Sentenza n. 1764/2026 - Palermo, Sezione 4
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Marsala n. 514/2023, relativa all’assegnazione della Carta docente
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha chiesto l’ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Marsala n. 514/2023, passata in giudicato e ritualmente notificata all’Amministrazione. La sentenza aveva accertato il diritto della docente all’assegnazione della Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023, per l’importo complessivo di euro 2.000,00, condannando il Ministero a mettere la carta a disposizione dell’interessata. Nonostante la definitività del titolo e il decorso del termine dilatorio previsto dall’art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996, l’Amministrazione non aveva dato esecuzione alla pronuncia. La ricorrente ha quindi domandato la dichiarazione di inottemperanza, l’ordine di esecuzione, la nomina di un commissario ad acta, il riconoscimento degli accessori di legge e la condanna alle spese. L’Amministrazione si è costituita, rappresentando le ragioni del ritardo e chiedendo la compensazione delle spese.
La decisione
Il TAR ha ritenuto ammissibile e fondato in parte il ricorso, accertando l’inottemperanza dell’Amministrazione al giudicato, poiché la sentenza del Tribunale di Marsala era definitiva, regolarmente notificata e imponeva un obbligo conformativo puntuale, rimasto ineseguito oltre il termine dilatorio previsto dalla legge. Ha ordinato al Ministero di attivare la Carta docente e di accreditare l’importo complessivo di euro 2.000,00 entro sessanta giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza, se anteriore. Ha invece respinto la domanda relativa agli interessi legali, rilevando che il titolo esecutivo non aveva disposto il pagamento di tali accessori e che il giudice dell’ottemperanza non può attribuire utilità ulteriori rispetto a quelle riconosciute dalla pronuncia da eseguire. Per il caso di ulteriore inerzia, ha nominato commissario ad acta il Direttore generale pro tempore competente per gli ordinamenti scolastici, con facoltà di delega, stabilendo che il commissario dovrà intervenire entro ulteriori sessanta giorni dalla richiesta dell’interessata. L’incarico deve essere svolto senza ulteriore compenso, in applicazione analogica del principio di onnicomprensività della retribuzione dirigenziale. Le spese del giudizio sono state integralmente compensate, in ragione dell’accoglimento solo parziale della domanda.
Norme richiamate
art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996
Il decorso del termine dilatorio per l’esecuzione delle condanne nei confronti delle amministrazioni consente, unitamente agli altri presupposti, di configurare l’inottemperanza al giudicato.
art. 5-sexies, comma 8, l. n. 89/2001
Il principio di onnicomprensività della retribuzione dirigenziale giustifica l’attribuzione dell’incarico di commissario ad acta senza ulteriore compenso; il giudice lo applica analogicamente anche alle condanne al pagamento di somme di denaro.
Massime di principio
- Sussiste inottemperanza quando una sentenza passata in giudicato, ritualmente notificata all’amministrazione e contenente un obbligo conformativo puntuale, rimane ineseguita dopo il decorso del termine dilatorio previsto dalla legge.
- Nel giudizio di ottemperanza il giudice può ordinare all’amministrazione di adottare gli atti necessari per dare piena esecuzione al titolo giudiziale, fissando un termine e nominando sin d’ora un commissario ad acta per il caso di ulteriore inerzia.
- Il giudice dell’ottemperanza non può riconoscere interessi, accessori o altre utilità non attribuiti espressamente dal titolo esecutivo, neppure quando tali domande siano formulate nel ricorso per l’esecuzione.
- Il commissario ad acta nominato per l’esecuzione di un giudicato può essere individuato in un dirigente dell’amministrazione obbligata, con facoltà di delega, e può essere chiamato a operare senza ulteriore compenso quando trova applicazione il principio di onnicomprensività della retribuzione dirigenziale.
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