Cassazione Penale, Ordinanza n. 27740/2026 del 23/07/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che l'unico motivo dedotto fosse diretto a sollecitare una rivalutazione del merito probatorio, attività estranea al sindacato di legittimità, e che mancasse la deduzione di specifici travisamenti delle prove. Conseguentemente, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., sono derivate le statuizioni conseguenti all'inammissibilità.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Palermo del 2 luglio 2025. Il ricorso era fondato su un unico motivo: si deduceva il difetto di prova in ordine all'allontanamento dal luogo in cui stava scontando la detenzione domiciliare. La censura mirava, secondo la Corte, a ottenere una rivalutazione del materiale probatorio e una diversa lettura delle fonti di prova rispetto a quella accolta nei giudizi di merito, senza indicare specifici travisamenti delle emergenze processuali valorizzate dai giudici di merito.
Norme richiamate
L'inammissibilità del ricorso comporta le conseguenze previste da questa norma.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione non può essere utilizzato per ottenere una rivalutazione del compendio probatorio o una diversa lettura delle prove già esaminate dai giudici di merito.
- La censura di legittimità che contesti il difetto di prova deve confrontarsi con la motivazione della sentenza impugnata e indicare specifici travisamenti delle emergenze processuali; in difetto, il motivo è inammissibile.
- Quando il ricorso si risolve in una critica meramente fattuale e non introduce un vero vizio di legittimità, la Corte dichiara l'inammissibilità con le conseguenze previste dall'art. 616 c.p.p.
Come è indicizzato
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