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Sentenza

Sentenza n. 2366/2026 - Palermo, Sezione 3

Giustizia amministrativa202501773

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell'area di sedime e di un'ulteriore area pertinenziale, con immissione in possesso e ordine di sgombero

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente impugnava l'ordinanza comunale dell'8 luglio 2025, adottata dopo che una precedente sentenza del TAR aveva annullato gli atti nella parte in cui non indicavano e giustificavano l'ulteriore area da acquisire. Il nuovo provvedimento disponeva l'acquisizione gratuita dell'intera particella, per 705 mq complessivi, comprendenti 134 mq di area di sedime e 571 mq di area accessoria. La ricorrente deduceva: a) violazione dell'art. 31 d.P.R. 380/2001, sostenendo che l'area ulteriore fosse inedificabile e quindi priva di nesso funzionale con l'area di sedime; b) violazione dell'art. 21-septies l. 241/1990, assumendo che il nuovo provvedimento contrastasse con la precedente sentenza del TAR e con il relativo effetto conformativo; c) violazione dell'art. 9 l.r. 7/2019, per omessa comunicazione di avvio del procedimento.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha esaminato congiuntamente i primi due motivi, rilevando che il nuovo provvedimento costituisce riesercizio del potere ed è congruamente motivato sia rispetto all'art. 31 d.P.R. 380/2001 sia rispetto alle indicazioni conformative della precedente sentenza. L'area ulteriore è stata puntualmente individuata in 571 mq, in rapporto ai 705 mq totali della particella e ai 134 mq dell'area di sedime; pertanto, sotto il profilo dell'individuazione dell'area, l'atto non presenta vizi. Il Collegio ha inoltre ritenuto non necessario pretendere una motivazione diffusa sulla specifica destinazione pubblica dell'area ulteriore, poiché essa è pertinenziale all'abitazione, ricade in parte entro 150 metri dalla battigia, in zona di inedificabilità assoluta, e per la restante parte in area a verde agricolo con indice edificatorio irrisorio di 0,03 mc/mq. Secondo il TAR, tali caratteristiche rendono l'area inedificabile e ne evidenziano un nesso funzionale indefettibile con l'immobile abusivo, sicché la richiesta di una più ampia motivazione sulla destinazione pubblica sarebbe inutile e logicamente contraddittoria. Anche il motivo relativo alla mancata comunicazione di avvio è stato respinto: il provvedimento è solo in parte costitutivo e i presupposti dell'acquisizione sono vincolati; inoltre, il Comune ha dimostrato in giudizio, ai sensi dell'art. 21-octies, comma 2, l. 241/1990, che il contenuto dell'atto non avrebbe potuto essere diverso. La ricorrente è stata condannata alle spese, liquidate in euro 2.000,00 oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    area costituente la corte di pertinenza dell’immobile quale area accessoria prevista dall’art. 31 comma 3 del D.P.R. 380/01 ovvero [...] quella necessaria, secondo le vigenti prescrizioni urbanistiche, alla realizzazione di opere analoghe a quelle abusive

    L'acquisizione gratuita può comprendere, oltre all'area di sedime, l'area necessaria secondo le prescrizioni urbanistiche alla realizzazione di opere analoghe; nel caso concreto, la natura pertinenziale e l'inedificabilità dell'area ulteriore ne confermano il nesso funzionale con l'immobile abusivo.

  • art. 21-septies l. 241/1990

    La ricorrente ne invocava la violazione per contrasto del nuovo provvedimento con la precedente sentenza di annullamento, ma il TAR ha escluso tale contrasto, ritenendo il nuovo atto conforme alle coordinate conformative della pronuncia.

  • art. 21-octies, comma 2, l. 241/1990

    il provvedimento amministrativo non è comunque annullabile per mancata comunicazione dell’avvio del procedimento qualora l’amministrazione dimostri in giudizio che il contenuto del provvedimento non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato

    La mancata comunicazione di avvio non determina l'annullabilità quando l'amministrazione dimostri che, trattandosi di esercizio vincolato del potere, il contenuto dell'atto non avrebbe potuto essere diverso.

  • art. 9 l.r. 7/2019

    La censura per omessa comunicazione di avvio è stata respinta mediante l'applicazione della regola dei vizi formali non invalidanti prevista dall'art. 21-octies, comma 2, l. 241/1990.

Massime di principio

  • Nel riesercizio del potere successivo all'annullamento giurisdizionale, l'amministrazione adempie all'effetto conformativo quando individua puntualmente l'area ulteriore da acquisire e motiva la relativa estensione in coerenza con le indicazioni contenute nella precedente pronuncia.
  • Ai sensi dell'art. 31 d.P.R. 380/2001, l'acquisizione gratuita può estendersi oltre l'area di sedime all'area accessoria necessaria secondo le prescrizioni urbanistiche alla realizzazione di opere analoghe a quelle abusive; la natura pertinenziale e l'inedificabilità dell'area possono costituire elementi idonei a dimostrare il nesso funzionale con il manufatto abusivo.
  • Quando l'area ulteriore da acquisire è pertinenziale all'immobile abusivo e presenta caratteristiche di sostanziale inedificabilità, non è necessario imporre all'amministrazione una motivazione diffusa su una specifica destinazione pubblica dell'area, se tale pretesa risulta inutile rispetto alla concreta conformazione del bene e al nesso funzionale con l'abuso.
  • La mancata comunicazione di avvio del procedimento non comporta l'annullamento di un provvedimento quando l'amministrazione dimostri in giudizio che, in ragione della natura vincolata dei presupposti e dell'esito necessitato, il contenuto dell'atto non avrebbe potuto essere diverso.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniInvalidità del provvedimentoPartecipazione al procedimentoEfficacia ed esecuzione del provvedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiEffetto conformativo e riedizione del potereVizi formali non invalidantiPartecipazione procedimentalePrincipio di legalità e tipicità

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