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Sentenza

Sentenza n. 11102/2026 - Roma, Sezione 4B

per l’annullamento del provvedimento -OMISSIS- -OMISSIS- ottobre 2022, con il quale il Ministero dell’interno ha rigettato la domanda di concessione della cittadinanza italiana presentata dall’odierna ricorrente in data 11 novembre 2017, ai sensi dell’art. 9, comma 1, lett. f), della legge n. 91/1992;

Giustizia amministrativa202306772

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di concessione della cittadinanza italiana per naturalizzazione

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il diniego ministeriale relativo alla domanda di cittadinanza italiana presentata ai sensi dell'art. 9, comma 1, lett. f), l. n. 91/1992. Con l'unico motivo, formulato in modo quasi privo della necessaria specificità, ha sostenuto di avere una condotta irreprensibile, contestando la rilevanza dei precedenti penali riferiti al figlio convivente e non a lei personalmente.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha rilevato che la concessione della cittadinanza per naturalizzazione implica un'attività amministrativa ampiamente discrezionale, il cui esercizio è sindacabile soltanto nei ristretti limiti del controllo estrinseco e formale, per manifesta illogicità o travisamento dei fatti, senza possibilità di sostituire la valutazione giudiziale a quella dell'amministrazione. Nel caso concreto, il Ministero aveva motivato il diniego valorizzando il numero significativo di procedimenti penali, alcuni conclusi con condanne e altri pendenti, a carico del figlio convivente. Secondo il giudice, non era macroscopicamente illogico estendere la valutazione dell'integrazione e dell'irreprensibilità anche al nucleo familiare, considerando i precedenti del familiare convivente come indice di criticità del contesto familiare e come potenziale elemento rilevante rispetto ai futuri comportamenti della richiedente. La valutazione era inoltre coerente con gli effetti indiretti dell'acquisto della cittadinanza sui familiari, tra cui la disciplina dell'espulsione dei parenti entro il secondo grado. Il precedente giurisprudenziale invocato dalla ricorrente non era contrario, poiché ammetteva che anche i reati dei componenti del nucleo familiare potessero rilevare nella valutazione discrezionale, pur escludendo, in quella diversa fattispecie, la rilevanza di reati di minore allarme sociale. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 9, comma 1, lett. f), l. 5 febbraio 1992, n. 91

    Disciplina la concessione della cittadinanza italiana per naturalizzazione, oggetto della domanda della ricorrente e del diniego impugnato.

  • art. 19, comma 2, lett. c), d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286

    È richiamato per evidenziare gli effetti indiretti dell'acquisto della cittadinanza da parte di un familiare, in particolare l'impossibilità di espellere determinati parenti entro il secondo grado.

  • art. 40, comma 1, lett. d), c.p.a.

    Il giudice rileva che l'unico motivo di ricorso è quasi privo del requisito della specificità richiesto dalla disposizione.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

Massime di principio

  • La concessione della cittadinanza italiana per naturalizzazione costituisce esercizio di ampia discrezionalità amministrativa; il sindacato giurisdizionale resta limitato al controllo estrinseco e formale, senza estendersi al merito, e può condurre all'annullamento solo in presenza di manifesta illogicità o travisamento dei fatti.
  • Nella valutazione dell'integrazione dello straniero e dell'irreprensibilità della condotta richiesta per la naturalizzazione, l'amministrazione può considerare anche elementi riferiti al nucleo familiare, inclusi i procedimenti penali e le condanne del familiare convivente, purché tale valutazione non risulti macroscopicamente illogica.
  • I precedenti penali del familiare convivente possono essere valutati come indice di criticità del contesto familiare e come elemento potenzialmente rilevante nella prognosi sulla futura osservanza dell'ordinamento da parte del richiedente, avuto riguardo alla stabilità del legame familiare e alla convivenza.
  • Nella procedura di concessione della cittadinanza, la rilevanza dei precedenti dei familiari può essere collegata anche agli effetti indiretti che l'acquisto della cittadinanza produce sul nucleo familiare, compresi gli effetti sulla disciplina dell'espulsione dei parenti entro il secondo grado.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanza
RamiImmigrazione e cittadinanza
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaEccesso di potereProporzionalità e ragionevolezza

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