Cassazione Penale, Sentenza n. 29999/2022 del 28/07/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per Cassazione avverso l'ordinanza del 22/04/2021 del Tribunale del Riesame che aveva confermato il decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente (emesso il 22/03/2021) in relazione a plurime ipotesi di truffa aggravata. Il ricorrente, con unico motivo ex art. 606 lett. b) c.p.p., denunciava violazione degli artt. 640 quater e 322 ter c.p. e dell'art. 321, comma 2, c.p.p.: sosteneva che il Tribunale del Riesame avesse illegittimamente sottoposto a sequestro esclusivamente beni di sua proprietà nonostante il reato fosse contestato in concorso con altri, senza verificare la quota di profitto spettante a ciascun concorrente, senza cercare altri beni del ricorrente aggredibili, e senza una valutazione tecnica sulla divisibilità dell'immobile sequestrato; lamentava inoltre violazione del principio di proporzionalità a fronte del valore dell'immobile superiore all'ipotizzato profitto
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che: (i) il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente può colpire i beni di ciascun concorrente anche per l'intera entità del profitto accertato, indipendentemente dalla quota effettivamente percepita dal singolo; (ii) la confisca per equivalente ha natura sanzionatoria e deterrente e si giustifica anche quando non è possibile individuare il profitto nella sua consistenza originaria; (iii) ai fini della proporzionalità non è necessaria una corrispondenza esatta tra profitto e valore dei beni sequestrati, purché il valore non sia esorbitante rispetto al credito garantito; (iv) il giudice del riesame non è tenuto ad effettuare mirati accertamenti valutativi salvo il caso di manifesta sproporzione. Nel caso concreto il valore dei beni sequestrati (euro 140.000,00) risultava compatibile con il profitto accertato (euro 110.725,36) e la lieve eccedenza era giustificata dall'indivisibilità dell'immobile. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 640 quater c.p.
Norma incriminatrice collegata alle contestazioni di truffa; la Corte richiama l'articolo nel contesto delle condotte oggetto del sequestro ma non modifica la sua interpretazione sostanziale
art. 322 ter c.p.
Norma relativa ad ostacolo all'esecuzione; citata tra le norme contestate dal ricorrente, senza che la Cassazione ravvisi profili tali da annullare il sequestro
art. 321, comma 2, c.p.p.
Norma sul sequestro preventivo: il ricorrente denunciava violazione di questa disposizione ma la Corte ha ritenuto corretta l'applicazione dei principi di confisca per equivalente e di proporzionalità adottati dal giudice di merito
art. 616 c.p.p.
Norma che dispone la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali in caso di rigetto del ricorso; applicata dalla Corte al termine del procedimento
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (segnalate nel testo)
Sez. 5, n. 19091 del 26/02/2020, Buonpensiere; Sez. 6, n. 26621 del 10/04/2018, Ahmed; Sez. 2, n. 5553 del 09/01/2014, Clerici; Sez. U., n. 31617 del 26/06/2015, Lucci; Sez. 5, n. 25560 del 20/05/2015, Gilardi; Sez. 6, n. 12515 del 27/01/2015, Picheca; Sez. 2, n. 26340 del 28/02/2018, Ferrara; Sez. 2, n. 33090 del 22/06/2017
La Corte richiama e applica il consolidato orientamento di legittimità secondo cui la confisca per equivalente ha natura sanzionatoria e può colpire i beni di ciascun concorrente per l'intera entità del profitto accertato; inoltre stabilisce che il giudice non deve necessariamente accertare perfetta corrispondenza tra profitto e valore dei beni sequestrati salvo il caso di manifesta sproporzione, e che l'indivisibilità del bene può giustificare una lieve eccedenza
Massime di principio
- Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente può essere disposto sui beni di ciascun concorrente anche per l'intera entità del profitto accertato, indipendentemente dalla quota effettiva percepita dal singolo
- Non è necessario che il giudice del riesame accerti la ripartizione interna del profitto tra i concorrenti: rileva la corresponsabilità solidale e la funzione sanzionatoria/dissuasiva della confisca per equivalente
- Ai fini del principio di proporzionalità non è richiesta una perfetta corrispondenza tra profitto e valore dei beni sequestrati; il provvedimento è illegittimo solo se manca qualsiasi valutazione del valore o sussiste una manifesta sproporzione
- Se il bene sottoposto a sequestro è indivisibile, è ammissibile che il suo valore ecceda leggermente il profitto accertato purché la motivazione colga l'indivisibilità e l'impossibilità di misure meno invasive
- Il giudice del riesame non è tenuto a compiere accertamenti valutativi mirati salvo che non emergano situazioni di manifesta sproporzione; l'onere di allegazione e di dimostrazione della sproporzione grava sul ricorrente
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