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Ordinanza

Ordinanza n. 763/2026 - Palermo, Sezione 3

per l’annullamento per quanto riguarda il ricorso introduttivo e i motivi aggiunti propri: dell’atto del Comune di Cefalù n. 30959 del 5 luglio 2023, recante diniego di atti dovuti e differimento di adozione di provvedimenti repressivi nell’esercizio di attività di vigilanza urbanistica oggetto di istanza ex art. 27 del d.P.R. 6 giugno 2021, n. 380 e dell’atto del Comune di Cefalù n. 30937 del 5 luglio 2023, recante certificato di abitabilità;

Giustizia amministrativa202301638

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IIIOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di atti dovuti e differimento dell’adozione di provvedimenti repressivi in materia urbanistica, nonché certificato di abitabilità

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l’atto comunale recante diniego di atti dovuti e differimento dell’adozione di provvedimenti repressivi nell’esercizio della vigilanza urbanistica, adottato in relazione a un’istanza proposta ai sensi dell’art. 27 del d.P.R. n. 380/2001, nonché il certificato di abitabilità rilasciato dal Comune. Con precedente ordinanza il TAR ha disposto una verificazione, affidata al Dirigente generale del Dipartimento dell’Urbanistica dell’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente, avente a oggetto lo stato dei luoghi, la conformità ai titoli edilizi, la veridicità di perizie asseverate e la datazione degli eventuali abusi, la ricostruzione dello stato dei luoghi al 31 dicembre 1993, la destinazione urbanistica dell’area e l’eventuale assoggettamento del lotto al vincolo previsto dall’art. 15, comma 1, lett. a), della l.r. n. 78/1976. Il verificatore non ha fornito riscontro circa l’avvio delle operazioni.

La decisione

Il TAR non ha deciso il merito delle censure né la legittimità degli atti impugnati. Ha rilevato che il verificatore nominato con la precedente ordinanza non aveva comunicato l’inizio delle operazioni e ha quindi sollecitato l’avvio dell’attività istruttoria, assegnando un nuovo termine di 90 giorni dalla comunicazione dell’ordinanza per l’espletamento della verificazione, secondo le modalità già indicate. Il Collegio ha mantenuto ferme le responsabilità connesse a un eventuale ulteriore rifiuto o silenzio. Ha inoltre fissato l’udienza di discussione del merito al 21 luglio 2026 e ordinato alla segreteria di comunicare l’ordinanza alle parti e al verificatore.

Norme richiamate

  • art. 27 d.P.R. 380/2001

    La disposizione è richiamata quale base normativa dell’istanza con cui è stata sollecitata l’attività comunale di vigilanza urbanistica e l’adozione di eventuali provvedimenti repressivi.

  • art. 15, comma 1, lett. a), l.r. 78/1976

    La disposizione è indicata quale parametro per la verificazione dell’eventuale sottoposizione dell’area a vincolo al momento della commissione degli abusi.

Massime di principio

  • Quando la decisione di merito dipende da accertamenti tecnici sullo stato dei luoghi, sulla conformità delle opere ai titoli edilizi, sulla datazione degli abusi e sui vincoli urbanistici, il giudice amministrativo può disporre una verificazione affidandola a un’amministrazione o a un ufficio dotato di specifica competenza tecnica.
  • Se il verificatore non dà riscontro dell’avvio delle operazioni, il giudice può sollecitare l’esecuzione dell’incarico e assegnare un nuovo termine perentorio o comunque esplicito, mantenendo ferme le responsabilità derivanti da ulteriore rifiuto o silenzio.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTitoli abilitativi ediliziVincoli urbanisticiIstruttoria processuale
RamiEdiliziaUrbanistica e governo del territorioProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaOnere della prova e principio dispositivo

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