Cassazione Civile, Sentenza n. 4525/2021 del 19/02/2021
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione del decreto della Corte d'Appello di Roma che aveva confermato il provvedimento n.54 del 30.1.2013 con cui la Banca d'Italia aveva comminato a Baronio una sanzione pecuniaria di €30.000 per carenze nell'organizzazione dei controlli interni e nel processo di credito e per mancanza dei requisiti di cui all'art.107 comma 2 del D.Lgs. n.385/1993. Il ricorrente, consigliere di amministrazione di Agos Ducato espressione del socio di minoranza, contestava (i) l'uso da parte della Corte di Appello di una versione superata delle istruzioni di vigilanza e la genericità delle contestazioni a suo carico e (ii) l'illegittimità dell'impiego dell'art.2381 c.c. come parametro per sanzionare condotte non specificamente vietate dalle norme di settore. Pregressa declaratoria di difetto di giurisdizione del TAR e riassunzione davanti alla Corte d'Appello che rigettava il ricorso.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibile la parte della censura che contestava l'uso di una versione delle istruzioni non eccepita nell'atto introduttivo (ricorso al TAR) e ha dichiarato infondate le censure sulla genericità. Ha confermato che la Corte di Appello ha motivato con precisione le carenze organizzative e di controllo (fusione Agos-Ducato senza adeguato adeguamento organizzativo, assenza di Risk Management autonomo, sistema di controlli inadeguato, gestione delle svalutazioni non prudente, diversa classificazione dei crediti deteriorati, mancata attivazione dei consiglieri di minoranza nonostante i patti parasociali e l'informativa insufficiente) e ha richiamato il dovere di agire informato e diligente degli amministratori ex art.2381 c.c., esteso anche ai consiglieri di minoranza. Ha affermato che la mera verbalizzazione del dissenso non esonera dalla responsabilità: l'onere della prova dell'effettiva mancanza di qualunque profilo di colpa è a carico dell'incolpato. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese di giudizio di legittimità (€5.500 oltre accessori) e rilevazione della possibile ulteriore quota di contributo unificato ai sensi dell'art.13 DPR n.115/2002.
Norme richiamate
D.Lgs. n.385/1993 (Testo Unico Bancario)
art. 107 comma 2; art. 144
La sanzione era stata motivata con la carenza dei requisiti previsti dall'art.107(2) e con violazioni connesse all'adeguatezza dell'organizzazione e dei controlli interni previsti dal TUB; tali disposizioni costituiscono fondamento della vigilanza e dei poteri sanzionatori di Banca d'Italia
Circolare Banca d'Italia n.216/1996 (Istruzioni di vigilanza) e aggiornamento 19/02/2002
... una gestione aziendale sana e prudente dipende anche da una struttura organizzativa adeguata alla vocazione operativa degli intermediari finanziari. A tal fine, è importante che la struttura aziendale risponda a criteri di coerenza con le linee strategiche indicate dagli organi amministrativi
La Corte ha richiamato le istruzioni di vigilanza per valutare l'adeguatezza organizzativa e il dovere di diligente informazione degli amministratori; la modifica del 2002 (inserimento della parola 'gestionali') non altera il principio ma ne amplia l'ambito di responsabilità
Codice civile
art. 2381; art. 2392; art. 1476
Art.2381 c.c.: obbligo degli amministratori di agire informati e con diligenza professionale, applicato anche ai consiglieri di minoranza; art.2392: responsabilità degli amministratori verso la società per atti illeciti; art.1476: principio sull'esonero dalla responsabilità solidale richiede prova positiva dell'assenza di colpa
Legge n.689/1981
Riferita dal ricorrente in tema di principi di determinatezza e personalità delle sanzioni amministrative; la Corte ha ritenuto che le contestazioni fossero sufficientemente determinate e motivate
D.Lgs. n.6/2003
Citato per osservare che la riforma ha attenuato taluni criteri di imputazione della responsabilità per omesso controllo, ma non ha eliminato l'onere di diligenza e la necessità di attivarsi di fronte a illeciti evidenti
D.P.R. n.115/2002
art. 13 comma 1-quater e comma 1-bis
Previsione relativa al versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di particolari condizioni processuali; la Corte ha dato atto della sussistenza dei presupposti per l'applicazione
Massime di principio
- Il dovere di agire 'informato' e con diligenza professionale ex art.2381 c.c. grava su tutti i membri del consiglio di amministrazione, inclusi i consiglieri di minoranza: non è sufficiente l'assenza di deleghe per esonerare dall'obbligo di vigilanza
- La mera verbalizzazione del dissenso in sede di consiglio non implica automaticamente esonero dalla responsabilità: chi contesta deve provare positivamente l'effettiva mancanza di qualsiasi profilo di colpa
- Le istruzioni di vigilanza della Banca d'Italia, anche se aggiornate, enunciano principi generali di adeguatezza organizzativa che possono essere utilizzati per valutare la responsabilità degli amministratori; varianti testuali minori non riducono l'ambito di responsabilità
- In presenza di evidenti segnali di deterioramento dei crediti o di carenze nei controlli interni, il consigliere deve attivarsi con richieste di chiarimenti, approfondimenti e iniziative concrete: l'inerzia può integrare responsabilità sanzionabile
- Il ricorso al principio di chiusura del sistema (art.2381 c.c.) non è un modo per creare sanzioni ad hoc, ma serve a ricondurre comportamenti omissivi al generale dovere di diligenza previsto dalle norme societarie e di vigilanza
- L'onere della prova per dimostrare l'effettiva assenza di colpa è in capo all'amministratore che si dichiara innocente; dunque la documentazione e le iniziative diligenti sono essenziali per difendersi
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