività di cartomanzia. Ha ritenuto infondati i rilievi sulla specialità, ricordando che il Trattato bilaterale con gli USA (art. XVI) vincola gli Stati Uniti e che non è fornita prova di un problema strutturale di effettività del rimedio. Ha escluso il rischio di trattamenti contrari all'art. 3 CEDU alla luce delle informazioni ufficiali richieste e ottenute sul regime carcerario e ha ritenuto irrilevante, ai fini dell'estradizione, il mancato accesso al fascicolo statunitense, purché non dimostrate carenze strutturali dell'ordinamento processuale del Paese richiedente. Il ricorrente è stato condannato alle spese del procedimento.
Norme richiamate
art. 640 cod. pen.
La Corte ha ritenuto che la condotta descritta nella domanda di estradizione rientri nella fattispecie della truffa: artifici e raggiri (lettere personalizzate, false promesse di gratuità e minacce di agenzie di recupero) hanno indotto le vittime a pagare, cagionando un danno economico e un vantaggio illecito al ricorrente.
art. 13 cod. pen. e art. II del Trattato bilaterale di estradizione
Richiamati in relazione alla verifica della doppia incriminazione e delle condizioni per l'estradizione; la Corte ha ritenuto compatibile l'incriminazione statunitense con l'ordinamento italiano.
art. 699 cod. proc. pen.
Attribuisce al giudice la funzione di verifica di legittimità dell'estradizione, escludendo valutazioni di opportunità e riservando al Ministro la verifica di alcune condizioni (comma 4) come la specialità.
art. 705, comma 2, lett. a) e lett. c) cod. proc. pen.
Richiamati rispetto ai motivi di rifiuto dell'estradizione: la Corte ha ritenuto insussistenti i presupposti per rifiutare per violazione del principio di specialità (lett. a) o per rischio di trattamento contrario all'art. 3 CEDU (lett. c)).
art. XVI del Trattato di estradizione Italia-USA
Stabilisce il principio di specialità: lo Stato richiedente non può detenere, giudicare o punire per fatti diversi da quelli per cui è stata concessa l'estradizione. La Corte ha ritenuto tale disposizione vincolante anche per gli USA e non ha rilevato violazioni sistematiche della stessa.
art. X, par. 3, lett. b) del Trattato bilaterale Italia-USA
Prevede che la domanda di estradizione sia corredata di un "summary" delle prove; la Corte ha ricordato che nella fase di verifica giudiziale la valutazione si fonda su tale sintesi probatoria.
art. 6 CEDU
Richiamato dalla difesa in relazione al diritto ad un rimedio effettivo (specialità e accesso ai mezzi di difesa). La Corte ha ritenuto che non fosse dimostrata una carenza strutturale nell'ordinamento statunitense tale da configurare violazione dell'art. 6.
art. 3 CEDU
Valutato in relazione al rischio di trattamenti inumani o degradanti nelle strutture carcerarie: la Corte ha ritenuto le informazioni ufficiali ricevute sufficienti a escludere un rischio concreto e personale per l'estradando.
Cost. USA, art. 6
"i trattati formano parte del supremo diritto comune e sono vincolanti per tutti i tribunali degli Stati Uniti"
La Corte ha richiamato tale principio per sostenere che i trattati, incluso quello di estradizione, sono vincolanti negli USA e quindi il principio di specialità ha efficacia nell'ordinamento statunitense.
art. 24 e 111 Cost.
Richiamati dalla difesa in relazione al diritto di difesa e al giusto processo; la Corte ha ritenuto che non risultassero violazioni tali da impedire l'estradizione.
Massime di principio
- La verifica della doppia incriminazione si concentra sugli elementi essenziali della condotta descritta nella domanda di estradizione (artifici, inganno, danno economico), non sulla liceità generale dell'attività di servizio offerto nel Paese di provenienza.
- Il principio di specialità, se previsto da un trattato bilaterale, vincola lo Stato richiedente (anche negli USA) e la sua efficacia va valutata concretamente: il reclamante deve provare violazioni strutturali o ripetute per ottenere il rifiuto dell'estradizione.
- Per far valere il rischio di trattamenti contrari all'art. 3 CEDU occorrono prove concrete e specifiche sul rischio personale; informazioni ufficiali e dettagliate dello Stato richiedente, se attendibili, possono essere decisive per escludere il pericolo.
- Il mancato accesso al fascicolo straniero non è di per sé ostativo all'estradizione: è necessario dimostrare che nell'ordinamento del Paese richiedente manchino regole o rimedi effettivi a tutela del giusto processo.
- In procedura di estradizione, l'autorità giudiziaria dello Stato richiesto verifica la legittimità formale e la corrispondenza della condotta alle fattispecie nazionali; questioni di opportunità o condizionamenti pratici (come garanzie di specialità ultimate) spettano in gran parte all'autorità politica (Ministro).
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