Cassazione Penale, Sentenza n. 06852/2026 del 19/02/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugna la conferma della condanna per furto in abitazione. I motivi: (1) nullità delle sentenze per mancato accoglimento dell'istanza di rinvio per legittimo impedimento del difensore all'udienza dell'8/3/2023; (2) violazione di legge e vizio di motivazione per insufficienza degli elementi probatori: la condanna si fonda esclusivamente sulle dichiarazioni predibattimentali di Maria Loria acquisite ai sensi dell'art. 512 cod. proc. pen. e sul riconoscimento fotografico, senza ulteriori elementi di conferma, con richiamo ai principi dell'art. 6 CEDU e alla giurisprudenza di legittimità; (3) censura per il diniego delle attenuanti (artt. 62, n.4 e 62-bis cod. pen.) e per la durezza della pena.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato nel motivo relativo alla insufficienza e al vizio motivazionale in ordine alle dichiarazioni predibattimentali. Ha rigettato il primo motivo sul legittimo impedimento (perché la nomina di un sostituto è discrezionale del difensore e perché nell'udienza mancata non si svolse attività istruttoria rilevante) e ha ritenuto assorbito il terzo motivo sulle attenuanti. Ha annullato la sentenza della Corte di appello per carenza motivazionale circa le "garanzie procedurali compensative" richieste dalla giurisprudenza europea e di legittimità quando la condanna si fonda su dichiarazioni non resse dal contraddittorio, e ha rinviato il giudizio alla Corte di appello di Perugia per nuovo esame.
Norme richiamate
art. 512 cod. proc. pen.
Le dichiarazioni rese in fase di indagini possono essere acquisite al dibattimento se il dichiarante è irreperibile o impossibilitato; tuttavia non possono costituire in modo esclusivo o determinante la base della condanna senza che sussistano adeguate garanzie procedurali compensative.
art. 185 cod. proc. pen.
Il vizio di un atto processuale ha efficacia sulla sentenza solo se sussiste il requisito della dipendenza; nel caso di udienza senza attività istruttoria rilevante, la nullità degli atti non incide sulla sentenza.
art. 97, comma 4, cod. proc. pen.
Norma richiamata in relazione alla nomina di difensore d'ufficio; il provvedimento evidenzia che la scelta di un sostituto è discrezionale del difensore di fiducia e non sindacabile dal cliente.
art. 6 CEDU
Garantisce il diritto a un equo processo; la Corte EDU ammette condanne basate su dichiarazioni unilaterali solo se il sacrificio del diritto di difesa è bilanciato da adeguate garanzie procedurali complessive.
artt. 62, n. 4 e 62-bis cod. pen.
Norme sulle circostanze attenuanti e sulla recidiva/programma di riduzione della pena; nel caso concreto il relativo motivo è stato ritenuto assorbito dalla decisione sulla prova.
art. 611 cod. proc. pen. (testo riscritto dal d.lgs. n.150/2022)
Richiamato per motivare il rito cameralizio applicato al ricorso presentato dopo il 30/6/2024; conferma la procedura di trattazione in camera di consiglio.
d.lgs. n. 150/2022
Menziionato come fonte della riscrittura dell'art. 611 c.p.p.; contestualizza la modalità di trattazione del ricorso in Cassazione.
Massime di principio
- Le dichiarazioni predibattimentali acquisite ai sensi dell'art. 512 c.p.p. possono essere utilizzate in dibattimento, ma se rappresentano la prova esclusiva o determinante per la condanna il giudice deve verificare e motivare la presenza di garanzie procedurali compensative (es.: imprevedibilità dell'assenza del teste, modalità di raccolta, accertamento della credibilità, compatibilità con altri elementi di contesto).
- La giurisprudenza della Corte EDU (Al-Khawaja, Schatschaschwili) consente flessibilità rispetto al divieto assoluto di condanne fondate su dichiarazioni non contraddette, a condizione che l'equità complessiva del processo non risulti compromessa; il giudice nazionale deve esplicitare tale bilanciamento.
- Il riconoscimento fotografico va valutato criticamente: occorre esaminare le modalità di svolgimento per escludere suggestività e verificarne il valore confermativo in relazione ad altri elementi probatori; non può di regola supplire da solo all'assenza di altre conferme probatorie solide.
- Sull'impedimento del difensore, la nomina di un sostituto è scelta tecnico-professionale del difensore e il cliente non può impedire tale scelta salvo revoca del mandato; se nell'udienza mancata non si è svolta attività istruttoria rilevante, la mancata presenza del difensore di fiducia non comporta automaticamente nullità idonea a compromettere la sentenza.
- Se la motivazione del giudice di merito omette di esaminare questioni cardinali (p.es. l'esistenza di garanzie compensative per l'uso di dichiarazioni predibattimentali), la Cassazione può annullare e rinviare per nuovo esame, con indicazione degli aspetti da valutare.
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